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9 agosto 2014: Leeds Castle, Sissinghurst Tower and Gardens, Bodiam Castle, Battle

Il nuovo giorno comincia con un bel cielo pulito e un sole deciso, che entra in camera prepotente già prima delle 7. La signora del b&b è gentilissima e ci prepara un’ottima Full English ricca di tutto, dalle salsicce ai funghi, servita in un salotto dall’atmosfera casalinga. Dividiamo il tavolo con Sinclair, un ospite scozzese del b&b che i proprietari conoscono bene perché viene a trovarli abbastanza spesso, e chiacchieriamo un po’ con lui, anche se è anziano e parla in maniera davvero strana, e non è sempre facile seguire i suoi racconti. Alla fine dobbiamo salutare tutti e ripartire per il nostro giro, dopo una sosta davvero piacevole.
La prima tappa di oggi è il Leeds Castle, una delle attrazioni principali del Kent e uno dei castelli più antichi e importanti della storia inglese, noto anche con il modesto soprannome di “The loveliest Castle in the World”.


Proprio per la sua bellezza e importanza ho deciso di inserirlo nel programma, nonostante qui non possiamo utilizzare nessuna delle nostre varie tessere di associazioni culturali e dobbiamo pagare un biglietto d’ingresso di ben 18,00£ a testa, ben più alto della media di altri castelli del genere. Arriviamo proprio all’apertura e troviamo già un po’ di gente, visto che oggi c’è il sole e tutti vogliono approfittare di una delle aree per cui questo luogo è particolarmente famoso: il parco.


Le signore alla cassa sono gentilissime e ci spiegano tutto sulle attrazioni e le varie attività della giornata, quindi apriamo la nostra mappa ed entriamo in un immenso spazio verde, che si rivela subito spettacolare.


Camminiamo per una ventina di minuti prima di vedere il castello, in mezzo ad alberi antichissimi con tronchi enormi e rami contorti, prati d’erba perfettamente tagliata, aiuole fiorite, vialetti con panchine, canali d’acqua limpida, ponticelli, salici immensi, laghetti, siepi, mentre tutto intorno a noi papere, uccellini, anatre e cigni si affaccendano liberamente, in un’atmosfera da vero bosco incantato. C’è persino una zona dedicata ai rapaci dove troviamo gufi e falchi, e un guardiano pronto a spiegare a grandi e bambini caratteristiche e abitudini di tutte queste creature.


Il castello, quando ci arriviamo, è all’altezza del suo prologo naturale. Appare davanti a noi come sospeso sull’acqua, circondato non da un semplice fossato ma da un vero e proprio lago, collegato alla terra da un ponte di pietra.

E’ composto da più edifici di diverse epoche collegati tra loro da viali, ponti e zone veri, che conducono all’edificio principale caratterizzato da una facciata con torri in stile medievale. Fu fondato da un nobile normanno nel XII secolo sui resti di un precedente castello come bastione di difesa contro gli inglesi da poco conquistati, e rimase di proprietà della corona inglese almeno fino alla metà del XVI secolo.


E’ conosciuto anche col nome di “Ladies’ Castle”, poiché in diversi secoli qui furono ospitate ben 6 regine, da Isabella di Castiglia a Caterina d’Aragona, che trasformò questo luogo di difesa in una vera e propria residenza reale. Anche Anna Bolena ed Enrico VIII lo frequentarono regolarmente. Proprio in onore di Enrico VIII è aperta in questo mese di agosto una mostra speciale in cui viene esposta una sua armatura in metallo finemente cesellata completa di elmo, spada e corazza, davvero meravigliosa.

Non si tratta di una copia, e’ proprio una sua armatura originale, e fa un certo effetto trovarsela lì davanti sapendo che il Re l’ha effettivamente indossata. A giudicare dai suoi ritratti, direi che me lo immaginavo più robusto…

Gli interni del castello sono stati grandemente rimaneggiati, poiché dopo che Re Edoardo VI lo donò a un suo collaboratore, togliendolo di fatto dai possedimenti privati della corona, è stato di proprietà di diverse famiglie nobili che ne fecero una dimora più moderna e vivibile.

L’ultima proprietaria, Lady Baillie, era un’ereditiera americana che lo trasformò in una villa di lusso per accogliervi i suoi amici del jet-set, che andavano dagli attori più noti di Hollywood come Charlie Chaplin e James Stewart fino a JFK. Per fortuna gli interventi sono stati fatti con criterio apportando ammodernamenti sempre nel rispetto della storia di questi luoghi, e ora i saloni e le varie camere da pranzo e da letto sono bellissime stanze dove trascorrere giornate piacevoli immersi in un’atmosfera dal fascino antico. Il castello può essere anche affittato per eventi, convegni, matrimoni o ricevimenti, ed è aperto al pubblico ogni giorno dell’anno.


