Info

Categorie

Archivi


Yesterday is History. Tomorrow is a Mistery. But today's a Gift. That's why it's called the Present.
Master Oogway
I never blame failure - there are too many complicated situations in life - but I am absolutely merciless toward lack of effort.
F. Scott Fitzgerald

Se incontri un essere umano nella folla, seguilo... seguilo.
Benjamin Malaussène

O guardi o giochi.
Gould


Free



Un aiuto per le popolazioni colpite dal terremoto

Sul mio comodino
Errore
developed by Jhack

Foto su Flickr

DSCN4766

DSCN4771

DSCN4768

DSCN4757

More Photos


Tag Cloud

Alan Dart Allevi Amici amy gaines angelo aran arte bunny caravaggio cardigan cavallo cioccolato Creta cupcakes david austin debbie bliss debi birkin elefante fuzzy mittens gerani gufo guide di viaggio Irlanda isola knitted food knitting books lezione little cotton rabbit maglia mare mostra orso pipistrello pittura rivista romanzo rose sale scarpine simply knitting torta toy trentino versione originale Vienna





Io sto con Emergency



Siti preferiti

Amici

Cucina

Cucito creativo

Knitting

Libri

Viaggi

Commenti

Conta visite

Archivio della categoria 'Knitting'

Gallina

24 luglio, 2010 in Knitting. Commenti: nessuno

Tra i nostri animali preferiti c’è sicuramente la gallina, che per noi è proprio simpatica per natura. Sarà per quei suoi occhiettini piccoli e neri, per le gambette sottili sotto al corpo cicciottello, o per il suo modo di fare curioso e fifone insieme, come una di quelle donnine ficcanaso che vogliono mettere il becco dappertutto ma poi si tirano subito indietro indispettite se provi a rimproverarle, non so. Fatto sta che per noi le galline sono proprio buffe, e ci piacciono sempre sotto qualunque forma si presentino, che siano vere, di ceramica, di stoffa, di maglia, cinematografiche o… da leggere.
Per questo, ogni qualvolta mi capita di trovare un pattern con una gallina non manco mai di salvarlo nella mia cartella riservata ai “knitted toys”. E visto che sono convinta che i colori perfetti di questo animale, bianco rosso e arancione, siano assolutamente dei colori portafortuna, ho deciso di realizzare questo delizioso progetto di Jacqui Turner per mia cugina, perché questa piccola gallina le porti fortuna durante i suoi esami all’Università.

Il pattern è molto semplice e molto veloce, e assolutamente divertente da lavorare. Si comincia dal fondo, con lana bianca e ferri di 3mm, e si procede aumentando via via le maglie per rendere il corpo tondeggiante, fino a calarle di nuovo per dare forma al collo e alla testa. Alla fine si lasciano le ultime maglie sul ferro senza chiuderle, si infila l’ago con lo stesso filo col quale si lavorava sui ferri e lo si passa attraverso le maglie aperte tirando il filo fino a chiuderle, in modo che formino la parte superiore della testa. Da qui si procede cucendo con tecnica “a tappezzeria” per unire i due lembi del retro della gallina, cominciando contemporaneamente a imbottire la testa e il collo e continuando a riempire il resto del corpo a mano a mano che si scende con la cucitura verso il basso. Una volta finito di chiudere il corpo si passa alle ali, che sono lavorate su ferri di 3mm a giri corti e lunghi, procedendo a montare, chiudere e rimontare le maglie dopo solo un giro, per creare la forma sfrangiata delle piume.

Allo stesso modo si realizza la coda, che però ha piume più lunghe e più numerose. Foto 501 Una volta attaccate le ali e la coda e fatti i piccoli dettagli di occhi, becco, bargigli e cresta restano solo da fare le zampe, per le quali ho utilizzato una tecnica indicata nelle istruzioni che non avevo mai usato prima. Si chiama “I-cord” e consiste nel lavorare le maglie sempre sulla stessa linea con ferri a due punte facendole scivolare da un lato all’altro del ferro spostando solo il filo, ma senza voltare mai il lavoro. Il risultato è un piccolo tubolare perfettamente chiuso e preciso che non ha bisogno di altre cuciture né rifiniture, il che aiuta molto ad ottenere un effetto finale pulito, soprattutto in casi di parti così piccole.

