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	<title>Il mondo di Sally</title>
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	<description>Carpe diem</description>
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		<title>Toy Story 3</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 15:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aspettavo questo film con un misto di impazienza e timore, come quando non si vede l’ora di rivedere dei vecchi amici che si ha molta voglia di riabbracciare e che allo stesso tempo si ha paura di non riconoscere più, irrimediabilmente cambiati da tutto quello che è successo negli anni che ci hanno tenuti lontani. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/08/toystory3.jpg" rel="lightbox[1643]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1648" title="toystory3" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/08/toystory3-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Aspettavo questo film con un misto di impazienza e timore, come quando non si vede l’ora di rivedere dei vecchi amici che si ha molta voglia di riabbracciare e che allo stesso tempo si ha paura di non riconoscere più, irrimediabilmente cambiati da tutto quello che è successo negli anni che ci hanno tenuti lontani. Il fatto è che sapevo che questa sarebbe stata l’ultima volta che ci saremmo incontrati e non avrei sopportato l’idea di una separazione deludente dopo tanta gioia – sarebbe stato semplicemente intollerabile. Loro rappresentarono, ormai <a href="http://www.pixar.com/featurefilms/ts" target="_blank">15 anni fa</a>, l’avverarsi del mio sogno di bambina: giocattoli che si animano di vita propria quando nessuno li vede, e che non hanno altro desiderio che appartenerti e giocare con te ogni momento. Una magia che ho riconosciuto all’istante, e che si è rinnovata intatta con la <a href="http://www.pixar.com/featurefilms/ts2/index.html" target="_blank">seconda avventura</a> del 1999. Così, quando mi sono seduta nuovamente nel buio della sala per l’<a href="http://disney.go.com/toystory/#/characters" target="_blank">ultimo atto</a> di questa saga speciale e ho infilato i miei occhiali 3D – segno della straordinaria evoluzione del digitale alla quale proprio loro dettero il via – il cuore mi batteva veloce per l’emozione.<br />
Poi il film è cominciato, e in una manciata di minuti ogni mio timore è svanito lasciando spazio alla meraviglia pura. In pochi istanti ho ritrovato gli amici che conoscevo, ognuno col suo carattere distintivo, le sue piccole manie e il suo immenso cuore, ed è stato come ritornare a casa. Woody, Buzz, Jessie, Rex, Slinky, Bullseye, Mr e Mrs Potato, Hamm, gli alieni di Pizza Planet, tutti lì pronti a dare inizio a una nuova grande avventura, che poi è sempre la stessa che ognuno di noi vive ogni giorno, giocare a imparare a diventare grandi.<br />
Dopo aver visto <a href="http://www.disney.it/Film/up" target="_blank">“UP!”</a> ero sicura che non sarebbe stato possibile fare un altro film di animazione con un inizio altrettanto straordinariamente commovente e poetico, ma questa è la <a href="http://www.pixar.com/index.html" target="_blank">Pixar</a>, e io mi sono ritrovata ancora una volta lì, con gli occhi lucidi, a guardare scorrere sullo schermo le immagini familiari del piccolo Andy impegnato in un gioco infinito con i suoi amici di sempre, catapultata con lui in un passato in cui il tempo e lo spazio sono come la fantasia li inventa attimo dopo attimo e tutto è possibile e nulla assurdo.<br />
Poi il lento ritorno al presente, Andy è cresciuto e deve partire per il college mentre i suoi vecchi giocattoli sono chiusi nel baule a interrogarsi sul loro futuro incerto, diviso tra la misera speranza di essere mandati in soffitta a giocare da soli e la paura di finire dritti nella spazzatura. La svolta della storia arriva sottoforma di un banale equivoco a causa del quale i nostri eroi si ritrovano a vivere una serie di incredibili avventure per riuscire a fuggire da un asilo-lager guidato dal terribile Lotso, un orsacchiotto fucsia che, contrariamente al cliché classico di pupazzo adorabile, ha l’anima più nera di una notte senza luna. Suo fedele braccio destro è l’inquietante bambolotto Bimbo, che il trauma dell’abbandono ha trasformato in una specie di zombie triste pronto ad obbedire ciecamente agli ordini del suo capo profumato alla fragola. Con loro ci sono dinosauri di gomma, telefoni parlanti, piselli nel baccello, unicorni e polpi di peluche, un clown cinico protagonista del più straordinario episodio di flashback animato che mi sia mai capitato di vedere e una strepitosa coppia Barbie-Ken che sarà assolutamente impossibile dimenticare.<br />
La storia della grande fuga scorre tra un colpo di scena e l’altro, si passa dalle risate per l’imprevedibile trasformazione di Buzz – forse il mio preferito – in un ballerino di Flamenco che parla spagnolo, alle lacrime per la drammatica fine che sembrano destinati a fare tutti insieme nell’inceneritore della discarica dei rifiuti, in un crescendo tecnicamente ed emotivamente così perfetto e coinvolgente come non era mai successo prima neanche in questa incredibile trilogia. Una trama complessa e articolata che nelle varie fasi della rocambolesca avventura permette a ognuno dei giocattoli di tirare fuori il meglio delle emozioni che ha nel cuore: paura e speranza, coraggio e dolore, senso di colpa e solidarietà, e devozione assoluta al bambino al quale appartiene. In questo Woody è protagonista su tutti, e ancora una volta il suo profondo senso dell’amicizia sarà la chiave per risolvere ogni problema e riuscire a riportare tutti a casa sani e salvi.<br />
Alla fine è lo stesso Woody a suggerire a Andy quella lezione che sembrava troppo dura da accettare perfino per lui: per un bambino che ormai è cresciuto, ne esistono molti altri pronti a passare ore e ore a inventare mondi fantastici insieme ai loro giocattoli. Per questo, per quanto triste possa sembrare, l’unica cosa giusta che Andy può fare è donare i suoi compagni di tante avventure ad un’altra bambina, Bonnie, perché da quel momento in poi sia lei a gioire della loro compagnia e del loro amore totale ed esclusivo, e perché la loro esistenza continui ad avere un senso e uno scopo.<br />
Ed è proprio quello che Andy farà, non prima però di aver giocato con loro per un’ultima volta come un tempo, per ringraziare i suoi vecchi amici di tutte le ore felici passate insieme. Le immagini finali di Andy e Bonnie che giocano con Woody, Rex e gli altri della gang sono tra le più commoventi di tutta la trilogia, perfettamente capaci di intrecciare in pochi meravigliosi minuti la felicità bambina di Bonnie con la dolce malinconia di Andy, consapevole che quella sarà la sua ultima occasione di giocare ancora con i suoi amati compagni prima di dire loro addio per sempre. La magia sta nel fatto che comunque, mentre giocano insieme, Andy e Bonnie vanno al di là di qualunque età e di qualunque tempo, condividendo l’emozione pura del piacere di creare nuovi fantastici mondi dove essere protagonisti con i loro giocattoli.<br />
Se c’è una lezione che il bambino che è in ognuno di noi può imparare da questo meraviglioso film forse è proprio questa: crescere non deve per forza significare perdere la capacità di giocare – e di sognare. Perché l’affetto e l’amicizia superano qualunque barriera, e qualunque sia la nostra età, è sempre là che ci può portare la nostra fantasia, “<em>verso l’Infinito – e oltre ! </em>”.<br />
Grazie, ragazzi. Non vi dimenticherò.</p>
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		<title>Margherita Dolcevita</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 20:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà che io adoro Benni e potrei ascoltarlo raccontare per ore, sarà che i suoi ragazzini meravigliosi e puri mi incantano ogni volta che mi capita di incontrarli, che siano orfani o maghi, diavolesse o alieni, sarà che alcuni di loro sono proprio come avrei voluto essere io da bambina e anche – forse ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/08/md.jpg" rel="lightbox[1637]"><img src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/08/md-193x300.jpg" alt="" title="md" width="193" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-1636" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sarà che io adoro Benni e potrei ascoltarlo raccontare per ore, sarà che i suoi ragazzini meravigliosi e puri mi incantano ogni volta che mi capita di incontrarli, che siano orfani o maghi, diavolesse o alieni, sarà che alcuni di loro sono proprio come avrei voluto essere io da bambina e anche – forse ancora di più – da grande. Di fatto c’è che io proprio non resisto alle sue storie, e ogni volta che ho la possibilità di infilarmi dentro ad una nuova avventura raccontata da quella sua voce arguta non riesco a fare a meno di perdermici, e la cosa più difficile alla fine è uscirne fuori, e lasciare quei mondi fantastici per tornare alla realtà. E’ accaduto di nuovo anche con questa storia, naturalmente. Avevo il libro nella mia libreria da un po’, lì tranquillo in attesa del momento giusto per saltarci dentro e lasciare tutto il resto fuori, e quando finalmente ho sentito che era tempo di farlo l’incanto ha funzionato subito, il mondo magico mi ha accolta e quello reale è sparito in un secondo, cancellato dalla visione dell’avventura di questa ragazzina deliziosa che scorreva davanti ai miei occhi come un film a colori.<br />
Margherita Dolcevita ha un carattere forte e una famiglia stramba, di cui fanno parte un padre modesto, una madre esaurita che fuma finte sigarette guardando telenovelas in tv, un fratello adolescente ottuso, un fratellino piccolo genio, un cane botolo un po’ puzzolente e un vecchio nonno che elabora teorie tutte sue, e che le insegna a vedere i segreti del mondo esposti sotto gli occhi di tutti come la vita nella polvere che danza in un raggio di sole. Nonostante le stramberie e i difetti che riconosce in ognuno di loro, Margherita li ama per quello che sono e li difende con tutte le sue forze dagli inquietanti vicini che si sono trasferiti a sorpresa nel prato oltre la loro casa. E non può essere altrimenti, perché Margherita è una creatura adorabile, fantastica, dolce, intelligente, ironica, sensibile, un fiore di ragazzina. Una con un cuore talmente pieno di amore e di affetto da faticare lui stesso a starle dietro, e da sembrare perfino un po’ difettoso, proprio il suo, che pare essere l&#8217;unica ad avere un vero cuore in tutta la storia.<br />
Una storia che parte quasi come una favola e che, via via che il rapporto tra la famiglia di Margherita e i misteriosi “Del Bene” si intensifica, si fa sempre più inquietante e cupa, per finire in un crollo così oscuro e tenebroso da essere quasi incomprensibile. L’ultimo capitolo è a momenti indecifrabile in effetti, ed è forse un po’ deludente rispetto al resto del romanzo, ma comunque nulla toglie alla meraviglia e allo spessore della piccola protagonista, capace di conquistare completamente chi ha la fortuna di incontrarla. Lei è decisamente uno di quei bambini straordinari di Benni dotati di lucidità assoluta e infinita capacità di amare, quelli che non si possono dimenticare e che si vorrebbe continuare a tenere con noi anche dopo che il libro è finito. Il linguaggio è quello del miglior Benni, acuto e fantasioso, creativo e divertente, che porta dalle risate alla commozione alla riflessione nella stessa pagina e con lo stesso piacere. Un vero spasso, talmente piacevole che alla fine gli si perdona in fretta anche quello strano finale apocalittico e oscuro. Ce ne fossero in giro, di Margherite Dolcevite&#8230;.<br />
La mia scena preferita: l&#8217;incontro notturno con Angelo all&#8217;albero-croce, lui e Margherita seduti nell&#8217;erba, il racconto del momento più bello della vita – un uomo che canta dietro la porta, il regalo assurdo di un astuccio con 86 matite di diversi colori – ma i colori del mondo sono di più, la gara a chi trova più verdi, moltissima emozione nell&#8217;aria e in quei due cuori rallentati, e anche tanto dolore, perché &#8220;se incontri un angelo, non avrai pace ma febbre&#8221;.<br />
La frase che ricorderò – almeno due, stavolta:<br />
<em>“Il mondo si divide in:<br />
quelli che mangiano il cioccolato senza pane;<br />
quelli che non riescono a mangiare il cioccolato se non mangiano anche il pane;<br />
quelli che non hanno il cioccolato;<br />
quelli che non hanno il pane”</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Se ti arrendi a quattordici anni, ti abituerai a farlo tutta la vita&#8221;.</em></p>
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		<title>Gallina</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 21:07:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Knitting]]></category>
		<category><![CDATA[gallina]]></category>