Una delle stanze più belle è la biblioteca, coperta di librerie a parete cariche di volumi di ogni genere tutti rilegati in cuoio, comodi divani, lampade liberty e un grande caminetto da accendere nelle fredde sere d’inverno. Magnifica.

Dopo il giro all’interno torniamo fuori per visitare il resto dell’immenso parco, progettato nel settecento dal mitico architetto di giardini Capability Brown. Le diverse sezioni comprendono un giardino formale stracolmo di fiori, una zona giochi per bambini a tema medievale, un bellissimo labirinto di siepi che termina in un grotto centrale un po’ kitsch, con stravaganti effetti di luce e suoni, una voliera con una bella collezione di rapaci, e l’immancabile caffetteria.



Lo spettacolo di falconeria comincia solo alle 2 e non possiamo restare, ma passiamo dalla voliera ad ammirare i rapaci e a fare qualche foto. Ci sono le aquile, un paio di falchi, due civette sonnacchiose e altri piccoli uccelli, ma soprattutto c’è un gufo reale enorme, con gli artigli affilati e lo sguardo altrettanto aguzzo, che ci fissa immobile con i suoi occhi di lava come fossimo le prossime prede da cacciare. E’ magnifico, nobile e altero, indomito oggi così come lo era secoli fa quando viveva a fianco dei Re.



Decidiamo di prendere due sandwich da portare via alla caffetteria e torniamo verso la macchina pronti a muovere in direzione della seconda tappa di oggi, ma proprio all’uscita ci imbattiamo in una di quelle classiche signore che fanno le volontarie in questi posti e che ti chiedono con tutta la gentilezza del mondo se hai voglia di rispondere a qualche breve domanda sulla tua esperienza del luogo appena visitato, porgendoti un foglio e una piccola matita con un gran sorriso, rendendo difficilissimo dire di no. Così ci sediamo su una panchina e rispondiamo diligentemente a tutte le domande, suddivise in ben 4 pagine di questionario, in cui confermiamo la nostra ottima impressione di questo magnifico luogo e della sua perfetta gestione. Peccato che non ci sia nessuna domanda specifica riguardo alla nostra opinione sul prezzo del biglietto d’ingresso…


A una mezz’ora di auto da Leeds, a Sissinghurst, ci sono i famosi Sissinghurst Tower and Gardens (curati dal National Trust, ingresso free con la tessera FAI) che desidero visitare da tanto tempo. Questo è un luogo speciale, voluto e creato da Vita Sackwille-West e suo marito Harold Nicolson che acquistarono questa proprietà ormai in rovina negli anni ‘30 e gli dedicarono decenni di lavoro e attenzioni, fino a farlo diventare uno dei più bei giardini di tutta l’Inghilterra. Vita, grande esperta di giardinaggio oltre che scrittrice, ci lavorò personalmente e ne disegnò le varie zone creando ‘stanze’ naturali di diverso impatto visivo, simbolismo e colore, ben separate una dall’altra ma tutte collegate da passaggi semi-segreti che regalano punti di vista ogni volta nuovi e sorprendenti sulle aree attigue, rendendo la passeggiata nei giardini una vera esperienza d’incanto.

Il più famoso dei giardini di Sissinghurst è il White Garden, in cui ogni fiore delle decine di diverse specie di piante presenti ha i petali di un bianco candido, caratteristica che lo rese famoso e di gran moda nell’alta società inglese della prima metà del 900. E’ veramente uno dei giardini più poetici e commoventi che mi sia mai capitato di visitare, e il pensiero di Vita che passeggia lungo questi vialetti insieme a Virginia Woolf in un luminoso pomeriggio d’estate rende l’atmosfera quasi magica.



La casa, nella quale fu ospite persino Elisabetta I, non è visitabile, ma la torre principale e’ magnifica, in stile elisabettiano di mattoni rossi con un ampio arco d’accesso di grande personalità. La vista dall’alto è impareggiabile, e rende bene l’idea dell’immenso lavoro che è stato fatto qui per trasformare un rudere in un luogo assolutamente incantevole.



Oltre ai giardini, ci sono l’angolo delle piante officinali, il frutteto, la serra, il canale, l’orto, e un vecchio granaio ristrutturato e ancora bellissimo, in cui è stata allestita una romantica mostra fotografica sulla storia d’amore unica di Vita e Harold. Vita e suo marito hanno vissuto qui fino alla loro morte, e di certo hanno saputo creare un mondo tutto loro, in cui rifugiarsi quando avevano voglia di restare lontani da ogni altra cosa.




Mangiamo i nostri sandwich seduti su una panchina nel frutteto, godendoci il sole e l’aria tiepida. Poi facciamo un giro nel bellissimo shop, e visto che non è tardi, decidiamo di provare ad arrivare fino al vicino Bodiam Castle, nel paesino di Robertsbrige, nella vicina contea dell’East Sussex.