Una volta attaccate le gambine al loro posto con pochi punti il gioco è fatto, e la gallina è pronta per cominciare a svolgere il suo prezioso compito. Basta solo trovare qualcuno che si merita di ricevere in regalo una creaturina così simpatica e tantissimi auguri di buona fortuna, e per me questa volta è stato semplice perché io la mia destinataria ce l’avevo già in mente fin dall’inizio. Spero solo che l’effetto magico funzioni, e che questa Gallina le porti tutta la fortuna del mondo.

In fondo è venuta bene direi, e visto che le galline mi piacciono tanto, credo proprio che la prossima sarà per me, e sarà questa

_____________________________________________________________

Alfy the bass player

16 luglio, 2010 in Knitting. Commenti: nessuno

Siccome il nostro “Alfiere” è il talentuoso bassista di un gruppo Indie-rock che sta piacendo molto dalle nostre parti, e siccome il suo gruppo partecipava a un music contest importante e tutti noi in ditta facevamo il tifo per lui, ho pensato di modificare il pattern di un topolino sul quale avevo già lavorato e di combinarlo con un altro pattern dal quale trarre le indicazioni per gli accessori, per creare un topo bassista da regalargli per l’occasione. Quando ho bisogno di un aiuto valido so bene che posso sempre contare sul genio di Alan, e anche questa volta il suo lavoro mi ha permesso di realizzare quello che volevo senza nessuna difficoltà – e con grande divertimento.
Per il corpo ho usato nuovamente lo schema del basic mouse dei Tales of Yore che prevede un abbigliamento con i “pantaloni” adatto al mio progetto, ed ho usato ferri di 3,5mm e lana celeste per farli assomigliare il più possibile ad un moderno paio di jeans. All’altezza della vita ho fatto due giri a legaccio con la lana arancione per creare la cintura, e ho continuato con il verde menta per la maglietta, che è il colore simbolo del gruppo “The Absinth”. Nel centro della maglietta ho lavorato un intarsio con lana bianca e nera a formare una specie di grande occhio, il logo del gruppo, e alla fine ho ricamato un sottile bordo nero tutto intorno per definirlo meglio. Avevo preparato il piccolo schema da sola, e tutto sommato, una volta realizzato, si è dimostrato delle giuste dimensioni e proporzioni. Quindi sono passata a fare le braccia ed ho scelto di fare la maglietta a maniche corte, più consone alla circostanza, semplicemente passando alla lana nocciola dopo solo pochi giri di maglia rasata verde. Ho usato la stessa lana nocciola anche per la testa, le orecchie e la coda, mentre per i piedi mi sono inventata un’altra soluzione tutta mia. Non volevo che il topino musicista sembrasse a piedi nudi come i topolini di Yore, così ho usato uno scampolo di lana arancione per fare delle scarpe basse tipo Converse e ci ho ricamato sopra dei lacci intrecciati bianchi per creare l’effetto delle stringhe, che ho legato con un fiocco. Il risultato mi è piaciuto molto, soprattutto perché somigliava davvero a quella che era la mia idea iniziale.
Una volta assemblato e imbottito il corpo e ricamati i dettagli della faccina sono passata alla parte più difficile, lo strumento musicale. Mi ricordavo che nel bellissimo pattern degli Hula Hamsters compreso nel numero 57 di Simply Knitting di agosto 2009 uno dei criceti hawaiani suonava una specie di chitarra che poteva fare al caso mio, ed è su quello schema che ho realizzato il basso di Alfy. Ho lavorato le due parti del corpo dello strumento (anteriore e posteriore) con lana ecrù e ferri di 3mm e le ho cucite insieme per formare la cassa armonica, poi con lana marrone un po’ più sottile ho fatto la parte superiore del manico. In cima a questa ho ricamato il piccolo ponte e le chiavette con cotone color beige chiaro, quindi ho aggiunto i vari dettagli delle parti cave ricamandoli con l’ago e della lana nera piuttosto fine. Come ultima cosa ho cucito il basso alle mani del topolino, sistemandolo in maniera che sembrasse pronto per essere suonato, e la dimensione si è rivelata perfetta per lo scopo previsto. Per dare un ultimo tocco personale al mio piccolo bassista ho preparato un cordoncino di lana rossa trillata e gliel’ho legato intorno alla fronte, come usano portare i più scatenati divi del rock, e direi che come dettaglio finale è risultato veramente azzeccato.
Alla fine il gruppo dell’Alfio non ha vinto quel contest musicale, ma non ha molta importanza dopo tutto. Si sono divertiti tutti al concerto, e un piccolo premio lui lo ha ricevuto lo stesso. Un topino fatto con il cuore, e regalato con l’augurio che nella sua vita la musica non finisca mai.

