Giovedì 17 : Stephansdome – Mozarthaus – Innere Stadt – Sacher Café

Poi sarà anche una mia fisima, ma lo sapevo che il 17 non porta mai nulla di buono, e anche stavolta questo numero sgradevole non si smentisce. Dopo una levataccia intorno alle 4 del mattino e un viaggio da incubo nel gelo e nel buio della FIPILI fino al piccolo aeroporto di Firenze Peretola, facciamo il check-in in prefetto orario e saliamo su un minuscolo aereo della Austrian Air aereo.jpg pronti al decollo per Vienna, una delle mete natalizie che sognavamo da un po’ di tempo. Insieme a noi ci sono sì e no un’altra cinquantina di passeggeri, in maggioranza di lingua tedesca, che si portano la valigia a mano direttamente fino alla scaletta per evitare le procedure di carico e scarico bagagli. Sono agitata per via del volo, come sempre, ma evito volontariamente di considerare le dimensioni ridotte del velivolo e le eliche sulle ali che fanno tanto Indiana Jones all’avventura e mi concentro su ciò che ci aspetta, ho proprio voglia di partire e di arrivare il più presto possibile per poter finalmente cominciare questa sospirata vacanza. E invece, l’intoppo è già lì in agguato. Dopo parecchi minuti di attesa fermi sulla pista il comandante ci comunica che, a causa del clima insolitamente rigido, le ali si sono ghiacciate e c’è bisogno dell’intervento del mezzo che sparge liquido antigelo sul velivolo per poterle scongelare. Il quale mezzo però, dato che a Firenze la neve è effettivamente un evento piuttosto straordinario, è solo uno in tutto l’aeroporto, ed è già impegnato con i voli che decollano prima di noi. Bisognerà aspettare pazientemente il nostro turno. Finalmente il piccolo camioncino raggiunge il nostro velivolo dopo circa 40 minuti di attesa, e come se non bastasse, a metà dell’opera finisce la scorta di liquido antigelo che sta lanciando sulle ali, quindi deve allontanarsi, rifare il pieno e tornare a finire il suo lavoro. Risultato, invece che alle 7,10 partiamo alle 8,40 – con buona pace di tutti quei passeggeri che dovevano prendere le varie coincidenze da Vienna ad altre destinazioni e che le hanno regolarmente perse. Un uomo giovane dall’aria distinta parla tutto il tempo in un inglese dal forte accento tedesco al suo cellulare, verosimilmente con chi lo sta aspettando a Vienna, lamentandosi in tono alquanto seccato dell’inconveniente e della disorganizzazione dei “soliti italiani”, incapaci di affrontare le situazioni e buoni solo a creare problemi ai viaggiatori. A giudicare dalle sue scarpe eleganti e dal suo completo di ottimo taglio direi che gli italiani sono buoni anche a fare altre cose, oltre ad avere la possibilità di vivere in un clima più adatto agli esseri umani che agli orsi. Comunque, dopo tanta attesa, noia e tensione, riusciamo a decollare e a superare tranquillamente le Alpi fino alla nostra meta, mentre fuori è nuvoloso e io faccio finta di concentrarmi sul mio libro giallo per non vedere il vuoto enorme e bianco tutto intorno a noi. Atterriamo allo Schwechat Airport alle 10,35 circa, e scopriamo immediatamente che l’ondata di freddo siberiano che in questi giorni sta colpendo l’Italia si sta dando da fare alla grande anche qui. L’aria è gelida e pungente e nevischia fine fine, il cielo è bianco e non promette nulla di buono, ma siamo qui, siamo arrivati a Vienna finalmente, e ci vorrà ben altro che un po’ di freddo per smontare il nostro entusiasmo. Anzi, a dire il vero noi la neve l’adoriamo e speriamo di vederne almeno un po’ in questi giorni, visto che da noi è merce assai rara. All’uscita dall’aeroporto cerchiamo di individuare in qualche modo il treno giusto che porta in centro, le scritte sono tutte in tedesco e anche se l’ho studiato ai tempi del liceo non vorrei rischiare di sbagliare linea, così nel dubbio mi rivolgo ad uno sportello informazioni per turisti, e facciamo subito conoscenza con il famoso modo di fare “ruvido” dei viennesi. Un ragazzo giovane dall’aria sufficiente mi guarda come una deficiente quando gli chiedo informazioni sui treni, e chiede seccato di quale treno sto parlando, ci sono due diversi treni che portano in centro e se non gli dico il nome di quello che mi interessa non può certo dirmi da dove parte… no? Per un attimo lo guardo stupita, incapace di credere a tanta scortesia verso qualcuno che dovrebbe essere lì ad aiutare, mi verrebbe voglia di rispondergli a tono e rivolgermi altrove, ma lascio perdere. “Vorrei indicazioni