Lo avevo incluso nel giro di oggi solo come opzione eventuale perché non ero sicura di farcela con i tempi, ma a questo punto vale la pena tentare. Il parcheggio è vicino alla cassa, dove mostriamo la nostra tessera FAI agli addetti NT che ci accolgono con calore. Però l’ingresso è lontano dalla cassa e ci raccomandano di correre, perché anche se il castello chiude alle 17, l’ultimo ingresso è alle 16,30 e sono già le 16,26! Dobbiamo seguire un sentiero che si snoda in un boschetto e raggiungere una specie di ponte di legno, che collega il castello, circondato dall’acqua, alla terraferma, e abbiamo solo pochi minuti. Un’altra giovane coppia di visitatori ritardatari corre con noi, ma siamo tutti un po’ preoccupati dalla distanza da coprire, quando improvvisamente compare un signore dello staff del parco con una di quelle macchinette elettriche usate sui campi da golf, e ci invita a salire. L’uomo giusto al momento giusto! In pochissimo tempo  arriviamo al ponte, scendiamo tra mille ringraziamenti, camminiamo oltre il fossato fino al portone ed entriamo – sono le 16,30 esatte, ce l’abbiamo fatta!

Il castello è un classico edificio medievale di pietra a base quadrangolare, con un grande cortile interno e gli edifici principali sistemati ai 4 lati. La facciata è arricchita da alte torri a tre livelli e possenti mura merlate più basse, con un grande fossato tutto intorno e un bellissimo ingresso tipico dei castelli del XIV secolo. All’interno restano solo le mura trecentesche e alcune parti senza tetto, anche se si distinguono abbastanza bene le diverse zone adibite ad abitazione nobile, zona di comando militare o area di lavoro della servitù.



Il castello non ha mai subito un vero assedio né fatto parte di battaglie decisive per la storia inglese, e pare inoltre che il suo appariscente sistema difensivo fatto di mura, fossato e alte torri sia molto più impressionante alla vista che non veramente pratico, e probabilmente si rivelerebbe ben poco utile in caso di vera battaglia, ma questo è solo il punto di vista militare. Quello che colpisce di più noi, e tutti i visitatori che decidono di arrivare fino qui, è certamente il suo lato estetico, di grande impatto emotivo, e il suo innegabile fascino romantico, capace di riportarci in un attimo indietro nel tempo di oltre 6 secoli.



Quando la campana suona le 5 dobbiamo deciderci a uscire, ma a quel punto abbiamo già fatto in tempo a vedere tutto quello che c’era da vedere e fotografare ogni angolo di questo luogo magico. Passeggiamo nel bel parco pieno di anatre – senza correre, questa volta – e ci fermiamo alla caffetteria vicino all’ingresso a prendere un tè, seduti a un tavolino all’aperto. La giornata è ancora bellissima.





Il b&b prenotato per stasera è “The Chantlers” a Battle, e ci arriviamo in circa 25 minuti. Non lo troviamo subito perché non ha numero civico ed è praticamente nascosto dentro a un bosco, ma quando lo scoviamo siamo entusiasti della nostra scelta. I proprietari sono gentilissimi e ci fanno vedere la nostra camera spiegandoci tutto. Siamo sistemati in una specie di mansarda, in una bella stanza grande e linda, con un bagno comodo, finestre a abbaino, molto spazio a disposizione per le nostre cose, e addirittura una terrazza tutta per noi arredata con tavolo e sedie.




Il giardino dietro alla casa è enorme e perfettamente tenuto, e sulla sinistra notiamo dei recinti per animali ben suddivisi e organizzati. Ci avviciniamo e troviamo galline, pecore, due mucche e anche alcuni maiali. Il proprietario ci raggiunge e ci spiega con grande gentilezza come li alleva, che razze sono, e come riconoscono subito la sua voce quando lui li chiama. Gli chiedo se le pecore siano per il formaggio e per la lana, da buona knitter, ma lui risponde “no, meat!” e illustra nei dettagli come alleva quelle simpaticissime creature. Poi ci spostiamo verso il recinto delle mucche, e allora io dico convinta “però queste sono per il latte”. Ma lui ripete “no, meat!“, e procede con altre spiegazioni. A quel punto non ho il coraggio di chiedere nulla sui maiali… Dopo tutto, come sottolinea lui, questa è una Farm, anche se ha un giardino così bello ed elegante da assomigliare a una villa.



Per cena andiamo nel vicino paesino di Battle, dove in un pub caratteristico ordiniamo due ottimi piatti di fish and chips. L’atmosfera è cordiale e siamo molto soddisfatti, sia della cena che di tutta questa giornata.

Domani il nostro giro comincerà proprio da qui, la città della Battaglia.

16 luglio, 2017 in Viaggi. Commenti: nessuno

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