_____________________________________________________________

Batty

12 maggio, 2010 in Knitting. Commenti: nessuno

Questo adorabile pipistrello versione gran sera l’ho trovato sul numero n° 59 di Novembre 2009 della rivista inglese di maglia Simply Knitting alla quale sono abbonata. Si tratta naturalmente di un altro bellissimo progetto di quel mago del toy knitting design che si chiama Alan Dart che non finisce mai di sorprendermi con le sue creazioni, tutte tanto fantastiche da farmi venire voglia di realizzarle subito appena le vedo… Anche stavolta ci sono cascata, e mi sono messa d’impegno a dare vita a questo simpatico vampiro perfetto in ogni dettaglio, divertendomi come non mai nonostante una certa complessità del lavoro considerato nel suo insieme.

Una novità importante è stata che per questo progetto ho utilizzato per la prima volta un paio di ferri del mio nuovo kit in bamboo ordinato online da questo sito inglese, pagandoli molto meno di quanto li avrei pagati in un negozio di zona e ricevendoli via posta nel giro di circa 3 giorni – un affare che mi ha lasciata davvero soddisfatta. Il paio che ho utilizzato per Batty è quello di 3,25mm (il kit che ho acquistato comprende 15 paia di ferri di dimensioni a scalare che includono anche le mezze misure e i quarti di misura, che dalle mie parti sono più rare da trovare dei tartufi…) e subito ho notato l’estrema leggerezza e maneggevolezza di questi nuovi strumenti, che d’ora in avanti faranno regolarmente il loro dovere con i miei gomitoli.

La realizzazione del pipistrello comincia dal corpo, lavorato dalla base fino su al collo, per il quale ho scelto una morbidissima lana viola che al tatto è sofficissima e scivola sui ferri con estrema facilità dando un effetto finito molto uniforme e piacevole al tatto. Una volta chiuso e imbottito il corpo, che deve essere bello largo e stabile alla base perché il pupazzo possa stare seduto senza problemi, si passa alla testa. Si inizia dalla parte posteriore e si aumenta fino al limite del viso, dove si cambia colore attaccando il nocciola e facendo attenzione a scambiare le maglie a scalare per formare la punta sulla fronte del pipistrello. Alla fine si passa al color rossiccio per il naso, e si conclude senza chiudere le maglie sul ferro ma infilandole invece con l’ago da lana e tirando per stringerle a cerchio. Da qui si chiudono i bordi del viso fino al collo e si imbottisce tutto di ovatta dando una forma il più possibile tondeggiante. Le orecchie si lavorano a parte e si applicano sulla parte alta della testa poco al di là della linea che delimita il viso. Le gambe sono strisce lunghe e strette di lana viola da chiudere sul lato imbottendole leggermente via via, mentre i piedi hanno la ghetta bianca e la parte laterale nera lavorate insieme, alle quali si unisce poi la suola piatta fatta a parte. Le braccia sono lavorate come le gambe, ma terminano con pochi giri in lana color nocciola per le mani. A decorazione della manica si fanno i polsini bianchi, da applicare con pochi punti al di sopra della mano. Quindi si fa lo sparato della camicia bianca, che termina leggermente stondato, e il piccolo papillon formato di due parti nere da cucire insieme al centro.

