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Pasquaniglio

7 aprile, 2012 in Knitting. Commenti: 2

Il nome me lo sono inventato io, ma il pattern è un altro dei progetti incredibili di Alan Dart, il mio designer preferito tra quelli che creano piccoli animali. Questa buffa creatura fa parte della “Duckling Easter Parade”, pubblicato su Simply Knitting 65 di Aprile 2010 ma che adesso è acquistabile direttamente dal sito di Alan. Si tratta di un progetto pubblicato dalla più famosa rivista di maglia inglese in occasione delle Festività di Pasqua, dedicato a chi vuole decorare la tavola – o qualunque altra parte della casa – con piccole creature a tema in questa particolare occasione. Ovviamente Alan ha una creatività tutta speciale, così ha proposto alle sue lettrici una parata di paperelle in maschera che mi sono sembrate irresistibili fin dal primo momento che le ho viste.

I vari pattern (dei quali non si possono divulgare i dettagli in quanto proprietà dell’autore) prevedono uno schema di base per costruire il corpo e la testa della papera, e si differenziano poi ognuno per le decorazioni degli stravaganti cappellini, tutti in perfetto english style. La mia preferita è stata fin da subito la papera con in testa il cappello con le orecchie da coniglietto pasquale, di un’ironia deliziosa, e da quella ho cominciato ad approcciare questo progetto. Grazie alle spiegazioni dettagliate di Alan il lavoro scivola via velocemente e senza difficoltà, e il fatto di lavorare sui ferri dritti (di 3,75mm) facilita ancora di più le cose. Si comincia montando poche maglie per la coda e si prosegue aumentando regolarmente per creare il corpo tondeggiante, fino a diminuire di nuovo per chiudere i punti sul petto. Una volta finito si imbottisce con l’ovatta e si procede a cucire insieme i due lembi della parte superiore del corpo fino in fondo alla coda.

La testa si inizia dalla parte posteriore e si lavora creando una forma tondeggiante che si racchiude sul davanti, dove si cambia colore di lana da giallo a arancione e si prosegue facendo il becco. Anche qui, si imbottisce e si cuce sulla parte di sotto, poi si cuce la testa alla parte superiore del corpo e il gioco è fatto. Per le zampe, si lavorano due strisce sagomate a trapezio con lana arancione, si piegano e si chiudono ai lati lasciando all’interno solo pochi fili di lana dello stesso colore per dare un lieve spessore, e si fissano sotto al corpo con pochi punti. Le ali sono di nuovo gialle, sagomate da aumenti e calati che creano una forma triangolare doppia da imbottire con poca ovatta, e si fissano poi ai lati del corpo facendo attenzione a sistemare la parte più a punta rivolta verso la coda. Questa è la base per tutte le papere.

Per il mio Pasquaniglio (Bunny Balaclava), ho fatto poi un cappuccio in lana rosa cominciando dal bordo più largo e diminuendo regolarmente le maglie fino a rimanere con pochi punti, da chiudere passandoci il filo dentro. Una volta cuciti insieme i due lembi sotto al cappuccio, l’ho infilato sulla testa della paperella e l’ho fermato con punti invisibili tutto intorno, in modo che non potesse più muoversi. Le orecchie sono striscine rettangolari di poche maglie tirate su a maglia rasata fino alla lunghezza necessaria, poi chiuse, cucite lungo il bordo lungo a formare un tubolare e fissate sopra al cappuccio più o meno ai lati della testa. Due piccole strisce rosa servono da sottogola e da pendenti del nodo, entrambe da cucire sotto al collo della papera-coniglio. Non resta che ricamare gli occhi con un poco di filo nero, e il Pasquaniglio è pronto.

Basterà anche da solo a decorare in maniera perfetta la tavola di Pasqua, ma se sarà messo insieme a qualche altra semplice creazione come piccoli muffin, dolcetti glassati o ciambelline colorate, riuscirà a regalare un’atmosfera unica e incredibilmente festosa a qualunque casa.

Il Pasquaniglio è venuto così simpatico che la sua presenza è ormai irrinunciabile sul nostro tavolo da colazione in qualunque stagione, e la sua buffa espressione ci fa cominciare ogni mattina col sorriso. Per questa ragione, non ho resistito a realizzare anche una seconda paperella, Pasqualina (Fried Egg Fascinator nel progetto originale), che con il suo cappellino-uovo très chic messo sulle ventitré adesso rallegra la casa francese dei nostri più cari amici. Perché le cose buone migliorano, quando sono condivise.

