Coco-coniglietta

E’ che a volte le cose ti parlano, le senti chiaramente, e alla fine non puoi fare altro che ascoltarle. E’ successo così anche con questo progetto. Appena l’ho visto, la prima cosa che ho pensato è stata: questa la devo fare per Serena. Ero perfettamente consapevole che avevo già moltissimi progetti in ballo, tra cui 2 scialli da cominciare, diversi animali da completare e i miei ultimi diari di viaggio da rivedere, quindi la cosa più semplice da fare sarebbe stata rimandare il tutto a tempi più propizi e meno fitti di impegni. Ma ogni volta che tornavo su Ravelry, questo pattern continuava a chiamarmi con la sua dolcezza e a sfidarmi con la sua complessità, e avevo già capito come sarebbe andata a finire. Dopo qualche misero tentativo di resistere al suo richiamo, ho lasciato perdere quello che mi suggeriva la ragione per seguire il mio istinto, e ho contattato la designer spagnola che ha creato questo progetto, la gentilissima Loly Fuertes di HandMadeAwards per acquistare le istruzioni da ricevere in PDF via e-mail. Dopo neppure 10 minuti che lo avevo stampato ero già lì che lo studiavo cercando di capire come era strutturato, che punti utilizzava, da dove cominciava a realizzare le varie parti e se prevedeva tecniche nuove che potevano essere particolarmente interessanti, mentre la solita piccola frenesia di quando devo cominciare un nuovo progetto già mi solleticava le dita.

Ho scelto le lane dalle mie scatole di gomitoli con grande cura, operazione che mi piace sempre moltissimo, e visto che in questo caso i colori non rappresentavano un problema particolare mi sono concentrata soprattutto sul filato, che doveva essere morbido e soffice ma anche compatto per evitare il rischio che una volta lavorato lasciasse intravedere l’ovatta dell’imbottitura interna. Una volta decisi i filati e i ferri (3mm per il corpo e 2,5 mm per gli abiti) ho cominciato a lavorare con la lana grigia le gambe della coniglietta, come consigliato dal pattern. Le istruzioni sono tradotte dallo spagnolo e risultano un po’ diverse da quelle dei designer di madrelingua inglese, ma mi sono abituata in fretta al linguaggio tecnico di Loly e non ho avuto problemi a seguire le varie fasi della lavorazione. Avrei solo preferito trovare maggiori dettagli sulle fasi della cucitura delle diverse parti, tanto per essere sicura di procedere nella maniera giusta, ma alla fine ce l’ho fatta anche da sola nonostante le indicazioni generiche.

Una volta fatti i piedi tondeggianti e le gambe, in cui la lavorazione è diversa per il lato destro e quello sinistro, ho realizzato le due braccia identiche e poi il corpo con l’apertura al centro dietro, per terminare con la testa ovale e le lunghe orecchie cucite doppie sul bordo del lato interno e piegate in mezzo alla base. Assemblare il corpo è stato più semplice del previsto, e il risultato finale è stato decisamente incoraggiante.

Il vestito è stato il pezzo successivo, si lavorano il davanti e il dietro separatamente e poi si cuciono insieme sulle spalle e sui fianchi. Il giacchino è stato più complicato, con il dietro intero, un davanti destro e uno sinistro e le maniche dal taglio raglan. La parte più difficoltosa, una volta cuciti insieme i vari pezzi, sono le rifiniture in lana nera, con il collo, i polsini, le tasche e il profilo dei bordi da lavorare a parte e applicare a punti nascosti sul piccolo indumento – un lavoro certosino che non presenta particolari difficoltà tranne per il fatto che tutto deve essere realizzato con minuziosa precisione per ottenere un effetto finale pulito e accurato.

Fare le culottes – che nel progetto originale erano azzurre ma che secondo me non potevano che essere rosa per questa coniglietta – e la borsetta rossa con le CC ricamate è stato assolutamente divertente e anche semplice, e mi ha dato quella soddisfazione speciale che si ricava dalla riuscita di quei piccoli dettagli che riescono a rendere davvero perfetto un progetto complesso.

Una volta fatto indossare il vestito alla coniglietta, ho finalmente ricamato anche il suo musino, un’operazione che generalmente lascio per ultima quando realizzo i miei animali, e che ha dato definitivamente vita a questa deliziosa e scicchissima creatura.

Alla fine restavano solo da sistemare le catene dorate e le perle intorno al collo, per un effetto finale Chanel-style che era proprio quello che aveva attirato la mia attenzione fin dall’inizio e che ha fatto scattare la molla del mio desiderio di realizzare questo progetto.

Le perle ce le avevo in una delle mie scatoline di cianfrusaglie miste, messe lì un po’ alla rinfusa che però conservo perché non-si-sa-mai-un-giorno-potrebbero-servire, e che infatti si sono rivelate perfette. Per le catene è stato meno semplice perché non avevo nulla di simile in casa, e quel che è peggio non avevo neppure idea di dove andarle a cercare. In merceria hanno catenelle molto più sottili, mentre nei negozi per il Fai-da-te hanno cose molto più grossolane e pesanti. Mi ha salvato una ferramenta molto fornita della zona che aveva queste piccole catenelle dorate a maglie larghe lunghe solo 25cm, di quelle che servono per fermare la corsa di certi sportelli di ribaltine quando si aprono, e che però hanno ai due lati un fermo con due fori che permette di avvitarle al legno dello sportello da un lato e a quello del mobile dall’altro. Quando ho spiegato che mi servivano solo le catenelle senza nessun fermo il negoziante mi ha chiesto come avrei fatto poi ad avvitarle al mobile, e a quel punto ho dovuto spiegargli a quale scopo mi sarebbero servite in realtà… Lui non si è scomposto più di tanto, ha solo sorriso e, benché un po’ dispiaciuto, ha tolto via i 4 finali con una tronchese, in modo da rendere le catenelle adatte al loro utilizzo speciale. Al posto dei fermi ho passato un nastrino sottile di raso bianco e ho legato le catene al collo della coniglietta con un piccolo fiocco. Et voilà, Coco era pronta, dopo neanche troppi giorni di lavoro e un po’ di semplice ingegno.

Sono molto soddisfatta di come è venuta alla fine, e sono contenta di aver dato retta al mio istinto e aver lasciato perdere tutto il resto per dedicarmi a questo progetto. Era molto importante per me che questa coniglietta venisse perfetta perché, come Violetta, era destinata ad una persona molto molto speciale che sa riconoscere la vera classe a colpo d’occhio, e non avrei mai voluto deluderla. Ci tenevo soprattutto che avesse quell’aria francese e très chic che un abito Chanel è capace di dare a qualunque donna – perfino a una con i piedi paffuti e le orecchie lunghe – e direi che Mademoiselle Coco ha dimostrato la grandezza del suo talento anche in questa occasione.

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