Fotocamere

E’ tempo di cambiarla, lo so, me ne rendo conto benissimo e anzi è già da un po’ che la cosa si è fatta evidente, la nostra vecchia macchina fotografica comincia a mostrare l’età rivelando una serie di carenze che rendono difficoltoso fare anche le foto più semplici, tanto che è diventato un azzardo avere solo lei come unico strumento cattura-ricordi durante i nostri viaggi. La vernice metallizzata è decisamente scolorita, il telaio è ammaccato e segnato in molti punti, l’otturatore a volte non si apre completamente e lascia un piccolo alone nero nell’angolo in basso a sinistra di ogni foto, almeno finché non ce ne accorgiamo e provvediamo a sbloccarlo a mano. Il laccetto laterale si è così consumato che abbiamo dovuto agganciarci una nuova tracolla per essere sicuri di non perderla, ma siccome l’anello di aggancio è molto piccolo, capita che anche il nuovo laccio si sfili facendo improvvisamente volare via la macchina come una saponetta bagnata. E potrei continuare. Il display è polveroso dall’interno, non ho idea di come sia stato possibile ma col tempo granelli di polvere e sabbia si sono infiltrati al di sotto dello schermo creando uno strano effetto neve nell’inquadratura, e continuare a strofinare per cercare di eliminarli è completamente inutile. Anche la qualità del contrasto del visore è diminuita, e ora quando capita di fare scatti in condizioni di luce intensa l’immagine sul display è così chiara che non si distinguono bene i dettagli, e non sempre si riesce a capire in maniera precisa se la composizione è giusta e l’esposizione corretta. In breve, è proprio venuto il momento di procurarci uno strumento più evoluto e decisamente più affidabile. Ci abbiamo studiato su per un po’ facendo ricerche e confronti, ascoltando pareri più o meno tecnici e valutando prezzi e prestazioni, e non è stato difficile scegliere, alla fine. Quello che volevamo era una buona fotocamera digitale che fosse tecnicamente superiore alla precedente ma che non presentasse gli inconvenienti tipici di una Reflex, cioè dimensione e peso notevoli, necessità di acquistare tutta una serie di obiettivi e accessori per completarne le prestazioni, e prezzo decisamente elevato. Insomma, questa. Una bridge di alto livello con caratteristiche tecniche decisamente valide, un grandangolo vero che finalmente mi permetterà di ritrarre le cattedrali per intero, uno zoom come dio comanda, una sensibilità in Pixel addirittura doppia rispetto a prima e uno stabilizzatore che verrà in prezioso aiuto della mia mano emozionata. Senza contare che il design mi piace parecchio, il peso è ideale, il formato molto maneggevole, le opzioni offerte dal menu innumerevoli, e il costo abbordabile. Perfetta, dunque. Eppure…
Eppure, nonostante l’entusiasmo per il nuovo acquisto e la voglia di mettere subito alla prova questo piccolo gioiello della tecnologia, sento inevitabilmente un fondo di tristezza al pensiero di abbandonare la mia vecchia macchinetta. Dal giorno in cui Luca me la regalò, ormai molti anni fa, l’ho portata con me dovunque ed è stata testimone di moltissimi momenti felici della nostra vita, che grazie a lei non andranno perduti. Ha colto l’allegria dei sorrisi durante le gite con la famiglia e gli amici, e la sorpresa dei regali scartati con emozione durante tanti natali e compleanni. Ha ritratto la primissima ora di vita dei nostri nipotini nelle loro culline di là dal vetro della nursery dell’ospedale, e poi li ha visti crescere e ridere e camminare. Ha visto fiumi scivolare lenti in mezzo alle grandi capitali europee, e gabbiani volare in alto sulle immense scogliere d’Irlanda. Ha riportato a casa le tombe mute dei poeti, e la gioia assoluta negli occhi delle bimbe a spasso per il magico mondo Disney. Ha ripreso le cattedrali più belle di Francia, le distese vuote e silenziose delle spiagge dello sbarco in Normandia, e le geometrie perfette dei giardini dei più famosi castelli d’Europa. Ha immortalato vecchi sogni che diventavano realtà davanti ai miei occhi, e i miei piedi bagnati dalle acque limpide di tutti i mari che abbiamo potuto raggiungere. Ha visto l’Africa da Gibilterra, così vicina che si poteva toccare, e i ricami di pietra straordinari dei palazzi arabi d’Andalusia. Ha dato il benvenuto al nuovo anno dalla vetta delle montagne più belle del mondo nell’aria tersa e gelida fuori dal rifugio alpino, e ha catturato l’incredibile meraviglia azzurra dei luoghi paradisiaci del nostro viaggio di nozze. Ha visto metropoli affollate di gente indaffarata e luoghi isolati e silenziosi come dipinti, ha scattato al calore infuocato delle spiagge estive e nella frescura ombrosa delle chiese, ha ritratto Madonne e giardini fioriti, torri medievali e tartarughe giganti, concerti di musica classica e gatti. Ma soprattutto, è stata la testimone immancabile di ogni piccolo progresso fatto dalla nostra casa, di tutte le risate fatte alle nostre prove con le sagome di cartone degli arredi, e poi dell’arrivo di ogni nuovo pezzo che diventava finalmente reale: un mobile, una lampada, una maniglia, una tenda. Attraverso il suo obiettivo ho raccolto ogni dettaglio che via via aggiungevamo, tanto che potrei ricostruire l’immagine della nostra casa rimettendo insieme tutte le foto come i pezzi di un grande puzzle. In questa funzione è stata certamente insostituibile, sempre pronta a rispondere quando ho avuto bisogno di lei per riprendere le cose più semplici che mi piace fotografare, che sia l’apparecchiatura con una nuova tovaglia cucita da mia mamma o un altro animaletto di lana finito, le nuove rose nel nostro giardino o la torta al cioccolato per l’ufficio, il letto vestito del suo nuovo copripiumone o le decorazioni di Natale messe su in salotto, il mio abito da sposa disteso sul letto o i miei libri finalmente sistemati al loro posto nella libreria. Migliaia di foto che ripercorrono i nostri momenti speciali, che poi sono quelli di tutti i giorni, in quella normalità quotidiana che troppo spesso si comprende preziosa solo nell’attimo in cui ci accade di perderla. Per questo la vecchia Casio resterà sempre speciale per me, e anche se stavolta non toccherà a lei il compito di cogliere per noi l’essenza della bellezza selvaggia delle lande scozzesi, so che lei ci sarà comunque, pronta a dare una mano come ha sempre fatto e a condividere con noi anche questa nuova avventura. Perché non avrei mai il cuore di partire e lasciarla a casa da sola, credo proprio che la nuova Nikon dovrà farsene una ragione.

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