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		<description><![CDATA[Tra i nostri animali preferiti c’è sicuramente la gallina, che per noi è proprio simpatica per natura. Sarà per quei suoi occhiettini piccoli e neri, per le gambette sottili sotto al corpo cicciottello, o per il suo modo di fare curioso e fifone insieme, come una di quelle donnine ficcanaso che vogliono mettere il becco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG9504.jpg" rel="lightbox[1617]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1622" title="CIMG9504" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG9504-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tra i nostri animali preferiti c’è sicuramente la gallina, che per noi è proprio simpatica per natura. Sarà per quei suoi occhiettini piccoli e neri, per le gambette sottili sotto al corpo cicciottello, o per il suo modo di fare curioso e fifone insieme, come una di quelle donnine ficcanaso che vogliono mettere il becco dappertutto ma poi si tirano subito indietro indispettite se provi a rimproverarle, non so. Fatto sta che per noi le galline sono proprio buffe, e ci piacciono sempre sotto qualunque forma si presentino, che siano vere, di <a href="http://www.sadomoartesarda.com/iwskin/nibbles_01/page/zoom.jsp?resourceId=res278288&amp;&amp;width=1140&amp;height=784" target="_blank">ceramica</a>, di <a href="http://www.etsy.com/listing/51465852/chicken-pincushion-chicken-n-eggs" target="_blank">stoffa</a>, di <a href="http://alandart.co.uk/products/product/67" target="_blank">maglia</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Galline_in_fuga" target="_blank">cinematografiche </a>o&#8230; da <a href="http://www.gallinavecchiafabuonbrodo.blogspot.com" target="_blank">leggere</a>.<br />
Per questo, ogni qualvolta mi capita di trovare un pattern con una gallina non manco mai di salvarlo nella mia cartella riservata ai “knitted toys”. E visto che sono convinta che i colori perfetti di questo animale, bianco rosso e arancione, siano assolutamente dei colori portafortuna, ho deciso di realizzare <a href="http://www.flickr.com/photos/13770344@N07/3332486711" target="_blank">questo</a> delizioso progetto di Jacqui Turner per mia cugina, perché questa piccola gallina le porti fortuna durante i suoi esami all’Università.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG9500.jpg" rel="lightbox[1617]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1619" title="CIMG9500" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG9500-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il pattern è molto semplice e molto veloce, e assolutamente divertente da lavorare. Si comincia dal fondo, con lana bianca e ferri di 3mm, e si procede aumentando via via le maglie per rendere il corpo tondeggiante, fino a calarle di nuovo per dare forma al collo e alla testa. Alla fine si lasciano le ultime maglie sul ferro senza chiuderle, si infila l’ago con lo stesso filo col quale si lavorava sui ferri e lo si passa attraverso le maglie aperte tirando il filo fino a chiuderle, in modo che formino la parte superiore della testa. Da qui si procede cucendo con tecnica “a tappezzeria” per unire i due lembi del retro della gallina, cominciando contemporaneamente a imbottire la testa e il collo e continuando a riempire il resto del corpo a mano a mano che si scende con la cucitura verso il basso. Una volta finito di chiudere il corpo si passa alle ali, che sono lavorate su ferri di 3mm a giri corti e lunghi, procedendo a montare, chiudere e rimontare le maglie dopo solo un giro, per creare la forma sfrangiata delle piume.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG9502.jpg" rel="lightbox[1617]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1621" title="CIMG9502" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG9502-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Allo stesso modo si realizza la coda, che però ha piume più lunghe e più numerose. Foto 501 Una volta attaccate le ali e la coda e fatti i piccoli dettagli di occhi, becco, bargigli e cresta restano solo da fare le zampe, per le quali ho utilizzato una tecnica indicata nelle istruzioni che non avevo mai usato prima. Si chiama “I-cord” e consiste nel lavorare le maglie sempre sulla stessa linea con ferri a due punte facendole scivolare da un lato all’altro del ferro spostando solo il filo, ma senza voltare mai il lavoro. Il risultato è un piccolo tubolare perfettamente chiuso e preciso che non ha bisogno di altre cuciture né rifiniture, il che aiuta molto ad ottenere un effetto finale pulito, soprattutto in casi di parti così piccole.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG9509.jpg" rel="lightbox[1617]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1623" title="CIMG9509" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG9509-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta attaccate le gambine al loro posto con pochi punti il gioco è fatto, e la gallina è pronta per cominciare a svolgere il suo prezioso compito. Basta solo trovare qualcuno che si merita di ricevere in regalo una creaturina così simpatica e tantissimi auguri di buona fortuna, e per me questa volta è stato semplice perché io la mia destinataria ce l’avevo già in mente fin dall’inizio. Spero solo che l’effetto magico funzioni, e che questa Gallina le porti tutta la fortuna del mondo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG9510.jpg" rel="lightbox[1617]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1624" title="CIMG9510" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG9510-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In fondo è venuta bene direi, e visto che le galline mi piacciono tanto, credo proprio che la prossima sarà per me, e sarà <a href="http://www.etsy.com/listing/50194583/old-speckled-hen-happy-chicken?ref=sr_gallery_3&amp;ga_search_query=knitted+hen+chicken&amp;ga_search_type=handmade&amp;ga_page=&amp;order=&amp;includes[]=tags&amp;includes[]=title" target="_blank">questa</a></p>
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		<title>Alfy the bass player</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 20:39:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Knitting]]></category>
		<category><![CDATA[Alan Dart]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/foto.jpg" rel="lightbox[1595]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1594" title="foto" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/foto-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Siccome il nostro “Alfiere” è il talentuoso bassista di un <a href="http://www.reverbnation.com/theabsinth" target="_blank">gruppo</a> Indie-rock che sta piacendo molto dalle nostre parti, e siccome il suo gruppo partecipava a un music contest importante e tutti noi in ditta facevamo il tifo per lui, ho pensato di modificare il pattern di un <a href="http://www.ilmondodisally.it/?p=1215" target="_blank">topolino</a> sul quale avevo già lavorato e di combinarlo con un altro <a href="http://knittingspinoff.files.wordpress.com/2009/07/hulahamsters.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1595]">pattern</a> dal quale trarre le indicazioni per gli accessori, per creare un topo bassista da regalargli per l’occasione. Quando ho bisogno di un aiuto valido so bene che posso sempre contare sul genio di <a href="http://www.alandart.co.uk" target="_blank">Alan</a>, e anche questa volta il suo lavoro mi ha permesso di realizzare quello che volevo senza nessuna difficoltà – e con grande divertimento.<br />
Per il corpo ho usato nuovamente lo schema del basic mouse dei <a href="http://www.ilmondodisally.it/?p=763" target="_blank">Tales of Yore</a> che prevede un abbigliamento con i “pantaloni” adatto al mio progetto, ed ho usato ferri di 3,5mm e lana celeste per farli assomigliare il più possibile ad un moderno paio di jeans. <a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/foto-10.jpg" rel="lightbox[1595]"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/foto-10-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> All’altezza della vita ho fatto due giri a legaccio con la lana arancione per creare la cintura, e ho continuato con il verde menta per la maglietta, che è il colore simbolo del gruppo “The Absinth”. Nel centro della maglietta ho lavorato un intarsio con lana bianca e nera a formare una specie di grande occhio, il logo del gruppo, e alla fine ho ricamato un sottile bordo nero tutto intorno per definirlo meglio. Avevo preparato il piccolo schema da sola, e tutto sommato, una volta realizzato, si è dimostrato delle giuste dimensioni e proporzioni. <a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/foto-3.jpg" rel="lightbox[1595]"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/foto-3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Quindi sono passata a fare le braccia ed ho scelto di fare la maglietta a maniche corte, più consone alla circostanza, semplicemente passando alla lana nocciola dopo solo pochi giri di maglia rasata verde. Ho usato la stessa lana nocciola anche per la testa, le orecchie e la coda, mentre per i piedi mi sono inventata un’altra soluzione tutta mia. Non volevo che il topino musicista sembrasse a piedi nudi come i topolini di Yore, così ho usato uno scampolo di lana arancione per fare delle scarpe basse tipo Converse e ci ho ricamato sopra dei lacci intrecciati bianchi per creare l’effetto delle stringhe, che ho legato con un fiocco. Il risultato mi è piaciuto molto, soprattutto perché somigliava davvero a quella che era la mia idea iniziale. <a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/foto-11.jpg" rel="lightbox[1595]"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/foto-11-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
Una volta assemblato e imbottito il corpo e ricamati i dettagli della faccina sono passata alla parte più difficile, lo strumento musicale. Mi ricordavo che nel bellissimo pattern degli Hula Hamsters compreso nel numero 57 di <a href="http://www.simplyknitting.co.uk/page/simplyknitting?entry=simply_knitting_issue_57" target="_blank">Simply Knitting</a> di agosto 2009 uno dei criceti hawaiani suonava una specie di chitarra che poteva fare al caso mio, ed è su quello schema che ho realizzato il basso di Alfy. Ho lavorato le due parti del corpo dello strumento (anteriore e posteriore) con lana ecrù e ferri di 3mm e le ho cucite insieme per formare la cassa armonica, poi con lana marrone un po’ più sottile ho fatto la parte superiore del manico. In cima a questa ho ricamato il piccolo ponte e le chiavette con cotone color beige chiaro, quindi ho aggiunto i vari dettagli delle parti cave ricamandoli con l’ago e della lana nera piuttosto fine. Come ultima cosa ho cucito il basso alle mani del topolino, sistemandolo in maniera che sembrasse pronto per essere suonato, e la dimensione si è rivelata perfetta per lo scopo previsto. <a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/foto-5.jpg" rel="lightbox[1595]"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/foto-5-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Per dare un ultimo tocco personale al mio piccolo bassista ho preparato un cordoncino di lana rossa trillata e gliel’ho legato intorno alla fronte, come usano portare i più scatenati divi del rock, e direi che come dettaglio finale è risultato veramente azzeccato. <a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/foto-6.jpg" rel="lightbox[1595]"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/foto-6-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
Alla fine il gruppo dell’Alfio non ha vinto quel contest musicale, ma non ha molta importanza dopo tutto. Si sono divertiti tutti al concerto, e un piccolo premio lui lo ha ricevuto lo stesso. Un topino fatto con il cuore, e regalato con l’augurio che nella sua vita la musica non finisca mai.</p>
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		<title>Fotocamere</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 21:24:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ tempo di cambiarla, lo so, me ne rendo conto benissimo e anzi è già da un po’ che la cosa si è fatta evidente, la nostra vecchia macchina fotografica comincia a mostrare l’età rivelando una serie di carenze che rendono difficoltoso fare anche le foto più semplici, tanto che è diventato un azzardo avere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/old-camera.jpg" rel="lightbox[1585]"><img src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/old-camera-300x300.jpg" alt="" title="old camera" width="300" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-1584" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E’ tempo di cambiarla, lo so, me ne rendo conto benissimo e anzi è già da un po’ che la cosa si è fatta evidente, la nostra vecchia <a href="http://www.cameras.co.uk/details/casio-exilim-ex-z55.cfm" target="_blank">macchina fotografica</a> comincia a mostrare l’età rivelando una serie di carenze che rendono difficoltoso fare anche le foto più semplici, tanto che è diventato un azzardo avere solo lei come unico strumento cattura-ricordi durante i nostri viaggi. La vernice metallizzata è decisamente scolorita, il telaio è ammaccato e segnato in molti punti, l’otturatore a volte non si apre completamente e lascia un piccolo alone nero nell’angolo in basso a sinistra di ogni foto, almeno finché non ce ne accorgiamo e provvediamo a sbloccarlo a mano. Il laccetto laterale si è così consumato che abbiamo dovuto agganciarci una nuova tracolla per essere sicuri di non perderla, ma siccome l’anello di aggancio è molto piccolo, capita che anche il nuovo laccio si sfili facendo improvvisamente volare via la macchina come una saponetta bagnata. E potrei continuare. Il display è polveroso dall’interno, non ho idea di come sia stato possibile ma col tempo granelli di polvere e sabbia si sono infiltrati al di sotto dello schermo creando uno strano effetto neve nell’inquadratura, e continuare a strofinare per cercare di eliminarli è completamente inutile. Anche la qualità del contrasto del visore è diminuita, e ora quando capita di fare scatti in condizioni di luce intensa l’immagine sul display è così chiara che non si distinguono bene i dettagli, e non sempre si riesce a capire in maniera precisa se la composizione è giusta e l’esposizione corretta. In breve, è proprio venuto il momento di procurarci uno strumento più evoluto e decisamente più affidabile. Ci abbiamo studiato su per un po’ facendo ricerche e confronti, ascoltando pareri più o meno tecnici e valutando prezzi e prestazioni, e non è stato difficile scegliere, alla fine. Quello che volevamo era una buona fotocamera digitale che fosse tecnicamente superiore alla precedente ma che non presentasse gli inconvenienti tipici di una Reflex, cioè dimensione e peso notevoli, necessità di acquistare tutta una serie di obiettivi e accessori per completarne le prestazioni, e prezzo decisamente elevato. Insomma, <a href="http://www.europe-nikon.com/it_IT/products/product_details.page?ParamValue=Digital Cameras&amp;Subnav1Param=COOLPIX&amp;Subnav2Param=Performance&amp;Subnav3Param=0&amp;RunQuery=l3&amp;ID=9710117" target="_blank">questa</a>. Una bridge di alto livello con caratteristiche tecniche decisamente valide, un grandangolo vero che finalmente mi permetterà di ritrarre le cattedrali per intero, uno zoom come dio comanda, una sensibilità in Pixel addirittura doppia rispetto a prima e uno stabilizzatore che verrà in prezioso aiuto della mia mano emozionata. Senza contare che il design mi piace parecchio, il peso è ideale, il formato molto maneggevole, le opzioni offerte dal menu innumerevoli, e il costo abbordabile. Perfetta, dunque. Eppure…<br />