Come ultimo elemento resta il mantello, che è anche la parte più complessa e lunga da realizzare, ed è lavorato con una tecnica particolare che non avevo mai provato. Per fortuna le spiegazioni di Alan sono sempre molto dettagliate e precise, così non ci ho messo troppo a capire come dovevo procedere per ottenere il risultato desiderato. Il mantello è composto di due parti, una cappa esterna e una fodera interna, ed è proprio da questa che si comincia, montando le maglie del punto centrale più lungo con la lana viola chiaro e procedendo in senso orizzontale, scalando e aumentando le maglie sul bordo esterno per creare la punta. Dopo 4 punte si cambia colore di lana passando al nero e si comincia la parte esterna della cappa, andando avanti con la lavorazione a punte per 8 sezioni. Quindi si attacca di nuovo la lana viola per fare le ultime 4 punte, ricongiungendo infine il lavoro alle maglie iniziali. Qui si chiudono tutti i punti e si cuciono le due parti con la tecnica a tappezzeria, in modo che la linea di unione delle maglie resti invisibile sul lato interno, e poi si procede nel lungo e delicato lavoro di unione dell’orlo inferiore del mantello cercando di far rimanere la cucitura nascosta all’interno del bordo. Infine si fa il collare, cominciando dal lato nero per passare poi alla fodera viola, chiudendo le maglie sul lato stretto e attaccando il tutto al bordo superiore della cappa. Realizzare il mantello è un lavoro lungo e di precisione, ma una volta capita la tecnica si procede abbastanza agilmente ed è una bella soddisfazione vederlo formarsi piano piano sotto i ferri.

Una volta completati tutti i pezzi si passa all’assemblaggio finale del pipistrello, che comprende le rifiniture, il lavoro di ricamo dei dettagli del viso come occhi, bocca e denti da vampiro, e la decorazione con paillettes e perline nere della camicia e delle scarpe da sera. L’ultimissimo, irrinunciabile dettaglio è costituito da un lieve velo di fard rosa da passare sulle guance del piccolo pipistrello, che riesce a dargli un’aria viva e vivace e decisamente allegra.

Sono molto soddisfatta del lavoro fatto, il mio Batty adesso se ne sta seduto sulla nostra libreria guardandoci con un’aria simpatica e amabile nonostante i suoi denti da vampiro, e questo è già un buon risultato. Finalmente, grazie ad Alan e al suo talento, non c’è Halloween che potrà più farci paura o trovarci impreparati…

_____________________________________________________________

Knight with shield

19 aprile, 2010 in Knitting. Commenti: nessuno

Dopo aver realizzato tanti componenti della famiglia reale e personaggi della nobiltà e della servitù, stavolta è il turno di un cavaliere, uno di quelli veri con tanto di spada e scudo, pronto a difendere con il suo coraggio il castello della corte di Yore.

Il corpo si lavora con lana grigia e ferri di 3,5mm seguendo lo stesso procedimento usato per realizzare quello del Principe, con il lato del rovescio che diventa la parte esterna del lavoro per rendere meglio l’effetto della cotta di metallo dell’armatura da cavaliere. Anche le braccia sono grigie, lavorate a maglia rasata, e in fondo ai polsi le zampine sono di lana color rosa chiarissimo come i piedi e la coda. La testa ha la parte posteriore grigia lavorata a rovescio a rappresentare l’elmo, mentre il musino appuntito si termina con la lana rosa. A parte si fanno la calotta grigia e il paracolpi di protezione da attaccare a sopraggitto sulla testa, tra le orecchie. Dopo aver assemblato il corpo e ricamato i dettagli di occhi, naso e bocca, si passa alla tunica, che è fatta in due parti uguali da cucire insieme sui fianchi, e prima di fermarla sulle spalle si ricama sopra la croce da cavaliere con lana rossa a punto a maglia. Come ultimo dettaglio dell’abito si fa il collare della cotta a rovescio e si fissa intorno al collo, sopra il bordo della tunica. Una volta finito il cavaliere bisogna “attrezzarlo” di tutto punto a cominciare dallo scudo, che si lavora partendo dal lato largo e continuando via via a scalare per formare la punta. Anche qui si ricama una piccola croce rossa a punto a maglia, e dopo aver rifinito tutto e fermato i fili si incolla lo scudo di lana su un’anima di cartoncino sottile e rigido possibilmente bianco, per dargli struttura e consistenza. La spada è fatta di maglie in filo d’argento montate e subito richiuse a formare la lama, mentre le due parti dell’elsa si lavorano con filo nero e si attaccano insieme, fissando poi su queste la piccola lama argentata. Anche in questa, come in quella del Principe, ho utilizzato un pezzetto di filo di ferro sottile infilato tra le maglie a fare da anima rigida alla lama per darle stabilità. Una vola cucita alla mano del topolino, la spada è rimasta in posizione in maniera perfetta senza troppe difficoltà.