Per chi ama la tradizione classica poi, da non perdere sono le bellissime uova decorate di Julie, la knitter inglese che crea i coniglietti di lana più belli del mondo, dei quali purtroppo il pattern non è disponibile. Ma quello delle uova invece è pubblicato sul suo blog, ed è anche gratis. Semplici e gioiose, se ne possono fare a volontà sbizzarrendo la fantasia nella decorazione e nella combinazione di colori e motivi, per un risultato sempre eccellente che si ottiene con il minimo sforzo e la massima soddisfazione.

Buona Pasqua.

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Il mio knitted Totoro

20 febbraio, 2012 in Knitting. Commenti: 3

Chiunque si ritenga un vero appassionato del mondo dei cartoni animati, prima o poi si imbatte inevitabilmente in uno dei film più incantevoli che possa capitare di vedere, Il mio vicino Totoro, scritto e diretto dal pluripremiato creatore giapponese Hayao Miyazaki. Uno che di lavoro inventa mondi fantastici da quarant’anni, e lo fa con un’arte rara e bellissima. Il creatore di Lupin III, per dire un titolo, e di Anna dai capelli rossi. Quello che ha scritto l’indimenticabile versione animata della storia di Heidi. E che ha narrato con incredibile poesia le avventure del Castello errante di Howl, de La città incantata (vincitore del Premio Oscar) e della meravigliosa Principessa Mononoke. Insomma, Miyazaki è uno che negli ultimi decenni ha disegnato parte dell’immaginario di milioni di bambini da oriente a occidente, e ci ha messo dentro creature mitologiche, foreste magiche e protagonisti unici. Tra questi c’è certamente Totoro, un buffo spirito della natura grosso come un gigante, peloso come un orsacchiotto e pigro come un gattone, che si prenderà cura di proteggere le sorelline Satsuki e Mei, trasferitesi col padre dalla città di Tokyo alla campagna per stare accanto alla madre ricoverata in un vicino ospedale.

La storia delle avventure di Totoro e delle due sorelline ha una linea essenziale, ma nella semplicità della trama brillano i valori importanti di Miyazaki, l’amore familiare, la generosità, la purezza dell’animo infantile e il rispetto per la Natura, essere straordinario imprescindibile e sempre presente con la sua forza e la sua energia benefica.


Un racconto piacevolissimo da ascoltare e anche molto divertente da seguire, grazie alla simpatia di Totoro e dei suoi amici spiriti come i Nerini del buio e il Gattobus.


Ma più di tutto, incanta il meraviglioso disegno di Miyazaki, che con tratti straordinariamente poetici crea una Natura spettacolare dalle infinite sfumature di colore, calda e viva, misteriosa e potente, accogliente e bellissima.

Il mio vicino Totoro è davvero uno dei film a disegni animati più belli in circolazione, amato da grandi e piccini e ispiratore di moltissimi disegnatori di film e fumetti, non ultimo il mitico John Lasseter, guru della Pixar, che ha voluto mostrare la sua grande ammirazione per l’arte di Miyazaki inserendo un pupazzo di Totoro tra i giocattoli della piccola Bonnie nell’ultimo bellissimo episodio di Toy Story 3.

Per tutti questi motivi, e soprattutto perché adoro questo gigante grassoccio e tranquillo, non appena ho scoperto nel grande mare di Ravelry l’esistenza di un Totoro versione knitted ho deciso che avrei provato a realizzarlo. Il progetto originale è nato con uno scopo molto particolare, assai diverso da quello che era nelle mie intenzioni. La creatrice infatti ne ha fatto un simpatico e originale copri-rotolo di carta igienica con la base a crochet rifinito con la tecnica del felting. Di fatto però il suo effetto finale era esattamente quello che desideravo ottenere, quindi con poche semplici modifiche sono riuscita a farne un più classico giocattolo adatto a fare compagnia agli altri nostri personaggi di Toy Story.

La vera difficoltà non è stata nell’adattare il pattern, ma nel seguirlo. Questo è stato uno dei pattern più vaghi e imprecisi che mi sia capitato di leggere, con poche linee di istruzioni scritte per l’inizio del lavoro, seguite da uno schema semplice solo fino a poco oltre la metà e piuttosto confuso nei giri delle diminuzioni per la parte alta della testa. Il fatto di lavorare con ferri dritti di 5mm e lana grossa mi ha certamente facilitato le cose e alla fine sono venuta in qualche modo a capo di tutto, riuscendo a seguire le vaghe indicazioni dello schema anche nei giri finali che sono i meno chiari. Alla chiusura totale delle maglie mi sono accorta con sollievo che avevo effettivamente ottenuto un corpo circolare e grassottello con una bella pancia tonda, terminante in due orecchie lunghe e dritte molto somiglianti a quelle del vero Totoro.