sul binario dal quale parte un treno che porta in centro, uno qualunque, non importa come si chiama, basta che porti in centro”, ripeto, ma è tutto inutile. Non mi può rispondere se non dico quale treno mi interessa, e non lo farà, questo ormai è chiaro. Mi guardo intorno e vedo su un cartellone che raffigura un treno una grossa scritta che dice CAT così glielo ripeto, anche se non sono certa di avere azzeccato quello giusto, tanto per vedere cosa succede. Lui annuisce e distoglie lo sguardo, annoiato: “allora ce l’ha un nome questo treno, eh? il CAT parte dal binario che è da quella parte, scenda al piano di sotto con l’ascensore verde” conclude, e riprende a fare quello che faceva prima senza dire altro. Beh…benvenuti a Vienna. Mi dispiace trovare una persona così maleducata all’estero, dove invece ho spesso incontrato disponibilità e cortesia. Mentre andiamo ai treni racconto a Luca, che mi aspettava con le valigie in una zona di attesa, tutta la scena e lui scuote la testa dispiaciuto, ma lasciamo perdere subito. Siamo appena arrivati, questa non può essere l’unica faccia di Vienna e non saranno certo tutti così cafoni… Alla fine troviamo il treno giusto da soli, linea S7 della Banhof , e con 3,60 € a testa andiamo da Schwechat fino in città. Scendiamo a Rennweg e da lì raggiungiamo l’Imperial Riding School Hotel in Ugargasse in pochi minuti a piedi. Nevica e l’atmosfera è splendida, come lo è l’hotel di lusso prenotato con l’ottima offerta del pacchetto volo più hotel del sito Lastminute. Una ragazza gentilissima e sorridente ci accoglie al check-in e ci fornisce tutte le indicazioni necessarie in un ottimo inglese. Ci regala perfino un buono per due punch gratis nel bar dell’Hotel come regalo di benvenuto in città. Adesso sì che ci siamo. Portiamo tutto nella nostra camera 146 al piano terra, che è bella e spaziosa proprio come appariva nelle foto del sito, con un fantastico letto Merriott a 6 cuscini coperto da un soffice piumone candido rifinito da uno scaldapiedi bordeaux marriott-bed.jpg, e ci sistemiamo velocemente, per uscire di nuovo alla scoperta del centro città. Prendiamo di nuovo la S7 fino a Wien Mitte, e decidiamo che domani faremo la card valida 72 ore su tutti i mezzi urbani (13,20 € a testa), per risparmiare sugli spostamenti e non avere problemi di biglietti. Scegliamo il centralissimo Stephansdome come prima meta obbligata della giornata, e ancora prima di entrare facciamo un incontro che probabilmente renderà ancora più speciale il nostro soggiorno qui. Un ragazzo con un costume asburgico ci ferma gentilmente proprio davanti all’ingresso del Duomo e ci propone un programma e dei biglietti per un concerto di musica classica e operistica che si terrà domenica sera alla Wiener Imperial Hall. Parla italiano perfettamente e ci spiega che si tratta delle ultime prove che questa piccola filarmonica viennese fa prima dei concerti di Natale e Capodanno, e siamo fortunati perché i prezzi sono ancora buoni prima che arrivino quasi al doppio della cifra nel periodo natalizio. Concerto a parte, ci da un sacco di informazioni su come spostarci, dove mangiare, cosa visitare, e risponde a tutte le nostre domande con grande precisione e cortesia. Restiamo d’accordo con lui che mentre visitiamo la cattedrale faremo un pensierino sulla sua allettante proposta, lo ringraziamo di tutte le dritte utili e finalmente ci togliamo dal gelo della piazza ed entriamo nello spettacolare Duomo di Santo Stefano, l’edificio gotico più importante di tutta l’Austria, che incanta con la sua bellezza medievale. L’interno è grande ma non enorme, questa è forse la chiesa medievale meno alta che io ricordi, ma è comunque bellissima duomo-2.jpg. Purtroppo la navata centrale non è percorribile per il pubblico, si può solo fare il giro esterno, ma si riesce lo stesso ad apprezzare la bellezza del meraviglioso pulpito in pietra scolpito da Anton Pilgram, duomo-3.jpg davvero spettacolare per armonia del disegno e ricchezza delle figure rappresentate, oltre al dettaglio di piccole rane e lucertole che fuggono sul corrimano della splendida scala, a rappresentare la cacciata del Male. Un crocifisso ligneo sospeso pare levarsi in volo davanti ai cancelli dell’altare duomo-6.jpg, dietro al quale è sistemato un dipinto che raffigura il martirio di Santo Stefano. Diverse tombe e cappelle laterali arricchiscono l’interno del duomo, di cui sono visitabili anche le catacombe, e un grandioso