Eppure, nonostante l’entusiasmo per il nuovo acquisto e la voglia di mettere subito alla prova questo piccolo gioiello della tecnologia, sento inevitabilmente un fondo di tristezza al pensiero di abbandonare la mia vecchia macchinetta. Dal giorno in cui Luca me la regalò, ormai molti anni fa, l’ho portata con me dovunque ed è stata testimone di moltissimi momenti felici della nostra vita, che grazie a lei non andranno perduti. Ha colto l’allegria dei sorrisi durante le gite con la famiglia e gli amici, e la sorpresa dei regali scartati con emozione durante tanti natali e compleanni. Ha ritratto la primissima ora di vita dei nostri nipotini nelle loro culline di là dal vetro della nursery dell’ospedale, e poi li ha visti crescere e ridere e camminare. Ha visto fiumi scivolare lenti in mezzo alle grandi capitali europee, e gabbiani volare in alto sulle immense scogliere d’Irlanda. Ha riportato a casa le tombe mute dei poeti, e la gioia assoluta negli occhi delle bimbe a spasso per il magico mondo Disney. Ha ripreso le cattedrali più belle di Francia, le distese vuote e silenziose delle spiagge dello sbarco in Normandia, e le geometrie perfette dei giardini dei più famosi castelli d’Europa. Ha immortalato vecchi sogni che diventavano realtà davanti ai miei occhi, e i miei piedi bagnati dalle acque limpide di tutti i mari che abbiamo potuto raggiungere. Ha visto l’Africa da Gibilterra, così vicina che si poteva toccare, e i ricami di pietra straordinari dei palazzi arabi d’Andalusia. Ha dato il benvenuto al nuovo anno dalla vetta delle montagne più belle del mondo nell’aria tersa e gelida fuori dal rifugio alpino, e ha catturato l’incredibile meraviglia azzurra dei luoghi paradisiaci del nostro viaggio di nozze. Ha visto metropoli affollate di gente indaffarata e luoghi isolati e silenziosi come dipinti, ha scattato al calore infuocato delle spiagge estive e nella frescura ombrosa delle chiese, ha ritratto Madonne e giardini fioriti, torri medievali e tartarughe giganti, concerti di musica classica e gatti. Ma soprattutto, è stata la testimone immancabile di ogni piccolo progresso fatto dalla nostra casa, di tutte le risate fatte alle nostre prove con le sagome di cartone degli arredi, e poi dell’arrivo di ogni nuovo pezzo che diventava finalmente reale: un mobile, una lampada, una maniglia, una tenda. Attraverso il suo obiettivo ho raccolto ogni dettaglio che via via aggiungevamo, tanto che potrei ricostruire l’immagine della nostra casa rimettendo insieme tutte le foto come i pezzi di un grande puzzle. In questa funzione è stata certamente insostituibile, sempre pronta a rispondere quando ho avuto bisogno di lei per riprendere le cose più semplici che mi piace fotografare, che sia l’apparecchiatura con una nuova tovaglia cucita da mia mamma o un altro animaletto di lana finito, le nuove rose nel nostro giardino o la torta al cioccolato per l’ufficio, il letto vestito del suo nuovo copripiumone o le decorazioni di Natale messe su in salotto, il mio abito da sposa disteso sul letto o i miei libri finalmente sistemati al loro posto nella libreria. Migliaia di foto che ripercorrono i nostri momenti speciali, che poi sono quelli di tutti i giorni, in quella normalità quotidiana che troppo spesso si comprende preziosa solo nell’attimo in cui ci accade di perderla. Per questo la vecchia Casio resterà sempre speciale per me, e anche se stavolta non toccherà a lei il compito di cogliere per noi l’essenza della bellezza selvaggia delle lande scozzesi, so che lei ci sarà comunque, pronta a dare una mano come ha sempre fatto e a condividere con noi anche questa nuova avventura. Perché non avrei mai il cuore di partire e lasciarla a casa da sola, credo proprio che la nuova Nikon dovrà farsene una ragione.</p>
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		<title>Le 5 Terre</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 16:05:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci saremmo venuti lo stesso prima o poi perché questa era una delle voci del nostro lungo elenco dei posti da visitare assolutamente, ma di sicuro la primavera capovolta di quest’anno che ha portato una sfilza di settimane fradice di pioggia ha contribuito ad abbattere il nostro morale, e a farci desiderare di mettere in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/Viste.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1575" title="Viste" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/Viste-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ci saremmo venuti lo stesso prima o poi perché questa era una delle voci del nostro lungo elenco dei posti da visitare assolutamente, ma di sicuro la primavera capovolta di quest’anno che ha portato una sfilza di settimane fradice di pioggia ha contribuito ad abbattere il nostro morale, e a farci desiderare di mettere in atto una piccola fuga in un posto che fosse rilassante, romantico e soprattutto di mare. E noi un posto così ce l’abbiamo a meno di 2 ore di auto da casa, per di più garantito dal sigillo di Patrimonio Mondiale dell’Umanità di cui lo ha investito l’<a href="http://www.unesco.it/cni/index.php/siti-italiani" target="_blank">UNESCO</a>. Così le <a href="http://www.cinqueterre.it/info.php" target="_blank">5 Terre</a> sono balzate di colpo in cima alla nostra lista, e sono bastati pochi click in internet perché da luogo sognato siano diventate la nostra meta per un fine settimana speciale. La località è raggiungibile facilmente da qui, e una volta arrivati si fa quello che si vorrebbe fare ogni giorno: mollare la macchina nel parcheggio e dimenticarla lì fino al momento della partenza, per dedicarsi completamente al tempo lento delle passeggiate e a quello regolare dei treni scandito dai lunghi fischi ferrosi. Una comoda <a href="http://www.affittacamere5terre.com/camera1fra.htm" target="_blank">stanza</a> con balcone sulla via principale di Manarola
</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0281.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1566" title="CIMG0281" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0281-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">è la nostra base di partenza, da dove ci spostiamo per visitare questi fazzoletti di terra unici al mondo. La primavera si fa perdonare di tutta l’umidità e il grigiume degli ultimi tempi regalandoci le prime giornate assolate e calde dell’anno, in un’esplosione di profumi, luce e colori assolutamente spettacolare che esalta ancora di più la bellezza estrema di questi luoghi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0209.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1562" title="CIMG0209" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0209-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ce lo insegnano fin dalle elementari che la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Portale:Liguria" target="_blank">Liguria</a> è una lingua di terra stretta tra le montagne e il mare, ma bisogna venire qui per vedere quanto questa definizione sia davvero esatta, e come questa terra rocciosa e aspra scivoli direttamente dalle cime dei monti fin nel mare più azzurro, incurante di chi deve cercare di riuscire a viverci sopra.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0006.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1553" title="CIMG0006" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0006-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Queste tra Riomaggiore e Monterosso sono tra le coste più alte del mondo, una linea sinuosa di montagne di roccia che tra baie sassose e piccoli golfi si distendono lungo il Mediterraneo, che qui si chiama Mar Ligure ed è profondo e cristallino come quando lambisce le isole. E però non sono montagne brulle o spoglie, ma verdissime invece, ricoperte di vegetazione brillante e rigogliosa interrotta solo qua e là da minuscole macchie colorate che sono le case, posate leggere tra gli alberi come uccellini su un ramo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0047.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1556" title="CIMG0047" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0047-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dove i colori si avvicinano e si radunano in un gruppetto tondeggiante, ecco lì il nido dei borghi, assurdamente sistemati sull’orlo della linea costiera e aggrappati alla montagna con tutte le forze, con la vista sul mare più spettacolare che ci sia, ma anche esposti al rischio che una notte di vento più forte possa spazzarli via.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0180.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1561" title="CIMG0180" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0180-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Viste da lontano sembrano le casette di cartone del presepe, però poi ci si arriva vicini e si resta sorpresi dalla dimensione di queste case-torre, alte e strette e tutte attaccate spalla a spalla le une alle altre come per farsi forza a vicenda, barriere colorate con le spalle al monte e la facciata esposta all’umore incostante del mare.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0157.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1559" title="CIMG0157" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0157-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E sono tutte così, incredibilmente simili come se appartenessero ad un unico paese nonostante si dividano nei 5 micro borghi di Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso, estesi su un’area che si allunga per circa una decina di chilometri o poco più. A collegarle, una meravigliosa rete di sentieri costieri e interni percorsi da migliaia di visitatori ogni giorno, fila ininterrotta di formichine che si spostano da una Terra all’altra godendosi scorci panoramici mozzafiato su mare e monti, e profumi intensi di salmastro e campagna.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG9939.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1569" title="CIMG9939" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG9939-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Perché la cosa forse più straordinaria che si può vedere qui, in questo scenario magnifico dove la natura da spettacolo potente di sé, è la traccia inconfondibile dell’azione della mano dell’uomo. Queste montagne alte e impervie non solo sono abitate da centinaia di anni, ma sono anche coltivate a distesa con una precisione e una caparbietà stupefacenti. Questa è gente di mare che ha la barca parcheggiata sottocasa al posto della macchina, ma allo stesso tempo è anche gente contadina che da secoli vive del lavoro duro della terra.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0309.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1567" title="CIMG0309" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0309-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non ho idea di chi e soprattutto perché, vedendo i costoni rocciosi di questi monti, ha pensato che ci si sarebbero potuti coltivare dei vigneti, ma di fatto è quello che è successo, e ora i fianchi di questi giganti rocciosi sono ricoperti di filari regolari di vigne verdissime che regalano vini bianchi straordinari e il mitico “<a href="http://www.lecinqueterre.info/prodotti-tipici/sciacchetra.asp" target="_blank">Sciacchetrà</a>”, uno dei migliori passiti del mondo. Ma poiché il terreno non è per sua natura tra i più adatti alla coltivazione, c’è stato bisogno di ingegno e dura fatica per piegarlo allo scopo al quale è stato destinato.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0070.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1557" title="CIMG0070" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0070-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Si capisce molto del carattere ruvido della gente di qui guardandosi intorno, osservando con quanta caparbietà e determinazione hanno strappato la terra alla montagna e l’hanno piegata alla loro volontà. Una rete fitta di muretti a secco disegna linee grigie sui fianchi verdi dei monti, e in questi terrazzamenti stretti e lunghi sono coltivate le vigne basse e curve, tenute giù per proteggerle dall’assalto del vento. Quando si percorrono gli stretti sentieri che le fiancheggiano ci si rende conto che il terreno dove affondano le radici si trova rialzato a circa un metro da terra, un metro delimitato da pietre scure ammucchiate le une sulle altre a formare una barriera difensiva. Ogni volta che piove con una certa intensità l’acqua si porta via rivoli di terra, e anche un po’ di pietre, spesso, e allora qui si mettono a rappezzare, riempire, tappare, aggiustare, testardamente, pazientemente, con grande fatica e dedizione, fino alla volta successiva. Da secoli. Il risultato è un paesaggio unico al mondo, testimonianza reale che con la forza di volontà e la costanza si può ottenere l’impensabile.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0160.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1560" title="CIMG0160" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0160-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un giro nel minuscolo <a href="http://www.turismonaturalistico.sp.it/attrattive_d.asp?attrattiva_id=43" target="_blank">Museo dello Sciacchetrà</a>, dove sono esposte foto antiche di contadini che durante la vendemmia scalano quei sentieri ripidissimi con le ceste piene di grappoli d’uva in bilico sulla spalla, o sulla testa le donne, con la pelle scurita dal sole e scarponi sgangherati ai piedi, può far a malapena intuire l’enorme fatica e lo sforzo che generazioni di famiglie hanno dovuto – e devono – sopportare. Perché oggi come allora, nonostante l’evoluzione della tecnologia, non esistono mezzi meccanici in grado di percorrere questi viottoli stretti e ripidi per alleviare almeno un po’ il loro lavoro. Il treno arriva invece in aiuto di chi si stanca di passeggiare lungo i sentieri, con il suo fischio acuto e le sue soste regolari, e permette di raggiungere ognuno dei 5 borghi con estrema facilità. Basta scendere alle pensiline delle vecchie stazioni e attendere insieme ai molti turisti provenienti da tutto il mondo, con davanti agli occhi la distesa lucente del mare e il grido dei gabbiani che risuona alto.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG9955.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1570" title="CIMG9955" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG9955-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Da Riomaggiore, decorata di murales colorati, si arriva a Manarola
