Sabato 4 gennaio 2014: Scholss Herrenchiemsee – Casa

Ultima colazione al nostro Motel One, purtroppo. Un po’ mi dispiace partire, devo dire che la città mi è piaciuta e avrei voluto vedere altre cose e viverla un po’ di più. In effetti Monaco non è grandissima, non tanto da diventare invivibile, e allo stesso tempo non è un centro troppo piccolo da esser tagliato fuori da eventi culturali e modernità. In un certo senso somiglia a certe città del Tirolo, con le loro architetture particolari e quello stile genuino da vita di montagna, ma con un tocco in più di cosmopolitismo che la rende interessante senza essere snob. Di certo qui non sono esosi come a Vienna, dove sono geneticamente imperiali……
Non so se si possa definire una città tipicamente tedesca, gli stessi tedeschi lo negano perché nel sud si vive in modo diverso dal resto del Paese, ma è questo che la rende familiare e accogliente per noi italiani. In fondo, se Monaco per molti tedeschi è al sud, per noi è comunque al nord, e ne ha tutte le caratteristiche. Efficienza, pulizia, organizzazione, servizi, solo che sono forniti in maniera più vivace di quanto forse non accada nel loro nord. Comunque, mi è sembrata una bella città, accogliente e vivibile. Un posto dove ritornare.

4.1

L’ultimo castello che visitiamo, situato a circa 90 km a sud di Monaco, è lo Schloss Herrenchiemsee (ultima occasione per sfruttare il nostro ticket Partner), che è forse la follia più grande di Ludwig II per sfarzosità e costo, tanto che non fu mai completato per mancanza di fondi e ancora oggi ha oltre 50 stanze da finire. Si trova a Prien, una tranquilla località nota per il bel lago Chiemsee. Nel lago ci sono alcune isole, e su una di esse, la Herren Insel, l’isola degli Uomini, così chiamata per via della presenza di un convento di monaci agostiniani (un’altra delle isole si chiama Fraueninsel, isola delle donne, sulla quale si trova un convento di monache benedettine) c’è un palazzo molto elegante circondato di giardini e fontane: lo Schloss Herrenchiemsee. Lasciamo l’auto nel parcheggio a pagamento e ci avviamo alla biglietteria dei battelli.

4.2

Il passaggio fino all’isola di Herren costa 7,20€ a persona A/R e il battello impiega circa un quarto d’ora per raggiungere la riva opposta, navigando su acque immobili e lucide come specchi, tra boschi e montagne, in mezzo a una natura silenziosa e possente che sembra quella Romantica per antonomasia rimasta intatta dall’Ottocento.

4.3

Una volta sbarcati, percorriamo un lungo sentiero che si snoda nel bosco, tra alberi scuri e rigidi come scheletri e tappeti di foglie rosse, e alla fine della passeggiata cominciamo a intravedere una sagoma chiara, dalla forma inconfondibile.

4.4

Il castello è veramente bellissimo, con una facciata in pietra lunga un centinaio di metri, tre ordini di finestre di grande eleganza e grandiose fontane lungo il viale d’ingresso decorate da Nettuni, tritoni e delfini di bronzo, che purtroppo sono vuote e spente per via del clima invernale. Sembra un luna-park dopo la fine della festa. Però c’è un bel silenzio. Dalla cima del viale si apre una vista straordinaria che arriva fino giù al lago, diverse centinaia di metri più a valle.

