Domenica 13 maggio 2012: Guimaraes – Penha – Aveiro

Dopo una notte di riposo e un’ottima colazione salutiamo Braga e ci spostiamo nella vicina Guimaraes, una piccola cittadina del Minho di fondamentale importanza nella storia del Portogallo. Il suo centro storico fa parte del Patrimonio dell’UNESCO, e per il 2012 e’ stata addirittura dichiarata capitale europea della cultura. Poco fuori città, sulla collina dove sorge il Castello medievale, nel XII secolo avvennero le battaglie che dettero inizio all’indipendenza di queste terre sia dalla Castiglia-Leon che dai mori, e che portarono alla nascita del primo vero nucleo del regno indipendente del Portogallo, il che la rende particolarmente cara ai portoghesi. In meno di mezz’ora la raggiungiamo, e dopo aver lasciato l’auto ci incamminiamo alla sua scoperta. La prima chiesa che visitiamo è davvero particolare, si tratta di Nossa Senhora da Consolaçao e Santos Passos, una bella chiesa barocca posta subito fuori dal centro storico della città. La facciata tondeggiante, fiancheggiata da due torri appuntite, è in pietra e intonaco ed è completata da una bella scalinata che, a giudicare dal tappeto di petali di rose sparsi a terra, oggi deve aver fatto da degno piedistallo a una nuova coppia di sposi. La facciata neo-barocca è molto elegante, ma notevoli sono anche i giardini di aiuole e siepi fiorite che si srotolano di fronte alla chiesa, regalandole un’ambientazione quasi fiabesca. Anche l’interno è molto bello, a navata unica lunga e stretta e arricchito da altari dorati e statue, e presenta un particolarissimo motivo disegnato con una scala e degli attrezzi da lavoro negli azulejos blu scuri della zona dell’ingresso.

Dalla chiesa ci inoltriamo verso il centro storico, poco distante e davvero bellissimo. Bastano pochi minuti di passeggiata per renderci conto di essere in un luogo speciale, come non se ne incontrano molti. La piazza principale, sulla quale si trova la Cattedrale con la sua specialissima edicola gotica, è uno spazio armonico su cui si affacciano palazzi antichi, locali caratteristici, porticati e perfino una Pousada ricavata da una vecchia Collegiata. Tutto intorno alla piazza si diramano piccole viette in pietra di grande fascino che costeggiano edifici storici perfettamente mantenuti e si riaprono via via in nuove, deliziose piazzette. Sembra di camminare nel bel mezzo del set di un film, tanto tutto è perfetto, curato e sistemato nel posto giusto. C’è il sole e fa caldo, ma non c’è ancora troppa gente nonostante sia domenica, e passeggiare nell’atmosfera calma e rilassante di queste bellissime vie è un piacere che accade di gustare raramente.

Uno dei Palazzi più importanti della città è il Paço dos Duques de Bragança, costruito ai primi del XV secolo su ispirazione dei grandi palazzi gotico Normanni. Voluto dal primo Duca di Bragança Dom Alfonso de Barcelos, padre del futuro re Don Joao I, il Palazzo Ducale perfettamente restaurato si erge imponente come una fortezza, e inaspettato come un impermeabile al mare. Tetti a punta in ardesia, colonnati, e una incredibile quantità di alti comignoli cilindrici di mattoni rossi lasciano sorpresi per l’originalità dello stile, una tipica struttura francese con tanto di materiali dai colori cupi e dalle forme nordiche per un palazzo signorile che doveva rappresentare la grandezza della radice della stirpe portoghese.