</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/Manarola.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1571" title="Manarola" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/Manarola-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">grazie al sentiero conosciuto come la Via dell’Amore, con il suo tunnel con vista sul mare dove persino le piante di agave sono incise fitte fitte di cuori e nomi intrecciati.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/Via-Amore.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1574" title="Via Amore" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/Via-Amore-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Poco più avanti si trova Corniglia, il borgo più piccolo e letteralmente arroccato in cima alla montagna, tanto che per raggiungerlo bisogna inerpicarsi su per la Lardarina, una scalinata di mattoni rossi con decine di rampe, così lunga che pare un Everest ai nostri passi cittadini.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0081.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1558" title="CIMG0081" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0081-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> </p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra breve fermata del treno lungo il tratto di binari probabilmente più spettacolare d’Italia, così sistemato com’è in bilico sul cornicione roccioso stile film del terrore,</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG9914.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1568" title="CIMG9914" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG9914-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">e siamo a Vernazza, magnifico borgo raccolto intorno al delizioso porticciolo a mezzaluna,</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/Vernazza.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1573" title="Vernazza" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/Vernazza-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">romantico e intimo come una nicchia, dove profumi e colori sono così intensi da lasciare incantati. Visitiamo la rocca e ci fermiamo a cena sul porto, per gustare alcune delle prelibatezze che questa terra generosa dona a profusione a chi si avventura alla sua scoperta.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/Cibo.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1551" title="Cibo" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/Cibo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il borgo più lontano, e più grande, è quello di Monterosso,</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/Monterosso.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1572" title="Monterosso" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/Monterosso-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">con l’unica grande spiaggia sabbiosa frequentata dai turisti che si godono il primo sole, la passeggiata a mare che porta in centro,</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0244.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1564" title="CIMG0244" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0244-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">la ferrovia che passa a pochi metri dalla spiaggia,</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0005.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1552" title="CIMG0005" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0005-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">la piazza centrale addobbata a festa con i meravigliosi limoni coltivati qui, enormi e profumati,</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0265.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1565" title="CIMG0265" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0265-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">la rocca dominata dalla statua di San Francesco, l’antico monastero inerpicato sulla vetta del colle dei cappuccini con una vista spettacolare sul mare</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0028.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1555" title="CIMG0028" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0028-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">e una crocifissione di Van Dyck nella chiesetta trecentesca di San Giovanni Battista. Questa terra speciale è anche terra di grande cultura, ce lo testimonia la targa in pietra all’ingresso del minuscolo cimitero del monastero, sulla quale sono incisi i famosi versi</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0022.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1554" title="CIMG0022" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0022-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">di uno dei più grandi <a href="http://www.letteratura.it/eugeniomontale/index.htm" target="_blank">poeti italiani </a>del 900, che aveva fatto di questi luoghi dalla bellezza sfolgorante e capaci di riconciliarti col mondo, la sua casa e la sua ispirazione. La poesia che ricorderemo di più però, stavolta non è quella di un premio Nobel, ma una più semplice e piccola, che scopriamo scritta con il pennarello su un grosso sasso lungo il sentiero costiero che va da Manarola a Corniglia, un piccolo gioiello trovato per caso, come succede spesso con le cose preziose, che è la lezione che riporteremo a casa con noi da questo viaggio in queste Terre magnifiche. </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0232.jpg" rel="lightbox[1544]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1563" title="CIMG0232" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/07/CIMG0232-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Caravaggio</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 21:45:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ho fatto più di 350 km e la fila più lunga della mia vita per vedere questa mostra, e ne avrei fatti il doppio pur di non perdermela. In occasione dei 400 anni dalla morte, per la prima volta 30 Caravaggio sono stati raccolti in un’unica esposizione e sono stati messi in fila uno dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ho fatto più di 350 km e la fila più lunga della mia vita per vedere questa mostra, e ne avrei fatti il doppio pur di non perdermela. In occasione dei 400 anni dalla morte, per la prima volta 30 Caravaggio sono stati raccolti in un’unica esposizione e sono stati messi in fila uno dopo l’altro a disposizione di tutti quei visitatori che fino al 13 giugno avranno voglia di recarsi alle <a href="http://www.scuderiequirinale.it/MEDIACENTER/FE/CategoriaMedia.aspx?idc=77" target="_blank">Scuderie del Quirinale</a> per ammirarli. Nel momento stesso in cui ho letto la notizia di questo allestimento senza precedenti ho saputo che ci sarei andata, che sarei stata uno degli innumerevoli appassionati del <a href="http://www.comune.volterra.pi.it/flex/images/D.ba12c5b986537ff11448/rosso.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1502]">pittore della luce</a> ad accorrere a Roma per non perdere l’occasione unica di assistere ad un evento irripetibile, uno di quelli per cui un giorno potrò dire “io c’ero”, e dirlo con nella voce l’eco di un’emozione indimenticabile. Che poi questo viaggio mi abbia regalato un intero fine settimana di aprile pieno di bellezza e divertimento e ore spensierate passate insieme ad alcuni dei miei familiari più cari è stato solo un surplus, un omaggio graditissimo del pacchetto tutto compreso di una piccola vacanza che mi resterà nel cuore. Perché Roma è Roma e anche se ci sei stata mille volte non finisce mai di stupirti, ma se alla meraviglia della città unisci il piacere della compagnia giusta, allora il cocktail diventa perfetto, e una mostra unica come questa non è altro che la ciliegina sulla torta. Una delizia che ci siamo dovuti guadagnare comunque, mettendoci pazientemente in fila verso mezzogiorno per varcare la soglia delle Scuderie solo intorno alle quattro del pomeriggio, fisicamente stanchissimi ma con l’entusiasmo alle stelle per essere finalmente a un passo dalla nostra agognata meta. Siamo stati ripagati subito di tutta la nostra fatica non appena abbiamo messo piede nella prima sala, dove, nella semioscurità dell’ambiente, ci siamo trovati di fronte alla prima straordinaria opera, la famosa “Canestra di frutta”,</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/cesto-di-frutta_Caravaggio.jpg" rel="lightbox[1502]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1510" title="cesto di frutta_Caravaggio" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/cesto-di-frutta_Caravaggio-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">arrivata per l’occasione dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano da dove non si era mai spostata. Ora, io non sono particolarmente amante delle nature morte, non sono il mio tema preferito direi, forse perché mi lasciano sempre addosso come una specie di tristezza, un senso di solitudine e silenzio che, senza arrivare a diventare dolore, mi suscita una malinconia profonda. Ma quando mi sono ritrovata davanti a questo dipinto, che è probabilmente la natura morta più famosa della storia della pittura, sono rimasta letteralmente folgorata dalla sua straordinaria bellezza. Eppure avevo ben chiaro l’effetto di potente meraviglia che le opere di questo pittore sanno suscitare – ero lì proprio per quello – ma evidentemente non ero preparata a quello che mi sono ritrovata davanti agli occhi. Un miracolo. Una visione. Uno sfondo fatto solo di delicatissima luce dorata, un piano d’appoggio appena visibile, e sul nulla di quella linea illusoria come un orizzonte, il più straordinario cesto di frutta che abbia mai visto. Uva, fichi, mele, limoni, forme perfette al punto da sembrare vere con tanto di foglie accartocciate, ombre, ammaccature e gocce di rugiada fresca. Tutta la Natura più simbolica raccolta e mostrata nel momento del suo massimo splendore, in bilico su quel limite estremo che divide la maturità perfetta dall’inizio della decadenza, che poi è la sintesi ideale della sua Bellezza. E a contenere tutta questa perfezione, raffigurata nella maniera più realistica mai raggiunta, la fiscella, il piccolo canestro di vimini intrecciato protagonista dell’immagine al pari della frutta, talmente esatto e reale che pare di poterlo toccare. Anzi pare proprio di doverlo toccare, di dover allungare la mano e spingerlo un po’ indietro per evitare che cada, così sbilanciato oltre il bordo del tavolo. Un trucchetto da niente eppure geniale, per dare vita a un tipo di rappresentazione che è quella dell’immobilità per eccellenza, tanto da essere “morta” per definizione. Assolutamente meraviglioso. Comunque, quello che incanta di più in tutta quella bellezza è l’incredibile potere della luce che domina la tela, una luce diffusa e intensa che pare emanare dai frutti stessi, dal cesto, e dallo sfondo dorato, infinito luminoso che contiene tutto ciò che esiste. Bisogna assolutamente vederla dal vivo per capire la straordinarietà di quest’opera, perché non c’è mezzo tecnico capace di rendere questa luminosità, questi colori, questa incredibile definizione. E’ magia questa, e bisogna guardarla con i propri occhi per lasciarsi sommergere da tutta questa dilagante meraviglia. Da lì in avanti, la mostra non è altro che uno straordinario percorso nella luce che risplende nella semioscurità delle sale, affollate di gente incantata. Poco più avanti rincontro, dopo moltissimi anni, lo straordinario gruppo de “I