4.5

Visto che l’ingresso è a orario fisso con visita guidata obbligatoria (e niente foto), abbiamo tempo di fermarci al self service a mangiare qualcosa e allo shop a prendere qualche cartolina prima di cominciare il giro. La cosa più incredibile è che questo palazzo è praticamente una copia ridotta della reggia di Versailles, il palazzo del Re Sole Luigi XIV di Francia, del quale Ludwig era un grande ammiratore. Qui, infatti, non sono presenti gli stemmi reali di Baviera né i ritratti dei Wittelsbach, e neppure il ritratto dello stesso Ludwig. Ci sono solo ritratti del Re Sole e di altri grandi imperatori francesi, affreschi che celebrano grandi battaglie vinte dall’esercito francese e riproduzioni esatte di oggetti presenti alla reggia di Versailles: statue di marmo, scrittoi favolosamente cesellati, tappezzerie coi gigli dorati, ritratti di nobili dame e cavalieri della corte di Francia, e sfarzosissime camere da letto reali identiche a quelle originali. La raffinatezza dei dettagli raggiunge livelli straordinari in ogni stanza. In una camera scopriamo una lampada a globo di vetro di Murano blu nella quale si potevano accendere 3 candele per ottenere una luce argentata che somigliava al chiarore lunare, tanto caro all’ombroso Ludwig. Vicino a questa stanza troviamo una vasca rotonda che può contenere 60.000 litri d’acqua, praticamente una piscina privata. Ci sono lampadari di cristallo di Boemia e lampadari in porcellana Meissen stracolmi di fiori colorati che sono veri capolavori d’arte. C’è anche qui un tavolo magico, come a Neuschwanstein, che sparisce nel pavimento e torna su apparecchiato e colmo di cibi, e un cabinet dove venivano conservati gli abiti del re decorato come una sala del trono. Ma il pezzo forte è la galleria degli specchi, nella quale Ludwig ha voluto proprio esagerare progettandola addirittura più lunga di quella originale di Versailles: 98 metri! Oltre alle meravigliose specchiere e ai fregi dorati, lungo il salone ci sono ben 44 lampadari di cristallo che reggevano un totale di 2200 candele. Che spettacolo doveva essere, quando erano tutte accese e moltiplicate all’infinito dalle decine di specchi della galleria! Una vera atmosfera da fiaba…..
Un intero mondo è stato ricostruito alla perfezione nello stile architettonico tipico di almeno un secolo prima, per far rivivere l’epoca fastosa di un regno grandioso e di un Re vissuto solo di eccessi. Fa uno strano effetto, a dire la verità. Sostituire la propria realtà con un altro mondo, e un altro tempo. A un costo altissimo, e quasi inutilmente. Ludwig, infatti, passò qui solo un paio di settimane della sua vita, e non vide mai il castello finito perché fu interdetto e imprigionato per aver trascurato il suo dovere di re e aver dilapidato tutti i soldi delle casse dello stato.
Nel palazzo c’è anche il Ludwig Museum, dove sono conservati oggetti personali, mobili, progetti dei vari castelli e teatri e ritratti fotografici del Re, comprese le foto con la fidanzata Sofia che non sposò mai, di sua cugina Sissi, dei suoi genitori, e di Wagner, del quale era un fervente ammiratore.

4.64.74.8

C’è il suo abitino di battesimo, un mantello reale color porpora, un statua in abiti da Re Sole, un busto di marmo, e perfino la sua maschera funebre, che conserva il mistero della sua morte al di là di quello della sua vita inconsueta.

4.9

Davvero un personaggio controverso questo Re, amato e odiato, ammirato e deriso come un povero pazzo, e che in una ventina d’anni di regno ha segnato profondamente la storia della Baviera diventando un vero mito della sua terra. Comunque lo si giudichi, le persone che ancora oggi arrivano fin quassù da ogni paese del mondo vengono soprattutto per ammirare i sogni folli e fiabeschi di Ludwig II.

4.10

Riprendiamo il battello che scivola sulle acque argentate circondate da montagne salutando anche l’ultimo castello, e ci rimettiamo in auto per raggiungere i nostri amici che ci aspettano a Padova. Nella tristezza della fine della vacanza, almeno questa è una cosa buona. Arrivederci Baviera, alla prossima volta.

4.11

Venerdì 3 gennaio 2014: Englischer Garten – Schatzkammer – St Michaelkirche – Viktualienmarkt – Asamkirche – Altstadt

3.17

Il clima è migliorato stamattina, non fa più tanto freddo e l’aria sembra meno umida. In queste condizioni è piacevole girare per la città alla scoperta dei luoghi più caratteristici. Dopo colazione andiamo alla fermata della U-bahn per raggiungere il centro. La nostra linea di metro è la U1 e i treni di questa linea sono bianchi e celesti e hanno un’aria decisamente vecchiotta, con gli interni in formica zebrata, i sedili in similpelle color carta da zucchero e le maniglie di metallo a scatto per aprire le porte, con un look un po’ anni 70. Comunque è puntualissima e, anche se fa strani rumori, viaggia regolarmente e ci porta dove dobbiamo andare.

3.1

La prima tappa di stamani è un must assoluto per chi viene in città, l’Englischer Garten. Si tratta del parco cittadino più grande d’Europa per estensione, più di Hyde Park (e persino più di Central Park), lungo oltre 5 km e completo di boschi, laghetti, ruscelli e sentieri che collegano le varie zone e gli edifici più interessanti.

3.1bis

Entriamo più o meno all’altezza di metà parco e procediamo tranquillamente verso sud fino allo Hofgarten, che è dietro alla Residenz. Incontriamo fin da subito corvi, anatre, papere e germani, e anche uno scoiattolo rosso che saltella da un ramo a un altro con una leggerezza e una grazia ineguagliabili.

3.2

Il laghetto principale è molto grande, ha delle isolette con alberi sparse qua e là dove stanno le papere, ed è circondato da boschi di larici e querce bellissimi. Purtroppo, per via della stagione, il verde in giro e’ poco e gli alberi sono spogli, ma il tappeto di foglie rosse crea un bel contrasto con le zone candide dei prati in cui la brina notturna ancora resiste.

3.3

Una parte del lago e’ ancora ghiacciata, uno strato di ghiaccio di oltre un centimetro ricopre la superficie immobile, e restiamo un po’ a guardare le grosse anatre che arrivano in volo e cercano di atterrare sull’acqua, che invece e’ solida, e finiscono per scivolare con le zampe tese come pattinatori maldestri, strillando e sbraitando.