Assolutamente sorprendente, nella piccola cappella che si apre al piano superiore del colonnato interno del Palazzo troviamo un’installazione curiosa che lascia stupito chiunque entri: di fronte alle vetrate istoriate della cappella, decorata in legno scolpito, siede un enorme neonato, candido e paffuto, perfetto in ogni dettaglio, dalle pieghe delle manine alle guance tonde, dalla testa grossa ai piedini con le piccole dita cicciottelle. Solo che non è una statua, né un gesso o un pupazzo di cartapesta. Avvicinandosi un po’ si scopre che il bimbo gigante è fatto nientemeno che di filtri da sigaretta! Piccoli, bianchi, vicinissimi, una quantità incredibile di filtrini di spugna incollati insieme a formare questo straordinario super neonato perfetto in ogni minimo dettaglio. Non me l’aspettavo proprio, questo mega giocattolo fatto di un materiale di origine così familiare.

Il giro nel Palazzo Ducale è molto interessante. L’interno, che oggi si visita gratuitamente poiché è domenica, è ricco di arredi originali del XVII secolo, collezioni di armi antiche, porcellane cinesi, e alcune installazioni moderne con scritte al neon ed elementi meccanici mescolati agli arredi antichi. Ma soprattutto sono da notare i 4 enormi arazzi appesi nei saloni principali dell’edificio, nei quali vengono illustrati episodi chiave della guerra dell’esercito portoghese nelle terre nordafricane.

Sulla stessa collinetta fuori dal centro, detta Sagrada, si trova anche il secondo edificio storicamente importante di Guimaraes, il Castello. Costruito nel X secolo, è uno dei castelli più antichi e importanti del Portogallo in quanto qui nacque Alfonso I Henriques, primo re di questa nazione, e qui, nella piccola chiesetta ora in restauro, pare sia stato anche battezzato. Il castello è molto bello, un mastio fortificato con mura alte e possenti orlate di merli, diverse torri ancora intatte e camminamenti perimetrali dai quali si può godere di una vista privilegiata sulla città.

L’impatto esterno è notevole, ma anche l’interno, benché resti in piedi solo la struttura muraria, è molto interessante da visitare. Arrampicarsi fino in cima alle mura per godersi il panorama non è troppo faticoso, basta solo seguire una serie di scale che girano intorno ai camminamenti facendo attenzione a non cadere, visto che non ci sono barriere neppure nelle zone più alte. Ma la parte migliore è salire in cima alla torre grande, su per diverse rampe in pietra, e poi scalare un’ultima minuscola scalettina di legno, stretta e tanto ripida che sembra di arrampicarsi su un albero, sbucare da una porticina che somiglia a quella della casetta dei 7 nani, e uscire fuori, all’aria aperta, nel sole forte di questa giornata di primavera per godersi finalmente lo spettacolo del castello dall’alto. E di tutta la città, del Palazzo dei Duchi, della campagna del Minho, e di questa terra semplice e bellissima.

Dopo la visita al Castello torniamo verso il centro, e visto che si è fatto tardi e fa molto caldo decidiamo di fermarci sulla piazza principale a un piccolo bistrot, dove pranziamo all’aperto, al fresco di un ombrellone, con insalate miste e hamburger. Una sosta rinfrancante è proprio quello che ci serve, dopo tanto camminare.

Dal centro arriviamo facilmente in Praça Toural, una bella piazza grande con una fontana, dove si trova l’edificio antico sul quale è stata posta l’insegna che ricorda il luogo in cui ebbe origine questa nazione.

Sul lato opposto della piazza si trova la Pasteleria Clarinha, la più famosa pasticceria di Guimaraes indicata dalle nostre guide come la migliore della città, così decidiamo di verificare l’informazione acquistando per soli 3,50€ cinque paste enormi e profumate, che ci gustiamo al fresco degli alberi del giardino di fianco alla piazza prima di tornare verso il parcheggio. L’informazione delle guide era decisamente esatta, lo possiamo confermare con soddisfazione.