Musici”</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/caravaggio-musici.jpg" rel="lightbox[1502]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1508" title="caravaggio-musici" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/caravaggio-musici-300x232.jpg" alt="" width="300" height="232" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">che avevo visto per la prima volta al <a href="http://www.metmuseum.org/home.asp" target="_blank">MET</a> di New York, un’opera dove la giovinezza e la bellezza sono così evidenti da essere protagoniste assolute, capaci di illuminare le carni candide, i volti rosei, le labbra dischiuse, i tessuti morbidamente drappeggiati intorno ai corpi di questi musicisti tutti dediti alla loro arte. E lì accanto, in una specie di ideale composizione doppia, vedo finalmente per la prima volta il meraviglioso “Suonatore di liuto”,</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/giovanechesuonailliutont7.jpg" rel="lightbox[1502]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1513" title="giovanechesuonailliutont7" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/giovanechesuonailliutont7-300x258.jpg" alt="" width="300" height="258" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">un ragazzo dalla bellezza straordinaria che suona l’antico strumento a corde per accompagnare il suo canto. Vicino a lui ancora frutti perfetti, strumenti musicali, spartiti, e un grande mazzo di fiori infilati in una bottiglia di vetro sulla quale si intravede il riflesso della finestra dalla quale arriva il raggio di luce che illumina tutta la scena. Sensualità seducente in equilibrio con la più esatta geometria. Incantevole. Sulla parete opposta alza il suo calice il Bacco degli Uffizi, </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/Bacco.jpg" rel="lightbox[1502]"><img src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/Bacco-262x300.jpg" alt="" title="Bacco" width="262" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-1505" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">una vecchia conoscenza, con quella fantastica corona di foglie di vite dei colori dell’autunno e la splendida coppa rinascimentale piena di vino rosso, tanto esplicitamente invitante che lì per lì ti confonde, e non sai più se è il Dio del vino o quello dell’amore a chiamarti. Il percorso prosegue nel buio interrotto soltanto dalle luci direzionali che inquadrano le opere appese, che sono sistemate benissimo, alla giusta altezza e giusta distanza le une dalle altre e avvicinabili a sufficienza per poterne godere al massimo, ma nonostante questo l’allarme spaziale suona spessissimo nella sala. Perché anche se Caravaggio aveva questa bella abitudine di dipingere tele di dimensioni notevoli, da grandi a molto grandi in effetti, e nonostante le installazioni siano ottime e perfettamente fruibili per il pubblico, non si riesce a fare a meno di avvicinarsi, di sporgersi verso quelle immagini così vivide da sembrare scene reali che stanno accadendo adesso al di là del riquadro della cornice, e viene da accostarsi al massimo per cercare di scoprire il segreto di tanta perfetta illusione. Altro che cinema in 3D… Poco più avanti mi trovo finalmente di fronte ad uno dei pezzi migliori di tutto il piano terra, un’opera che non avevo ancora mai visto se non nei libri, ed è inevitabilmente un’altra rivelazione. Direttamente dai Musei Vaticani, di solito restii a prestare i loro grandi capolavori, “La Deposizione”</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/La_Deposizione_di_Cristo.jpg" rel="lightbox[1502]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1515" title="La_Deposizione_di_Cristo" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/La_Deposizione_di_Cristo-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">risplende davanti a me come un faro, un’illuminazione, una visione. La scena è drammatica e potente, ogni personaggio interpreta un’emozione diversa e tutti insieme creano il quadro perfetto e vivido di un evento cruciale. C’è la disperazione giovane e assolutamente spaventata di Maria di Cleofa, il dolore straziante che piega la testa e fa chiudere gli occhi alla Maddalena, bella come un gioiello, la sofferenza impietrita degli occhi di Maria, la madre alla quale conoscere quel destino fin dall’inizio non serve a nulla adesso, e la pietà devota dei discepoli Giovanni e Niccodemo che fanno quello che si deve fare, e lo fanno nel modo più misericordioso e doloroso mai rappresentato, così fisicamente potenti e veri da sembrare scolpiti più che ritratti. Questo è il momento più tragico della storia dell’Uomo, il destino annunciato si è compiuto, Cristo è morto e viene sepolto da coloro che più lo hanno amato mentre tutto intorno è il buio. Mi viene in mente una definizione che avevo letto in un <a href="http://www.bol.it/libri/Barnum.-Cronache-dal-Grande/Alessandro-Baricco/ea978880781346" target="_blank">libro</a> riguardo ad un’altra <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Deposizione_(Rosso_Fiorentino" target="_blank">deposizione</a> bellissima e mi pare che calzi perfettamente anche qui: “mai un Dio è stato meno Dio”. E’ esattamente così, questo è il corpo esangue di un uomo morto che nulla ha più di divino, questo è il momento finale in cui la divinità del Cristo si è dovuta completamente annullare per poter donare la Salvezza all’Umanità. Eppure, l’unica vera luce di tutto il quadro viene da lì, da quel corpo vuoto, col braccio forte e abbandonato omaggio al <a href="http://gospelart.files.wordpress.com/2009/02/michelangelo-pieta1.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1502]">Cristo</a> del più grande dei Maestri, una luce che già sa di miracolo, quella della Grazia che sconfigge la Tenebra. E lì in mezzo, protagonista silenziosa tra gli altri attori della scena, l’immagine che forse più di tutto il resto testimonia la grandezza e la genialità di questo artista, la pietra sepolcrale, la lastra squadrata messa di traverso in modo da puntare il suo spigolo direttamente verso l’osservatore, dritta e inesorabile come una freccia, a ricordare che Cristo è la pietra angolare del mondo, e che quello che ora appare morto diventerà l’unica Speranza sulla quale poserà il destino dell’Umanità intera. Drammatico, potente, stupefacente. Questa grande tela racconta una verità universale che va al di là di qualunque fede, che è quella della grandezza dello Spirito dell’Uomo capace di manifestarsi in maniera spettacolare nell’Arte e nella Bellezza. Ma la fine della meraviglia è ancora parecchio lontana, oggi… Non si fa in tempo a riprendersi da una visione che subito un’altra prende il suo posto, a risvegliare nuove emozioni. E’ la volta della “Flagellazione di Cristo”,</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/Flagellazione.jpg" rel="lightbox[1502]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1512" title="Flagellazione" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/Flagellazione-221x300.jpg" alt="" width="221" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">altra tela molto grande dalla composizione essenziale in cui, ancora una volta, la scena drammatica di Cristo legato alla colonna e torturato dai suoi aguzzini suscita commozione e dolore per il realismo estremo della rappresentazione, ma ha anche il potere evidente di donare Speranza attraverso la magia della luce, ancora protagonista. Un’illuminazione che è quasi cinematografica, dove la colonna della tortura sembra in realtà fatta anch’essa di luce, un fascio potente al centro della scena che scende dall’alto come un riflettore ad illuminare la figura di Cristo, ferito, umiliato, piegato, con gli occhi chiusi e la fronte insanguinata per le sevizie subite. Eppure quel corpo ferito è l’unico intatto, e la luce sembra avvolgerlo in pieno e quasi emanare fuori da lui, verso le tenebre che dominano tutto intorno, e da quel corpo splendente riesce ad illuminare in parte anche i volti malvagi degli aguzzini, come ad anticipare che il suo sacrificio salverà dalle tenebre tutti gli Uomini, compresi i peccatori più oscuri. Straordinaria è la potenza del dramma che si compie in questa scena, dove in realtà il protagonista è immobile, e l’oscurità domina i tre quarti della rappresentazione. Diverso è l’effetto che fa la visione di “Giuditta e Oloferne”,</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/caravaggio_giuditta.jpg" rel="lightbox[1502]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1507" title="caravaggio_giuditta" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/caravaggio_giuditta-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">dove tutto è così veloce e animato da sembrare quasi un film. Giuditta brandisce la spada e, con la bocca aperta a invocare dal cielo il coraggio di portare a termine il suo piano, la cala con tutte le sue forze sul collo di Oloferne addormentato e mezzo stordito dal vino, che proprio in quel momento si sveglia spalancando gli occhi e gridando per la sorpresa e il terrore, mentre il sangue comincia a uscirgli a fiotti dalla ferita mortale alla gola. Accade tutto in un attimo, i muscoli si tendono, gli occhi si rovesciano, il grido è spezzato dalla lama che lo trapassa lacerando la carne. Oloferne è ritratto nei suoi ultimissimi istanti di vita, quando non è ancora morto ma la sua vita non è altro che un ultimo spasmo di terrore. Opposta alla sua agitazione scomposta è l’immobilità attenta della vecchia serva, che attende muta la fine di tutto per raccogliere nel sacco la testa decapitata da Giuditta. Una Giuditta bellissima, che anche in un momento topico come questo in cui è chiamata dal destino a compiere un gesto di grandissima violenza, riesce a risplendere nell’oscurità. Da lei emanano grazia femminile e forza, finezza e coraggio, risoluzione e raccapriccio. Il suo volto è ritratto con la fronte accigliata, la bocca dischiusa, lo sguardo fisso sull’orrore che si sta compiendo, eppure nessun dettaglio è trascurato, neppure i più piccoli, dall’acconciatura raccolta cui sfuggono dei riccioli ribelli ai meravigliosi orecchini di perle a goccia. Quanta bellezza, anche nella tragedia. Mentre sto lì a osservare quest’opera noto un gruppo di bambini tra i quattro e i cinque anni che siedono sul pavimento davanti alla grande tela, ascoltando l’insegnante che spiega i dettagli dell’episodio rappresentato. I bimbi sembrano incantati, fissano la scena drammatica a occhi spalancati ma non sembrano affatto spaventati, osservano, domandano, vogliono sapere perché la ragazza bella colpisce quell’uomo con la spada facendogli uscire il sangue, e se lui era cattivo e se lo meritava. Bisognerebbe rispondere che no, nessuno si merita una cosa del genere a prescindere da cosa ha fatto, bisognerebbe spiegare che quella è una storia molto antica che è accaduta in un tempo in cui le persone si comportavano in maniera diversa ma oggi il mondo è cambiato e nessuno può più agire così, e bisognerebbe sottolineare che anche se qui Giuditta è evidentemente ritratta come il personaggio positivo della scena, quello che sta facendo non va bene, non si fa e nessuno può avere il diritto di farlo a nessun altro. Però bisognerebbe anche che fosse vero. Invece no. Per questo, sono contenta di non dover rispondere a nessuna domanda per questa volta, e di poter continuare a guardarmi questa Giuditta nella maniera che preferisco. Una donna coraggiosa e libera che da vittima predestinata diventa carnefice del suo aguzzino, una donna capace di sottrarsi a un destino di violenza che è di troppe donne e con un unico gesto fare la giustizia di tutte. Perché mi piace l’idea che possa esistere una Giuditta per ogni Oloferne, almeno su una tela dipinta. Dal dramma cupo passo alla gioia pura in un niente, mi basta spostarmi di poco ed ecco davanti a me la luce allegra e calda di “Amor vincit omnia”,</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/caravaggio_amore-vincitore.jpg" rel="lightbox[1502]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1506" title="caravaggio_amore-vincitore" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/caravaggio_amore-vincitore-219x300.jpg" alt="" width="219" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">dove un irresistibile amorino siede in bilico sul mondo in una posa maliziosamente divertita, consapevole di essere trionfatore assoluto su tutto il resto, dalla musica alla pittura, dall’architettura alla gloria delle armi. Tutte le Arti e le attività umane più alte sono citate, e tutte sono ai suoi piedi, inutili, vinte, vane come giochi abbandonati di bimbi di fronte al potere assoluto del richiamo di Amore. La posa esplicita, le carni morbide e luminose, il capo inclinato, le fossette sulle guance sorridenti, le labbra rosse come ciliegie, lo sguardo malizioso e innocente insieme, ogni minimo dettaglio fa di questo ragazzo l’immagine perfetta dell’amore sensuale e del suo immenso potere. E alla fine le sue ali, meravigliosamente grandi e piumate, sembrano quasi confondersi con lo sfondo scuro, mimetizzate, semplicemente decorative e basta, spalancate come un abbraccio semmai, ma assolutamente incapaci di togliere a questo giovane la forza fisica e reale della sua sensualità che poco ha di ideale o angelico. Anche questo Amorino non è altro che una rivelazione, e basta incrociare i suoi occhi scuri per pochi istanti per capire davvero come tutto, assolutamente tutto nella nostra vita, possa diventare diverso quando Amore ci sorride così. Poco più avanti ritrovo un’opera vista solo pochi mesi fa al <a href="http://www.khm.at" target="_blank">KHM</a> di Vienna, “L’incoronazione di spine”,</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/Incoronazione_di_spine.jpg" rel="lightbox[1502]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1514" title="Incoronazione_di_spine" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/Incoronazione_di_spine-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">una