Il Totoro versione copri-rotolo prevedeva, per ovvi motivi, una base apribile realizzata all’uncinetto e fissata con pochi punti sul lato posteriore del pupazzo, ma visto che la mia esigenza era completamente diversa ho proceduto in maniera differente, anche perché in linea generale non mi piace mescolare crochet e tricot. Ho messo su poche maglie sugli stessi ferri di 5mm e ho continuato a fare aumenti regolari lavorando in tondo fino ad ottenere un cerchio di lana di circa 22cm di diametro. Quindi, una volta chiuso e imbottito il corpo di Totoro, ho cucito la base al fondo a punto tappezzeria invisibile, e il più era fatto. Il resto è stato facilissimo, due zampette uguali con la parte finale a punta e leggermente imbottite da applicare sui fianchi del corpo paffuto, e una grossa coda, anche questa a punta, da fissare a punti invisibili sul lato posteriore basso del Totoro.

A completare il lavoro, ho aggiunto le parti ricamate del muso e della pancia realizzate a punto a maglia. Nello specifico, tre piccole onde di lana grigia sul davanti, e poi il naso nero e la minuscola bocca triangolare (minuscola quando è chiusa, perché quando si apre è enorme e piena di dentoni squadrati…).

Quindi ho ritagliato due cerchietti di panno bianco di circa 2cm di diametro e li ho cuciti sul muso con del filo nero, in modo che la lana usata per fissarli riuscisse anche a formare la pupilla centrale dell’occhio. Il risultato è uno sguardo buffo e un po’ stranito che secondo me si avvicina notevolmente a quello – adorabile – del vero Totoro.

Il mio knitted Totoro è alto circa 28cm su una base di 22, ed è veramente simpatico. Ha una sua certa personalità e un carattere spiccato, e pare proprio che si sia trovato subito molto bene nella nostra casa, soprattutto nelle aree più verdi.

Mi sento piuttosto soddisfatta del risultato ottenuto con questo progetto, e sono molto contenta di averlo realizzato. Il lavoro è stato semplice e divertente dopo tutto, e ora avere un Totoro tutto nostro mi fa sentire bene. Credo che tutti dovrebbero avere uno spirito della Natura a proteggere la loro casa.

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Sun Bear

13 febbraio, 2011 in Knitting. Commenti: 6

A volte non è la volontà che manca, ma l’occasione. Si farebbero molte più cose se solo ci capitasse l’occasione giusta, cose buone intendo, per questo ogni volta che se ne incontra una è importante non lasciarsela sfuggire. Io adoro gli animali, tutti, ma diciamocelo, non avrei proprio saputo da che parte cominciare per provare a dare il mio piccolissimo contributo a chi ha scelto di dedicare il suo tempo e le sue energie ad aiutare a preservare i meravigliosi Bornean Sun Bears, i piccoli Orsi del Sole dell’Asia, in pericolo, come al solito, a causa della scelleratezza del comportamento umano.
Poi ho trovato il post sul blog di A knitting bear, ed ecco che la mia occasione mi è venuta incontro sorridendo. Non avrei mai potuto ignorarla è ovvio, le buone occasioni e il tempo sono le uniche cose che non bisogna mai sprecare.
Ho fatto la mia piccola donazione all’Ursa Freedom Project secondo le gentilissime istruzioni ricevute via e-mail, e non solo ho avuto l’opportunità di lasciar cadere la mia goccia in quello che spero sia un mare di solidarietà che circonda queste creature bellissime, ma ho addirittura ricevuto in cambio un dono. Un piccolo regalo speciale, confezionato in un pacchettino e accompagnato da un biglietto di ringraziamenti così delizioso che parlava da solo per la passione e la generosità di A Knitting Bear nei confronti di questi orsi.

Un orsetto bellissimo, lavorato alla perfezione in ogni minimo dettaglio, somigliante in maniera incredibile ad un vero Sun Bear e ugualmente adorabile. La lana è soffice, l’imbottitura morbida ed elastica, le cuciture – ma ci sono..? – praticamente invisibili, ma la cosa più bella è il muso, con gli occhietti lucidi e l’espressione simpatica e furbetta tipica di tutti i cuccioli, che ti fa venire quella voglia immediata di abbracciarli. Una meraviglia.