organo scolpito duomo-4.jpg occupa tutta l’area al di sopra del portale d’ingresso. Anche l’esterno è bellissimo, con le torri pagane quasi gemelle sistemate ai lati del grandioso portale, ma a colpire maggiormente sono l’altissima guglia della torre gotica meridionale, la “Steffl” (alta oltre 137 metri!) e il fantastico tetto di maioliche verdi e oro che su un lato porta raffigurata l’aquila bifronte degli Asburgo duomo-1.jpg. All’uscita dalla nostra visita ritroviamo il ragazzo di prima e gli confermiamo che ci interessano i biglietti per domenica sera, venire a Vienna per Natale e perdere l’occasione di assistere ad un concerto dal vivo sarebbe un vero peccato! Come dice lui, ci sono almeno 3 cose che si devono fare quando si viene a Vienna: mangiare Wiener Schnitzel e Sacher Torte, visitare castelli e palazzi sfarzosi, e andare ai concerti di musica classica. Acquistiamo i nostri biglietti (30,00 € a testa), con i quali ci viene fornita anche la mappa sulla quale è segnata la sala da concerto interessata e il modo per raggiungerla, e in omaggio riceviamo due coupon per una consumazione gratuita al bar del foyer, perché “gli italiani sono sempre simpatici”, ci dice. Ringraziamo e poi, dato che si è fatta una certa ora e fa un freddo gelido, decidiamo di fare una pausa per pranzo e di raggiungere il piccolo ristorante che ci ha indicato quel ragazzo così gentile, il Porter House, non lontano dalla piazza del Duomo. Lì finalmente ci sediamo, ci riscaldiamo e ci gustiamo la nostra prima Wiener Schnitzel schnitzel.jpg, grande, tenera e ottima ad un prezzo più che economico (12,50€). Dopo mangiato, rifocillati e scaldati, raggiungiamo la Mozart Haus , proprio lì dietro in Dom Gasse, e cominciamo la nostra visita con l’ausilio di un’audioguida in italiano compresa nel prezzo (9,00€ a testa). Il costo del biglietto è forse un po’ troppo alto per questa visita, che comunque, anche grazie alle informazioni dell’audioguida, è molto suggestiva. Nel periodo di quasi tre anni nei quali ha abitato in questo edificio a tre piani, Mozart ha scritto Le Nozze di Figaro e molti altri brani della sua magica musica, e ha ricevuto insieme alla moglie amici, compositori e ammiratori, oltre al suo inquietante padre. Purtroppo gli arredi all’interno sono pochi e, nonostante d’epoca, non sono appartenuti davvero a Mozart, ma ci sono alcuni abiti originali, spartiti, programmi teatrali, ritratti e copie di lettere e volumi suoi o a lui dedicati. Ci sono spartiti sui quali ha scritto di suo pugno annotazioni per i suoi allievi di musica, alcuni strumenti musicali, manifesti e simboli massonici, e in alcune delle stanze la visita è accompagnata dal sottofondo delle sue note geniali. In una delle sale al primo piano, sulla parete di fronte è appesa una gigantografia che riproduce l’immagine della stanza come forse era ai tempi in cui questo grande Genio della musica viveva lì, e al centro si vede il grande tavolo da biliardo che possedeva e sul quale ha anche lavorato oltre che giocato. Immediatamente la mia mente va al ricordo delle immagini del fantastico “Amadeus” di Forman, nel quale effettivamente ci sono alcune scene in cui Mozart compone la sua musica tenendo lo spartito appoggiato direttamente sul panno verde del biliardo. Ho talmente amato quel film dagli interpreti straordinari che ora non mi sembra quasi vero di essere qui, dentro quella stessa casa che conoscevo in quelle scene bellissime, è come essere saltata dentro lo schermo – Alice attraverso lo specchio – è la magia del viaggio, e solo chi lo compie la può conoscere. All’uscita dallo shop, alla fine del giro, ci accoglie il buio del tardo pomeriggio mozarthouse.jpg, insieme al gelo del nord. Ma non ci facciamo caso. La musica infinita di Mozart ancora nelle orecchie, il cappello calato in testa, il naso nelle sciarpe, ci avviamo a piedi verso il centro che ormai è acceso di migliaia di luci natalizie luci-1.jpg. Facciamo un giro per le viuzze suggestive dell’Innere Stadt, sbirciando tra portoni e negozietti, dove tutto è tranquillo e silenzioso, come riservato, e poche auto disturbano il silenzio elegante del luogo. Passeggiamo per un po’ senza meta, prendendo a caso vicoli e stradine, seguendo solo le insegne luminose che ci piacciono di più, le decorazioni più curiose innere-stadt.jpg, le insegne più caratteristiche. Cerchiamo senza troppa convinzione una piazzetta interna dove dovrebbe tenersi un piccolo mercatino di