tela bellissima dove la tristezza domina tutto, dove il silenzio sgomenta, e non si incontra lo sguardo di nessuno dei personaggi. Basso quello di Cristo che patisce il martirio sottomettendosi al suo destino, impegnato nelle loro azioni malvagie quello degli aguzzini, assente quello del soldato che presenzia alla scena di spalle, come noi che guardiamo con lui, e che come noi non comprende, non agisce, resta immobile nell’ombra mentre quello che doveva accadere accade. Cristo ha la testa china, il suo corpo nudo è avvolto da una veste rossa che preannuncia il dramma, il sangue già gli scende sul volto mentre i suoi torturatori vanno avanti nella loro opera, senza concitazione ma con determinazione. Tutto sembrerebbe definitivo, e finale. Invece, nell’apparente staticità della scena, un fascio di luce intensa cala dall’alto a illuminare tutti, testimonianza silenziosa e salvifica del potere Dio. E’ stato bello rivederla dopo così poco tempo, mi era piaciuta immediatamente quest’opera dalla composizione così particolare, con Cristo seduto, i personaggi inquadrati da vicino, e quello strano soldato nella sua uniforme lucente messo insieme a noi davanti a qualcosa che non è capace di comprendere pienamente, impotente e muto. Ottenere un grande effetto con pochissimi elementi essenziali e perfetti, questa è una delle cose che Caravaggio sa fare benissimo e che mi piacciono di più delle sue opere. E tra quelle che più riflettono questa caratteristica c’è sicuramente “La cena in Emmaus”,</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/cena_in_emmaus_national_gallery.jpg" rel="lightbox[1502]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1509" title="cena_in_emmaus_national_gallery" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/cena_in_emmaus_national_gallery-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">quella della <a href="http://www.nationalgallery.org.uk" target="_blank">National Gallery</a> di Londra (anche se qui è presente anche la versione conservata a Brera). Tela spettacolare, che ogni volta che la rivedo mi fa lo stesso effetto di sorpresa e rivelazione della prima volta. L’episodio è quello classico del vangelo di Luca, due apostoli che hanno fatto un pezzo di cammino con un viandante sconosciuto si fermano con lui a mangiare all’osteria in Emmaus, ed è solo nel momento in cui lui spezza il pane e lo benedice che loro lo riconoscono come Gesù risorto. Un momento chiave, una rivelazione fondamentale per ogni cristiano, rappresentata qui nell’attimo esatto in cui la Verità si svela. E la scena è decisamente all’altezza delle aspettative. Un Gesù dai lineamenti giovani e dolcissimi, lo sguardo abbassato sul tavolo al quale siede, benedice il pane con la mano destra alzata, rivelando con quel semplice gesto la sua vera identità agli occhi dei due apostoli presenti. Che restano stupiti, e di più, stupefatti e meravigliati da quella rivelazione clamorosa, tanto da non riuscire a controllare le proprie reazioni spontanee. Quello a sinistra, quasi di spalle all’osservatore, si alza di scatto dalla sedia spingendo in fuori il braccio piegato, con il gomito che sembra sul punto di uscire dalla tela per venirci incontro. L’altro seduto sulla destra, in abiti da pellegrino con tanto di conchiglia appuntata sul petto, spalanca le braccia per la sorpresa, creando una linea visiva che va dall’occhio dell’osservatore fino ad uno spazio indefinito dietro le spalle di Gesù, dando alla scena una profondità prospettica che non ci si aspetta da un ritratto ravvicinato di questo tipo. I gesti degli apostoli sono così repentini e inattesi che perfino l’oste, in piedi vicino a Gesù e ignaro della sua identità, intuisce cha sta accadendo qualcosa di grande e lo guarda con aria sorpresa, incapace di allontanarsi. Il tavolo è anch’esso protagonista, con tutto quello che c’è posato sopra: pane, vino, carne, e un’altra bellissima fiscella che contiene frutti altamente simbolici come uva nera, uva bianca, fichi, melograni, tutti ritratti con una veridicità e una cura straordinarie. Ma quello che più colpisce, al di là della perfezione tecnica e dell’armonia dei colori e dei contrasti luci ombre, è la capacità di catturare l’istante rivelatore, l’efficacia visiva di tutta la scena che nel momento stesso in cui la guardi ti attira in un attimo all’interno di quella stanza, ti mette di colpo di fronte a quella verità rivelata, e ti ritrovi lì a spalancare gli occhi e inarcare le sopracciglia insieme ai due apostoli, scosso dalla loro stessa emozione di fronte alla rivelazione della presenza di Cristo risorto. Una magia, di quelle cui capita raramente di assistere. Altre meraviglie passano sotto ai nostri occhi, dal magnifico “Sacrificio di Isacco”, tra le pochissime tele di Caravaggio che ritraggono una scena in un esterno giorno, alla “Conversione di Saulo”, piena di agitazione e pathos, dalla “Cattura di Gesù nell’orto”, drammaticamente struggente, ai fantastici personaggi de “I bari”, ritratto ironico di popolani truffaldini intenti a derubare l’ingenuo ragazzotto ricco, fino alla dolcezza assoluta dell’ ”Adorazione dei pastori” arrivata direttamente da Messina. Ma tra tanta bellezza spiccano ben quattro diverse rappresentazioni di una delle figure preferite dell’autore, San Giovanni, ognuna diversa ed ognuna splendida a suo modo. In una delle più originali Giovanni</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/san_giovanni_1.jpg" rel="lightbox[1502]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1516" title="san_giovanni_1" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/san_giovanni_1-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">è un ragazzino bellissimo e sorridente, il corpo nudo semi adagiato su un tronco coperto di panneggi e pelli nel folto del bosco, la posa provocante e sensuale, le braccia intorno al collo di un ariete simbolo di sacrificio, lo sguardo dritto negli occhi di chi lo osserva, mentre un gioco straordinario di luci e ombre sembra riuscire a dare vita a ogni muscolo del suo corpo. Una rappresentazione nuova e diversa di questo personaggio, che qui ha il volto somigliantissimo a quello del cupido di Amor vincit omnia, tanto da far pensare che il modello dei due ritratti sia stato il medesimo. Un Giovannino giovane e vivace, quasi monello, senza la Croce delle iconografie classiche ma con un’espressione di grande amore nel gesto dolce col quale abbraccia l’ariete simbolo di Gesù, di cui è il discepolo prediletto e il battista. Diverso è il San Giovanni di <a href="http://www.galleriaborghese.it" target="_blank">Galleria Borghese</a>,</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/san_giovanni_2.jpg" rel="lightbox[1502]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1517" title="san_giovanni_2" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/san_giovanni_2-242x300.jpg" alt="" width="242" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">sempre molto giovane, solo in un luogo oscuro e accompagnato ancora da un ariete, stavolta regge con la mano la classica croce ma non c’è traccia di sorrisi o gioia sul suo viso, l’espressione è dolorosa e la posa abbandonata, come di chi sia solo e distaccato da tutto. Più adulto ma simile per ambientazione della scena è il San Giovanni di Kansas City,</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/san_giovanni_3.jpg" rel="lightbox[1502]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1518" title="san_giovanni_3" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/san_giovanni_3-229x300.jpg" alt="" width="229" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">un giovane avvolto in ricchi panneggi rossi che però ha l’aria accigliata, lo sguardo abbassato, l’espressione seria e profonda di chi riflette su un destino tragico. L’ariete sacrificale è sparito, mentre la croce di canne è qui in primo piano. Il mio preferito resta comunque il San Giovanni di <a href="http://www.galleriaborghese.it/corsini/it/default.htm" target="_blank">Palazzo Corsini,</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/san_giovanni_4.jpg" rel="lightbox[1502]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1519" title="san_giovanni_4" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/san_giovanni_4-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">un bellissimo giovane seduto nel bosco deserto, solo, cupo, drammaticamente agitato da pensieri oscuri e intento alla sua meditazione profonda. Il suo corpo magro è inondato di luce, ma il suo viso è nell’ombra, i suoi pensieri sono celati, il suo io interiore irraggiungibile e misterioso. Una solitudine toccante quella di questo Giovanni, un’oscurità spirituale che inquieta e commuove, e suscita emozioni intense. Meraviglioso. Non meno drammatico è il “Davide con la testa di Golia”,</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/davidegolia.jpg" rel="lightbox[1502]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1511" title="davidegolia" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/davidegolia-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">dove dall’oscurità più nera emerge in un cono di luce il corpo del giovane Davide mentre solleva la testa appena tagliata di Golia. La spada ancora nell’altra mano, ha lo sguardo fisso sull’orrendo volto del nemico sconfitto sul quale è dipinto il terrore della morte, mentre tutto intorno è tenebra e buio. Ma quello di Davide non è un gesto di spavalderia, anzi. La sua grandezza sta proprio nello sguardo di desolata pietà che rivolge a Golia, nell’espressione malinconica di umana compassione riservata al suo nemico, a sottolineare l’inutilità dell’odio e della voglia di vendetta. Nei tratti stravolti di Golia appena ucciso si riconosce l’autoritratto di Caravaggio, condannato a morte per omicidio, braccato e costretto alla fuga. Ma Golia è anche tutti gli uomini, peccatori irredenti da compiangere per la loro miserevole condizione. L’incredibile poesia dello sguardo di Davide commuove il cuore rivelando la grandezza assoluta di questo artista, padrone incontrastato della luce. L’ultima opera esposta è un pezzo straordinario appena uscito da un lungo restauro che lo ha riportato al suo splendore originario, “L’Annunciazione” di Nancy.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/Annunciazione_Nancy.jpg" rel="lightbox[1502]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1504" title="Annunciazione_Nancy" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/06/Annunciazione_Nancy-218x300.jpg" alt="" width="218" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Attendevo di vederlo dal vivo con particolare interesse perché questo delle Vergini annunciate è decisamente uno dei miei temi preferiti, mi piace sempre scoprire con quale sguardo il grande Maestro di turno racconta un momento così particolare, come immagina l’umile figura di Maria nel momento solenne in cui riceve dall’Angelo la rivelazione del suo destino straordinario, quale elemento sceglie di evidenziare, quale sguardo l’uomo pittore decide di mettere negli occhi di una donna chiamata a diventare la madre del Figlio di Dio. Tutti i più grandi si sono in qualche modo confrontati con questo tema, alcuni con risultati straordinari come Leonardo o Botticelli, Lorenzo Lotto o Raffaello, per non parlare della spettacolare <a href="http://www.terraligure.it/blog/annunziata.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1502]">“Annunciata&#8221;</a> di Antonello da Messina, e per quanto sia difficile scegliere forse <a href="http://www.frammentiarte.it/dal%20Gotico/Simone%20Martini%20opere/25%20Simone%20Martini%20-%20l%27Annunciazione.