Dopo il giro dl centro storico raggiungiamo la base del Teleferico, una funivia di ovetti dondolanti appesi in alto sopra i boschi, e per 4,30€ a persona facciamo i biglietti per salire in vetta alla collina della Penha, dalla quale si può godere dello spettacolo panoramico sull’intera valle. La salita lenta e incerta dentro a quelle piccole bolle volanti mette un po’ di agitazione, ma vale la pena salire fino in cima per regalarsi la vista mozzafiato che si spalanca di fronte alla terrazza distesa ai piedi della chiesa che si trova sulla sommità della collina.

Quando ridiscendiamo giù prendiamo l’auto e ci dirigiamo verso Aveiro, dove abbiamo la prenotazione per le camere di stasera. E’ una delle tappe più lunghe che abbiamo in programma, circa 130 km prima in direzione Porto e poi giù verso sud, fino a questa piccola cittadina conosciuta anche come la Venezia del Portogallo. Approfittiamo delle autostrade per questo trasferimento, ora che abbiamo capito come funzionano e soprattutto dopo aver verificato che in questo tratto si ritira semplicemente il tagliando e si paga quanto dovuto al casello di uscita, alla maniera classica. Raggiungiamo Aveiro in circa un’ora, e scopriamo che l’hotel è in un bel palazzo liberty in posizione centralissima, molto comodo e con un parcheggio convenzionato proprio dall’altro lato della strada. Dopo aver sistemato le nostre cose usciamo alla scoperta di questo centro famoso per i suoi antichi canali, sui quali navigano coloratissime barche in legno dette Moliceiros dalla forma stretta e lunga somigliante a quella delle gondole, che un tempo erano utilizzate per il trasporto delle alghe e che oggi portano i turisti in giro per i canali fino alle saline.

Ma una delle bellezze di questa piccola cittadina è certamente la stazione ferroviaria, un gioiello appena fuori dal centro il cui edificio principale ha i muri esterni decorati da bellissimi Azulejos che riproducono grandi scene raffiguranti la storia della città.

Passeggiando in giro scopriamo che la stazione non è l’unico edificio a essere decorato in maniera minuziosa. Molte facciate di edifici pubblici, chiese o abitazioni eleganti presentano bellissime decorazioni di Azulejos in maiolica, sia geometriche che pittoriche, capaci di rendere ogni palazzo unico e di creare tutto intorno un’atmosfera d’incanto.

Ma l’elemento più interessante e particolare di questa piccola cittadina, oltre ai canali lucidi dove galleggiano queste strane barche coloratissime, sono le pavimentazioni delle vie, dei marciapiedi, delle piazze. Stupende decorazioni in pietra bianca e nera a soggetto marinaro ma anche geometrico abbelliscono ogni strada, ogni angolo, ogni passaggio, tatuando percorsi di simboli magici sulla pelle tesa e immobile della città.

Ceniamo in un piccolo ristorante vicino all’albergo, la Pensao Ferro, dove mangiamo zuppa di mare, una quantità esagerata di pesce alla griglia con patate e verdure e ottimi dolci in coppetta accompagnati da Vinho Verde per soli 75,00€ in 4. E per 2 caffè serviti al tavolo paghiamo solo 1,20€ – incredibile. Il cameriere e’ gentilissimo e il locale gradevole, e’ stata davvero una bella scoperta. Dopo cena facciamo un giretto in centro, ma nonostante sia domenica non c’e’ molto movimento, diversi locali e ristoranti chiudono proprio la domenica, così torniamo presto in albergo a riposare dopo le lunghe camminate di oggi.

Dopo la bellezza antica e fascinosa di Guimaraes è stato piacevole scoprire anche questo piccolo paese di canali, che magari con Venezia non ha davvero troppo a che fare, ma che regala angoli suggestivi che non dimenticheremo.

4 Comments

  1. Guimaraes ci è proprio rimasta nel cuore…. hanno scelto il simbolo giusto per rappresentarla! Incantevole! ;o)

    E la zuppa di pesce di Aveiro…chi se la può dimenticare??!! :o)))
    Un abbraccio a voi!

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