L’effetto finale è decisamente buono secondo me, tutto sommato il topino cavaliere ha un aspetto nobile e coraggioso, e anche se il suo sorriso simpatico e la sua spada un po’ fragile non incuteranno particolare timore agli avversari, di sicuro gli occhi di molte fanciulle brilleranno dolci di ammirazione di fronte alla sua armatura scintillante…

_____________________________________________________________

Nurse

8 aprile, 2010 in Knitting. Commenti: nessuno

Questo progetto non l’ho fatto per me, ma su richiesta di una persona speciale che appena l’ha visto su Simply Knitting l’ha immediatamente adorato, pregandomi di realizzarlo il più presto possibile per metterlo insieme a tutti gli altri personaggi dei Tales of Yore. Naturalmente lo avrei fatto ugualmente anche senza invito perché è davvero delizioso, ma così mi sono potuta togliere la soddisfazione di fare felice questa persona regalandoglielo appena pronto. Sono stata molto fortunata in effetti, perché non sempre si riesce a fare felice qualcuno con un gesto così piccolo come regalare un topino di lana.

Anche questa Balia paffutella segue lo schema di base utilizzato per i topolini in versione abito lungo, e ormai lo conosco così bene che riesco a completarli in tempi molto brevi. D’altra parte il merito è solo di Alan e dei suoi pattern perfetti, senza mai un errore o un’istruzione poco chiara, che rendono ogni lavoro semplice, veloce e piacevole. L’abito della Nurse è tutto fatto con ferri di 3,5mm e lana di un bel color celeste cielo, comprese le maniche, mentre per le parti visibili del topino (zampe, orecchie, coda, muso) ho scelto una tonalità compresa tra il beige e il bianco, che mi sembra si addica perfettamente a questo personaggio. Solo il collare e la cuffia sono azzurrini, in una gradazione nella scalatura del colore del vestito, più adatti a stare vicino al viso e a dare quell’impressione classica di Balia che si prende cura dei piccoli nella nursery del castello. Dopo averla cucita e imbottita mi sono resa conto che effettivamente è venuta un po’ più grassottella degli altri topi, ma in fondo l’espressione bonaria degli occhi, il sorriso mite e il naso rotondo la completano in maniera perfetta, facendone una Balia sicuramente dotata del physique du rôle…

Una volta finita la Nurse è stata la volta dei piccolini, la cui realizzazione, nonostante la dimensione minima – o forse proprio per quella – richiede molto più tempo di quanto si possa immaginare. Non per lavorarli quanto piuttosto per cucirli, assemblarli e ricamarli. Occorre grande precisione e pazienza per lavorare su soggetti così piccoli, che restano comunque in primo piano rispetto a tutto il progetto. Li ho lavorati con ferri di 2,75mm e lana bianca, e sono poi passata al rosa carne per fare i musini. Dopo una lieve imbottitura ho ricamato i nasini e poi ho aggiunto le orecchie sopra le cuffie, sempre se si possono chiamare orecchie due microscopici pezzettini fatti di 2 maglie montate e subito chiuse..!
L’unica variazione al pattern l’ho fatta per gli occhi, che sono neri per uno dei piccoli e azzurri per l’altro. D’altra parte è cosa comune anche oggi che uno dei figli somigli alla madre e l’altro al padre

_____________________________________________________________