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1502]">questa</a> è una delle mie preferite, raffinatissima, elegante, ricca di dettagli meravigliosamente definiti, e capace allo stesso tempo di rendere l’emozione complessa e il turbamento di questo momento sacro. Quasi 300 anni dopo, Caravaggio presenta una scena completamente diversa e originale, un’Annunciazione a modo suo in cui la composizione è nettamente divisa in due, in basso la Vergine inginocchiata al volere di Dio, umile e china, avvolta nella sua veste azzurra, con lo sguardo basso e gli occhi in ombra, in alto l’angelo in volo che impone la sua mano e la volontà di Dio sul capo di Maria, e lo fa con impeto e protezione insieme, immerso nel raggio di luce che scende con lui dall’alto. Però, come per Maria, il suo volto è nascosto dietro alla spalla e lo sguardo è illeggibile, i pensieri restano celati, troppo misterioso e alto è il momento per poter essere rappresentato. Il risultato è una scena piena di mistero e fascino, solennità e pathos, veramente straordinaria. L’emozione che mi regala quest’ultima visione stride con la delusione per la consapevolezza che il giro della mostra è completato, non ci sono altre opere da ammirare. Difficile da accettare, ma inevitabile. Percorro lentamente il disimpegno che porta al ballatoio esterno del primo piano, dove in una specie di piccola sala sono state sistemate alcune sedute per riposarsi prima dell’uscita, e raggiungo gli altri del mio gruppo che sono già lì, storditi e stanchi per l’emozione, la fatica, la folla. Ma ci resto per poco. Il ritorno alla luce naturale dopo tanto tempo passato nelle sale oscure è sgradevole e fastidioso. Io che adoro il sole e la luce intensa delle stagioni calde, per la prima volta trovo insopportabile la luce del giorno, mi sembra falsa, asettica, fredda, completamente incapace della sua funzione primaria di illuminare il mondo. Sento il bisogno di tornare ancora nell’oscurità della galleria, dove tutto è mostrato attraverso l’unica straordinaria luce capace di rivelare la verità delle cose. Mentre sto per oltrepassare la soglia del corridoio per tornare sui miei passi mi fermo, e per un attimo non capisco se sto vedendo davvero quello che mi pare di vedere o se la stanchezza e l’emozione mi stanno giocando un brutto scherzo. Davanti a me a impedirmi il passaggio c’è un cane – un bel cane grande, color miele, che procede tranquillamente tra la gente senza tirare affatto il suo guinzaglio rosso. Sarà la sorpresa, o la stanchezza, o sarà che proprio non me lo aspettavo qui in questo momento, ma mi ci vuole un po’ a capire. Solo quando vedo il ragazzo dietro di lui, con gli occhiali neri e l’andatura regolare, realizzo che quello è un cane per ciechi. Quel ragazzo col giubbino di jeans e i capelli corti è cieco, e quello è il suo cane guida. Sta uscendo dalla galleria espositiva e intanto chiacchiera con una ragazza, il guinzaglio rosso in una mano e l’apparecchietto dell’audioguida nell’altra. Il tempo di attraversare lo spazio affollato e raggiungere le scale, e sparisce con il suo cane tra le altre persone che stanno scendendo. Resto lì a guardare imbambolata, come chi abbia in mano due tessere di un puzzle e non riesca a trovare il verso giusto di farle combaciare. Un ragazzo cieco e una galleria di pittura. La magia del pittore della luce e occhi che non la vedranno mai. Eppure era qui, lui che non poteva vedere era qui, ad ascoltare una voce tentare l’impossibile compito di raccontare il miracolo dello splendore. In un secondo sono di nuovo nella penombra della sala, io che ho l’infinita fortuna di poter vedere tutta quella meraviglia non riesco a uscire da lì. Se non fosse stato per gli altri che mi aspettavano per ripartire, probabilmente sarei venuta via solo all’ora di chiusura. Perché quando capita l’occasione rara di trovarsi in un posto straordinario, è difficile decidersi a lasciarlo. Quando finalmente lo faccio, dopo aver dato un ultimo saluto alla fiscella del primo piano che è quella che idealmente mi porto a casa, passo nello shop e mi arrendo all’unico gesto che mi sembra capace di alleviare la tristezza di dover ripartire, e darmi la sottile illusione di portare via con me qualcosa di tangibile di questa visita indimenticabile: acquistare il <a href="http://www.ibs.it/code/9788857205205/-strinati-c/caravaggio.html" target="_blank">catalogo</a> della mostra. Che è un bel catalogo comunque, ottime stampe a risoluzione più che discreta e opere accuratamente commentate dai maggiori esperti di questo autore rivoluzionario. Certo non è la stessa cosa, ma credo che mi farà buona compagnia ogni volta che sentirò il desiderio di rivivere queste emozioni. E magari potrò sognarci su fino alla prossima volta in cui potrò veder risplendere la bellezza di queste tele con i miei occhi.</p>
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		<title>Eccole…eccole!</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 21:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giardinaggio]]></category>
		<category><![CDATA[david austin]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/Mosaic-2.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1486" title="Mosaic 2" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/Mosaic-2-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ce n’è voluto, quest’anno. Sembrava che la primavera non trovasse proprio la via per venire a schiudere i boccioli e colorare i giardini con la sua carezza tiepida, tenuta a distanza da un inverno ostinato che si è divertito a rovesciarci addosso settimane di pioggia. Ma alla fine anche lui si è dovuto arrendere per lasciare spazio al calore del sole, a cui sono bastati solo pochi giorni per rinnovare il suo miracolo stagionale. Una luce un po’ più intensa, un nuovo calore nell’aria limpida, la brezza fresca che asciuga la terra, e poi una mattina mi alzo ed eccole lì. Sono tornate, sono di nuovo qui, le mie <a href="http://www.ilmondodisally.it/?p=716" target="_blank">rose inglesi</a> sono fiorite anche quest’anno, più belle, numerose e profumate che mai.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9869.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1473" title="CIMG9869" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9869-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questa è la loro terza uscita da quando le abbiamo ricevute dal vivaio di <a href="http://www.davidaustinroses.com" target="_blank">David Austin</a>, e non vedevo l’ora di godermi ancora una volta lo spettacolo meraviglioso della loro nuova fioritura.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9884.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1479" title="CIMG9884" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9884-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><br />
<a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9862.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1469" title="CIMG9862" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9862-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le prime ad arrivare sono state le Lady Emma Hamilton, con meravigliosi boccioli color arancio chiaro che sfuma delicatamente nel rosa, e coppe grandi e cariche di petali.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9820.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1460" title="CIMG9820" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9820-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
<a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9822.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1461" title="CIMG9822" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9822-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Emanano un delicatissimo profumo che si sente già da alcuni passi di distanza, e la fioritura è incredibilmente abbondante e continua.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9866.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1472" title="CIMG9866" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9866-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
<a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9873.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1474" title="CIMG9873" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9873-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Davanti alle Lady Emma fiorisce la bellissima Pat Austin, di un colore salmone intenso che nella luce del sole sembra quasi giallo carico, una delle mie preferite per compattezza, eleganza e portamento delle corolle.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9890.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1481" title="CIMG9890" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9890-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
<a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9889.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1480" title="CIMG9889" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9889-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lì accanto si schiude la Summer Song, di uno straordinario colore arancio scuro che somiglia al cotto, con coppe rotonde e fitte di petali che di sera paiono sfumare lentamente nel rosso corallo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9891.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1482" title="CIMG9891" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9891-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><br />
<a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9865.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1471" title="CIMG9865" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9865-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><br />
<a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/Mosaic-5.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1489" title="Mosaic 5" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/Mosaic-5-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p>Il gruppo successivo è quello delle rose gialle, le straordinarie Golden Celebration.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9832.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1463" title="CIMG9832" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9832-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
<a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9876.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1475" title="CIMG9876" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9876-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Anche queste coppe sono enormi, piene, e il colore è così intenso e uniforme che sembrano colorate con il pennarello.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9830.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1462" title="CIMG9830" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9830-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
<a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9863.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1470" title="CIMG9863" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9863-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La Golden Celebration è una rosa molto rifiorente, e la macchia gialla di questi cespugli spicca luminosa nel vialetto come una luce.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/Mosaic-4.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1488" title="Mosaic 4" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/Mosaic-4-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Più delicate e composte sono le Claire Austin, di un meraviglioso bianco puro con coppe medie che non si schiudono mai del tutto.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9877.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1476" title="CIMG9877" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9877-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il profumo è delicato e intenso, soprattutto la sera, e i boccioli hanno lievi sfumature rosa quando non sono ancora aperti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9833.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1464" title="CIMG9833" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9833-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><br />
<a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/Mosaic-6.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1490" title="Mosaic 6" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/Mosaic-6-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Accanto alle rose bianche è sistemata la Generous Gardener, dalle corolle delicate di un tenue color rosa chiarissimo, molto elegante e con bel fogliame scuro.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9857.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1467" title="CIMG9857" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9857-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
<a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9859.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1468" title="CIMG9859" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9859-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La Brother Cadfael è senz’altro una delle più vivaci e ricche tra le rose inglesi, con grandi corolle color rosa carico, che somigliano alle peonie per forma e dimensione. Mi piace moltissimo la tonalità di rosa di questi fiori, che non sono né scontati né troppo sgargianti, solo bellissimi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9852.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1466" title="CIMG9852" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9852-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
<a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9895.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1484" title="CIMG9895" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9895-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
<a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/Mosaic-1.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1485" title="Mosaic 1" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/Mosaic-1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Anche la Gentle Hermione ha cominciato ad aprire le sue corolle a rosetta perfetta di un rosa delicato e luminoso che, una volta dischiuse del tutto, scoprono un cerchio di piccoli pistilli giallo chiaro.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9846.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1465" title="CIMG9846" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9846-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Infine, tra le più spettacolari, la Queen of Sweden sta invadendo l’ultimo tratto del vialetto con le sue corolle giganti, morbide, profumate, di una sfumatura di rosa stupenda.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9880.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1478" title="CIMG9880" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9880-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
<a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9879.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1477" title="CIMG9879" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG9879-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo aspettato molti mesi per poter ritrovare tutta questa bellezza, ma finalmente il tempo delle rose è tornato, e la magia della fioritura si è ripetuta ancora una volta.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/Mosaic-3.jpg" rel="lightbox[1458]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1487" title="Mosaic 3" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/Mosaic-3-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ce la godremo per tutta l’estate, e intanto abbiamo già deciso che il prossimo anno ordineremo a David Austin nuove piante da sistemare sui balconi di casa. Perché la meraviglia non basta mai, e si può sempre moltiplicare…</p>