L’ho messo subito insieme ai nostri amici della colazione, ed è stato amore a prima vista anche per loro.

Conserverò questa piccola creatura con grandissima cura, con la speranza che ci sia sempre qualcuno tanto generoso da dedicare il proprio tempo a prendersi quotidianamente cura dei veri piccoli Sun Bears in difficoltà.

Grazie ancora ad Annalisa, per la deliziosa creazione così generosamente donata e per avermi offerto l’occasione preziosa di poter fare una piccola cosa buona.

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Mrs Claus

24 dicembre, 2010 in Knitting. Commenti: 6

Gliel’avevo promessa in fondo, ed era proprio ora di mantenere la mia parola.
Lo scorso dicembre avevo realizzato il mio Santa prendendo il pattern dal libricino di Natale di Jean Greenhowe, e dopo averlo finito avevo deciso che avrei realizzato sicuramente anche la sua simpaticissima moglie, una vecchina deliziosa da non confondere assolutamente con la Befana – è chiaro!
Ma poi, passato il periodo del Natale, ho spostato la mia attenzione su altri progetti che ho continuato a scoprire ogni giorno in quello scrigno preziosissimo che è Ravelry, e senza rendermene conto i mesi sono passati e Mrs Claus è rimasta arrotolata nei miei gomitoli, mentre Santa è rimasto solo soletto ad aspettarla pazientemente. Il tempo però è una ruota che gira, si sa, ed inevitabilmente il periodo del Natale è tornato, e con lui il desiderio di mantenere finalmente la mia promessa. Così ho riaperto il mio solito libricino natalizio, scelto le lane dalle scatole dei colori, tirato fuori i miei ferri di bamboo di 3,75mm e dato inizio al mio nuovo progetto con grande entusiasmo.

Il corpo di Mrs Claus è fatto con lo stessa tecnica di quello di Santa, cambiano solo i colori di base. Una volta fatti i piedi rossi e le gambe bianche, si uniscono le parti e si procede con la lana bianca per il corpo salendo su fino al collo, quindi si passa al rosa chiaro per la testa. A parte si fanno le braccia e poi, una volta cucite e imbottite le varie parti, si attaccano le braccia ai lati delle spalle rifinendole con un bordo a legaccio verde intorno ai polsi. Un bordo simile ma più lungo e bianco si fa per rifinire la parte finale delle caviglie, e si attacca poi subito sopra allo stivalino rosso con punti nascosti, facendo in modo di incresparlo per creare l’effetto di un piccolo pizzo sfizioso. Per la gonna si utilizzano due diverse sfumature di verde, alternandole ogni due giri di maglia rasata dopo alcuni giri iniziali di legaccio in lana bianca, e si scalano la metà delle maglie in un unico giro all’altezza della vita per ottenere un effetto increspato. Dopo aver chiuso la gonna lungo il bordo posteriore e averla fermata tutto intorno alla vita della bambola si passa a fare le tasche a forma di cuore, che sono doppie e unite insieme lungo il bordo esterno, e applicate poi sul davanti della gonna con piccoli punti. Quindi si passa a fare lo scialle rosso, che è tutto a punto legaccio, partendo dalla punta e aumentando una maglia per lato ad ogni giro fino alla larghezza finale desiderata.

L’ultimo elemento importante della costruzione di questa simpatica vecchina è la capigliatura, che è fatta con lana bianca un po’ spessa e ferri di 5mm. Si comincia con una fascia rettangolare a maglia rasata della quale il rovescio verrà poi utilizzato come lato a vista, per avere un effetto ondulato somigliante ai capelli. Una volta fatta la fascia si raccolgono maglie alterne su uno dei lati lunghi, e si procede a fare una nuova piccola fascetta più stretta che diventerà lo chignon, da chiudere sul lato e imbottire una volta finito. Dopo aver completato la calottina dei capelli si procede a cucirla sopra la testa, delimitando con il bordo bianco e soffice il giro esterno del volto di Mrs Claus, e si ricamano i dettagli degli occhi neri e della bocca rossa dopo aver cucito il naso riempito con un filo di lana rosa al centro del viso con pochi punti. Quindi si fa un cordoncino trillato verde da girare intorno alla base dello chignon e fermare con un fiocchetto, e lo stesso si fa con un cordoncino giallo da legare intorno al collo come rifinitura del vestito.