Natale e scopriamo un posto bellissimo circondato da antichi palazzi, dove però c’è solo un chioschetto che vende Punch caldo e piccoli abeti di Natale, con tavolini alti e rotondi per appoggiare le tazze che sono ormai ricoperti da un piccolo strato di neve luminosa. Torniamo piano piano verso il Duomo, con la sua altissima guglia che si vede da qualunque zona della città luci-4.jpg, e passeggiamo sotto l’incredibile pioggia di luci appese per le vie del centro luci-2.jpg, diverse in ogni strada e una più colorata e luccicante dell’altra luci-3.jpg. Sta ancora nevicando fine e il freddo si fa sentire, anche se il maestoso palazzo del Teatro dell’Opera di Vienna, la mitica sede dei Wiener, con le sue finestre illuminate, l’elegante porticato e l’alta cupola a dominare su tutto, non potrebbe essere più raffinato con la neve che lo imbianca delicatamente. Però fa davvero freddo e si è fatta anche una certa ora, così visto che siamo in zona ci facciamo l’ultimo regalo della giornata: una fetta di torta alla caffetteria del mitico Sacher Café insegna-sacher.jpg. Le vetrine lungo la via scintillano di cioccolatini, piccole torte, bricchi e tazze di porcellana vetrina-1.jpg, barattoli di cacao in polvere e confezioni regalo di squisitezze fondenti vetrina-5.jpg, roba da restare incantati come bambini davanti a un negozio di giocattoli vetrina-2.jpg. Lasciamo i giacconi al guardaroba e veniamo accompagnati ad un piccolo tavolino vicino alle finestre sull’esterno, che scegliamo apposta perché ci permette di vedere la strada e la gente che passeggia. Ordiniamo ad un cameriere molto professionale in uniforme scura, e in pochi minuti abbiamo di fronte una meraviglia assoluta: in un piattino di porcellana bianchissima, orlato da un bordo marrone e oro con tanto di logo del Café, fa bella mostra una fantastica fetta di torta al cioccolato ricoperta di glassa liscia come velluto, decorata con il sigillo di Sacher e accompagnata da un candido ciuffo di panna montata sacher.jpg, una delizia già per gli occhi. Il sapore è decisamente all’altezza della sua fama, intenso e profumato, e il gusto è incredibilmente leggero per essere tutto cioccolato fondente, una vera gioia per i sensi. Beviamo tè aromatizzato te-sacher.jpg e ci scaldiamo al calore della stufa sistemata vicino al tavolo, mentre fuori dai vetri la neve continua a cadere sui passanti infreddoliti e magnifici nastri di luci accendono palazzi e strade luci-5.jpg. Restiamo per un po’ a chiacchierare nel locale elegante, decorato con tappezzerie rosse e grandi ritratti con cornici d’oro appesi alle pareti, l’atmosfera è piacevole e rilassante, e finalmente cominciamo a realizzare che siamo davvero qui, ad assaporare la vera Vienna e la sua bellezza raffinata. Non c’è male, come prima giornata di visita. All’uscita il gelo della sera ci aspetta e ci accompagna fino alla metropolitana, e poi fino al treno che in una sola fermata ci riporta nei pressi del nostro albergo. Tutte le luci sono accese anche qui, una piccola slitta con le renne e un albero di Natale illuminano il vialetto a lato dell’ingresso, mentre in fondo alla strada le splendide cupole dorate di una chiesa ortodossa che dovremo scoprire disegnano uno sfondo così magico da sembrare finto cupole.jpg. Rientriamo nella nostra stanza e ci sistemiamo al calduccio, abbiamo molti piani da fare per la giornata di domani prima di metterci a dormire.

2 Commenti

  1. Luca

    Sentire certi commenti sugli Italiani da stranieri per noi purtroppo è diventata una consuetudine, penso che tante persone dovrebbero pensare più a se stesse prima di sputare sentenze…
    Per quanto riguarda la scortesia del ragazzo all’aeroporto, penso sia strano che non aveste ancora incontrato persone così, ce ne sono ovunque, in Italia e all’estero.
    Anche noi di ritorno da Amburgo abbiamo “subito” lo “scongelamento” delle ali (e quando siamo venuti da voi a Pisa avevamo lo stesso aereo con eliche!).
    Però Vienna rimane una splendida città e a Natale lo deve essere ancora di più.

  2. Ti giuro che non ci era mai successo di trovare qualcuno così scortese quando abbiamo avuto bisogno di informazioni, né in Italia né all’estero. Non è stato piacevole, ma neppure così grave. Dopo dieci minuti ce ne eravamo già dimenticati, troppo presi dalla curiosità di visitare una nuova splendida città. Che, freddo a parte, è davvero bella… ;o)))

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