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		<title>Batty</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 22:21:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Knitting]]></category>
		<category><![CDATA[Alan Dart]]></category>
		<category><![CDATA[maglia]]></category>
		<category><![CDATA[pipistrello]]></category>
		<category><![CDATA[simply knitting]]></category>
		<category><![CDATA[toy]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo adorabile pipistrello versione gran sera l’ho trovato sul numero n° 59 di Novembre 2009 della rivista inglese di maglia Simply Knitting alla quale sono abbonata. Si tratta naturalmente di un altro bellissimo progetto di quel mago del toy knitting design che si chiama Alan Dart che non finisce mai di sorprendermi con le sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7340.jpg" rel="lightbox[1438]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1440" title="CIMG7340" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7340-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questo adorabile pipistrello versione gran sera l’ho trovato sul numero n° 59 di Novembre 2009 della rivista inglese di maglia <a href="http://www.simplyknitting.co.uk/resources/simplyknitting/SimplyKnitting59cover.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1438]">Simply Knitting</a> alla quale sono abbonata. Si tratta naturalmente di un altro bellissimo progetto di quel mago del toy knitting design che si chiama <a href="http://www.alandart.co.uk" target="_blank">Alan Dart</a> che non finisce mai di sorprendermi con le sue creazioni, tutte tanto fantastiche da farmi venire voglia di realizzarle subito appena le vedo… Anche stavolta ci sono cascata, e mi sono messa d’impegno a dare vita a questo simpatico vampiro perfetto in ogni dettaglio, divertendomi come non mai nonostante una certa complessità del lavoro considerato nel suo insieme.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7350.jpg" rel="lightbox[1438]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1444" title="CIMG7350" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7350-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una novità importante è stata che per questo progetto ho utilizzato per la prima volta un paio di ferri del mio nuovo kit in bamboo ordinato online da <a href="http://www.bamboo-knitting-centre.com" target="_blank">questo sito</a> inglese, pagandoli molto meno di quanto li avrei pagati in un negozio di zona e ricevendoli via posta nel giro di circa 3 giorni – un affare che mi ha lasciata davvero soddisfatta. Il paio che ho utilizzato per Batty è quello di 3,25mm (il kit che ho acquistato comprende 15 paia di ferri di dimensioni a scalare che includono anche le mezze misure e i quarti di misura, che dalle mie parti sono più rare da trovare dei tartufi…) e subito ho notato l’estrema leggerezza e maneggevolezza di questi nuovi strumenti, che d’ora in avanti faranno regolarmente il loro dovere con i miei gomitoli.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7353.jpg" rel="lightbox[1438]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1445" title="CIMG7353" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7353-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7358.jpg" rel="lightbox[1438]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1446" title="CIMG7358" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7358-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La realizzazione del pipistrello comincia dal corpo, lavorato dalla base fino su al collo, per il quale ho scelto una morbidissima lana viola che al tatto è sofficissima e scivola sui ferri con estrema facilità dando un effetto finito molto uniforme e piacevole al tatto. Una volta chiuso e imbottito il corpo, che deve essere bello largo e stabile alla base perché il pupazzo possa stare seduto senza problemi, si passa alla testa. Si inizia dalla parte posteriore e si aumenta fino al limite del viso, dove si cambia colore attaccando il nocciola e facendo attenzione a scambiare le maglie a scalare per formare la punta sulla fronte del pipistrello. Alla fine si passa al color rossiccio per il naso, e si conclude senza chiudere le maglie sul ferro ma infilandole invece con l’ago da lana e tirando per stringerle a cerchio. Da qui si chiudono i bordi del viso fino al collo e si imbottisce tutto di ovatta dando una forma il più possibile tondeggiante. Le orecchie si lavorano a parte e si applicano sulla parte alta della testa poco al di là della linea che delimita il viso. Le gambe sono strisce lunghe e strette di lana viola da chiudere sul lato imbottendole leggermente via via, mentre i piedi hanno la ghetta bianca e la parte laterale nera lavorate insieme, alle quali si unisce poi la suola piatta fatta a parte. Le braccia sono lavorate come le gambe, ma terminano con pochi giri in lana color nocciola per le mani. A decorazione della manica si fanno i polsini bianchi, da applicare con pochi punti al di sopra della mano. Quindi si fa lo sparato della camicia bianca, che termina leggermente stondato, e il piccolo papillon formato di due parti nere da cucire insieme al centro.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7368.jpg" rel="lightbox[1438]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1447" title="CIMG7368" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7368-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come ultimo elemento resta il mantello, che è anche la parte più complessa e lunga da realizzare, ed è lavorato con una tecnica particolare che non avevo mai provato. Per fortuna le spiegazioni di Alan sono sempre molto dettagliate e precise, così non ci ho messo troppo a capire come dovevo procedere per ottenere il risultato desiderato. Il mantello è composto di due parti, una cappa esterna e una fodera interna, ed è proprio da questa che si comincia, montando le maglie del punto centrale più lungo con la lana viola chiaro e procedendo in senso orizzontale, scalando e aumentando le maglie sul bordo esterno per creare la punta. Dopo 4 punte si cambia colore di lana passando al nero e si comincia la parte esterna della cappa, andando avanti con la lavorazione a punte per 8 sezioni. Quindi si attacca di nuovo la lana viola per fare le ultime 4 punte, ricongiungendo infine il lavoro alle maglie iniziali. Qui si chiudono tutti i punti e si cuciono le due parti con la tecnica a tappezzeria, in modo che la linea di unione delle maglie resti invisibile sul lato interno, e poi si procede nel lungo e delicato lavoro di unione dell’orlo inferiore del mantello cercando di far rimanere la cucitura nascosta all’interno del bordo. Infine si fa il collare, cominciando dal lato nero per passare poi alla fodera viola, chiudendo le maglie sul lato stretto e attaccando il tutto al bordo superiore della cappa. Realizzare il mantello è un lavoro lungo e di precisione, ma una volta capita la tecnica si procede abbastanza agilmente ed è una bella soddisfazione vederlo formarsi piano piano sotto i ferri.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7344.jpg" rel="lightbox[1438]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1442" title="CIMG7344" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7344-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta completati tutti i pezzi si passa all’assemblaggio finale del pipistrello, che comprende le rifiniture, il lavoro di ricamo dei dettagli del viso come occhi, bocca e denti da vampiro, e la decorazione con paillettes e perline nere della camicia e delle scarpe da sera. L’ultimissimo, irrinunciabile dettaglio è costituito da un lieve velo di fard rosa da passare sulle guance del piccolo pipistrello, che riesce a dargli un’aria viva e vivace e decisamente allegra.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7347.jpg" rel="lightbox[1438]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1443" title="CIMG7347" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7347-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7341.jpg" rel="lightbox[1438]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1441" title="CIMG7341" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7341-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sono molto soddisfatta del lavoro fatto, il mio Batty adesso se ne sta seduto sulla nostra libreria guardandoci con un’aria simpatica e amabile nonostante i suoi denti da vampiro, e questo è già un buon risultato. Finalmente, grazie ad Alan e al suo talento, non c’è Halloween che potrà più farci paura o trovarci impreparati&#8230;</p>
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		<title>Chocolate cupcake</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 22:26:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni anno preparavo una bella torta al cioccolato per il compleanno di uno dei ragazzi dell’ufficio dove lavoro, ma da alcuni mesi ha scoperto di avere un problema di salute a causa del quale non può più assumere zuccheri di nessun tipo, per cui portare una torta sarebbe stato decisamente improprio. Ma anche arrivare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7294.jpg" rel="lightbox[1427]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1429" title="CIMG7294" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7294-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ogni anno preparavo una bella torta al cioccolato per il compleanno di uno dei ragazzi dell’ufficio dove lavoro, ma da alcuni mesi ha scoperto di avere un problema di salute a causa del quale non può più assumere zuccheri di nessun tipo, per cui portare una torta sarebbe stato decisamente improprio. Ma anche arrivare a mani vuote sarebbe stato poco carino, e allora come risolvere? Mi è bastato scartabellare un po’ tra i miei libri di knitting, e in breve ho trovato la soluzione ideale: chocolate cupcake with cherry on top!<br />
Il libricino sul quale l’ho trovato è “<a href="http://www.amazon.com/reader/ASIN/1844483614#reader_1844483614" target="_blank">Knitted cakes</a>” di Susan Penny, un volumetto delizioso che raccoglie schemi di dolci, muffin e fette di torta così realistici e perfetti da sembrare pronti da gustare insieme a una bella tazza di tè. Ho scelto il pattern del cupcake perché mi piaceva molto, ed è stato molto semplice e divertente da realizzare. Ho lavorato con ferri di 4mm e lana beige per il lato del contenitore, che si lavora steso a punto coste 1/1 aumentando un totale di 5 maglie dall’inizio fino su al bordo. La base si lavora montando 10 maglie e aumentando fino ad avere 18 maglie e poi diminuendo di nuovo fino a 10. Una volta fatto e chiuso il contenitore con l’ago da lana a punto tappezzeria, ho montato 40 maglie con ferri di 3,5mm e lana nocciola per la parte inferiore del cake, lavorando 4 ferri a maglia rasata, per passare poi al color cioccolato. Da qui in avanti si lavora a legaccio scalando via via le maglie per ottenere la forma a cupola, fino a rimanere con 24 maglie da chiudere passando il filo attraverso i punti e stringendole a cerchio per unire i due lati del dolcetto. Da qui, con lo stesso filo, si procede alla cucitura del muffin e lo si imbottisce di ovatta formando una cupola tondeggiante, e si attacca il dolcetto al suo contenitore continuando a imbottire la base e chiudere il bordo fino a completarlo del tutto. A parte ho fatto la ciliegia, lavorata con lana rossa e ferri di 4mm aumentando a mano a mano le maglie da 4 a 8 a 16 e chiudendole infine sul ferro una ad una. Quindi ho passato la lana con l’ago tutto intorno al bordo del piccolo triangolo per raccogliere le maglie e le ho unite tirando il filo, per dare al tutto una forma tondeggiante e cava. Ho imbottito leggermente la ciliegia con lana rossa, in modo da evitare il rischio che il bianco dell’ovatta potesse intravedersi tra le maglie, e sempre con il filo rosso l’ho attaccata in cima al dolcetto, cercando di dare al muffin una bella forma rotondeggiante e soffice. A questo punto il lavoro poteva considerarsi finito, ma mi è venuta voglia di abbellire un po’ questo dolcino così semplice con un dettaglio più particolare. Ho tirato fuori i miei barattolini di paillettes scegliendo quelle lucide marroni e ne ho cucite un po’ sparse qua e là sulla parte color cioccolato, creando piccoli punti luccicanti come cristalli di zucchero sulla cupola morbida, ottenendo un effetto decisamente piacevole. Poi, visto che si trattava comunque di un compleanno, ho legato un nastrino di raso giallo oro intorno al dolcetto, l’ho infilato in una bustina trasparente da biscotti, ci ho messo un bel fiocco in cima, et voilà, il mio regalo era pronto.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7296.jpg" rel="lightbox[1427]"><img class="alignnone size-medium wp-image-1430" title="CIMG7296" src="http://www.ilmondodisally.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG7296-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Niente zuccheri, niente colesterolo, niente eccesso di calorie, solo un dolcetto morbido e soffice di un esatto color cioccolato fondente. Un piccolo regalo che è stato molto gradito in effetti, con mia grande soddisfazione. In fondo, basta saper guardare con un po’ più di attenzione per trovare un po’ di dolcezza anche là dove non c’è un solo grammo di zucchero.</p>
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