Resta solo da fare la piccola decorazione dell’agrifoglio da sistemare sopra alla testa, fatta esattamente come quella di Santa: tre foglie verdi e tre bacche rosse da cucire alla base delle foglie, appuntate poi con piccoli punti su un lato dello chignon imbottito.
Ed ecco qua, la mia Mrs Claus è pronta. Mi piace com’è venuta, e mi piace ancora di più vederla lì accanto a Santa sotto l’albero, tra luci e lustrini di palline e fili d’argento. Adesso il Natale sarà più lieve anche per l’indaffarato Santa, come tutto quello che è condiviso.

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Santa Lucia

21 dicembre, 2010 in Knitting. Commenti: 6

La leggenda dice che, nel giorno più corto che ci sia, Santa Lucia arriva portando con sé la luce per illuminare la notte più buia dell’anno e scacciare la paura dell’inverno. Ogni paese ha la sua tradizione in proposito, dove si preferiscono i giocattoli dove i dolcetti, da noi abbiamo optato per le candele. Così ogni anno io e mia mamma ci scambiamo un piccolo simbolo di luce come buon augurio per i lunghi mesi che verranno, che di solito è una candelina, o un portacandele o simili. Ma quando ho visto questo progetto sul libro “Irresistible gifts to knit” di Alan Dart ho capito che non ci poteva essere dono migliore di questo per la nostra personale tradizione.

Il pattern è descritto in maniera perfetta come al solito, ed è semplice nonostante sia composto di diverse parti. La dimensione finale di Lucia non è molto grande, 18 cm circa, e per ottenerla ho usato lana fine e ferri di 3,75mm. Il corpo è lavorato tutto insieme, si comincia dai piedi montandoli separatamente e, dopo aver lavorato le due gambe, si uniscono le maglie all’altezza del cavallo e si procede in un pezzo unico a maglia rasata. All’altezza della vita si cambia filato e si fanno alcuni giri con il rosso, per tornare poi alla lana bianca per il busto e il collo, dove si fanno i calati necessari e si chiudono poi le maglie rimanenti. Una volta staccato il lavoro si cominciano a cucire insieme le parti e a imbottirle via via che si procede. A parte si fanno le braccia, da fissare poi all’altezza delle spalle, e la lunga gonna, che si comincia dal fondo con alcuni giri a legaccio e si prosegue fino alla vita dove si calano buona parte delle maglie in un unico giro per creare l’effetto increspato. Una volta uniti i bordi sul dietro della gonna, si procede a fissarla intorno alla vita con punti nascosti, proprio al di sotto della fascia rossa. A parte si fanno i due nastri rossi a legaccio che poi si fermano con pochi punti sul davanti della gonna a formare i pendenti della cintura rossa tradizionale.

Per la testa ho usato un rosa carne chiarissimo, e una volta fatta e riempita di ovatta l’ho cucita al collo con punti nascosti. A questo punto restavano da fare solo i dettagli del viso, compresi gli occhi e il naso da cucire a parte, e i capelli, per i quali ho utilizzato fili di lana gialla fissati con l’ago al centro della testa e poi fatti ricadere ai due lati del viso e tagliati all’altezza della vita. Infine sono passata a fare i dettagli che sono fondamentali per Lucia, cioè la corona di luce e la candela che porta in mano. Per la corona ho realizzato un anello a legaccio di lana verde intenso chiuso su se stesso dove vengono infilate le candele, per fare le quali ho usato dei classici bastoncini pulisci pipa. Li ho ripiegati a metà e rivestiti con molti giri stretti di lana bianca, lasciando spuntare sul lato alto un anello di filo di lana gialla a rappresentare la fiammella. Dopo averne fatte 5 di aspetto e dimensioni uguali le ho incastrate nei trafori delle maglie della corona, in modo che restassero dritte e ferme, e ho posato la corona così composta intorno alla fronte di Lucia in modo che restasse infilata bene sulla testa senza scivolare giù. Per realizzare la candela che porta in mano ho usato la stessa tecnica di quelle della corona, ma intorno alla base ho fatto un piccolo cerchietto di lana verde a creare l’effetto del portacandele, che poi ho cucito con pochi punti tra le mani unite della bambina.

Il risultato mi è sembrato buono alla fine, e soprattutto a mia mamma la sorpresa di questa Lucia fatta a mano è piaciuta moltissimo. In fondo, anche delle candele di lana possono fare molta luce, se vengono donate con amore.

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