3.4

Uno degli edifici più noti del parco è la Chinesischer Turm, una pagoda cinese in legno costruita alla fine del ‘700 che ospita al suo interno una delle più antiche birrerie della città, con un biergarten esterno dove si possono accomodare oltre 7000 persone. Purtroppo oggi è chiusa e non possiamo entrare, e notiamo che anche altri italiani arrivati fin qui restano delusi. Ci sono davvero moltissimi italiani in città in questi giorni, il 90% dei non tedeschi qui parla italiano.

3.5

Dalla pagoda raggiungiamo il Monopteros, un tempietto a colonne rotondo piazzato su una piccola altura erbosa dalla quale si vede la Skyline della città, con le guglie delle chiese principali, la Residenz e la Neues Rathaus.

3.6

Il parco è davvero molto bello e offre scorci incantevoli, regalando alla città un fascino tutto suo anche fuori stagione. Più avanti incrociamo di nuovo il ruscello, che si allarga e forma una bellissima cascata d’acqua che scroscia e corre veloce sotto al ponte.

3.7

Lì vicino troviamo qualcosa che pensavo proprio non avremmo visto: i surfisti. In questo tratto dove l’acqua corre veloce è stato creato un gradino artificiale che causa una grossa onda continua e molti appassionati vengono qui ad allenarsi, ma credevo che accadesse solo in estate. Invece eccoli qua, con questo clima invernale, a surfare beati in questa corrente gelida. Hanno la muta da sub comprensiva di cuffia e guanti, ma insomma… è pur sempre gennaio! Si lanciano al volo sui loro surf in mezzo all’onda e la cavalcano, alcuni molto bene altri più incerti, e dopo qualche decina di secondi finiscono a tuffo nell’acqua gelata, allegri e soddisfatti come fosse quella dei Caraibi. Restiamo a guardarli insieme a un pubblico di gente incredula e divertita, ma i più divertiti di tutti sono loro, che sembrano davvero spassarsela un mondo.

3.83.9

Camminando ancora arriviamo vicino allo Hofgarten, dove lungo un vialetto notiamo un cubo di marmo nero con delle incisioni su una delle facce. E’ il monumento che ricorda il gruppo della Rosa Bianca, e in particolare i fratelli Sophie e Hans Scholl, studenti all’Università di Monaco, che ebbero il coraggio di organizzare una specie di resistenza passiva al regime del Reich stampando e distribuendo volantini politici nei quali si illustravano i veri scopi del nazional-socialismo. In pochi mesi i membri della Rosa Bianca furono individuati dalle SS e ghigliottinati in pubblico, dopo un processo farsa durato mezza giornata. In tutta la Germania, solo questi giovani studenti osarono mettere in atto un tentativo di ribellione aperta alla dittatura nazista, pagando il loro coraggio civile a carissimo prezzo.

3.10

Dopo la visita al parco, e visto che ci troviamo di nuovo alla Residenz, facciamo un salto nella chiesa color senape dove sono sepolti alcuni membri della famiglia Wittelsbach.

3.11

Quindi sfruttiamo ancora il nostro ticket Partner per visitare la Schatzkammer, la camera dei tesori reali. A parte corona, scettro, globo e insegne reali, mai usati davvero ma rappresentativi dell’antico potere della famiglia reale, ammiriamo corone del ‘500, spade, calici, crocifissi tempestati di pietre e perle, avorio, tartaruga, corallo, agata, ambra, oro.

3.123.13

Della collezione reale fanno parte anche numerosi vasi d’argento, coppe, piatti sbalzati e scolpiti come vere opere d’arte, cofanetti ricoperti di gemme e cristalli di rocca, spille, collane, tiare, anelli, tabernacoli, cammei, candelabri, e un’incredibile scultura di San Giorgio a cavallo che uccide il drago tutta tempestata di diamanti e rubini e cesellata nei minimi dettagli, davvero stupenda.

3.14
3.15

Dopo la visita alla camera dei tesori facciamo una passeggiata fino in centro ed entriamo di nuovo nella St. Michaelskirche, con la sua notevole navata rinascimentale ampia e luminosa, e scendiamo nella cripta per vedere la tomba di Ludwig II. Un luogo impressionante, sotto diversi punti di vista. Uno spazio non molto grande, basso, con arcate e colonne, e sparsi in giro, quasi come fossero sistemati a caso, una serie di sarcofagi di metallo nero decorati di leoni, corone e croci, alcuni molto grandi, altri piccoli da bambini, con targhette sulle pareti che indicano il nome del principe o della principessa che riposano in quella certa bara. Niente marmo, niente pietra, né statue o angeli, solo piombo e metallo scuro, anche bozzato e ammaccato a volte, e sistemazioni che si potrebbero tranquillamente definire ‘alla rinfusa’.

3.16

Sulla sinistra, unica bara circondata da una ringhiera nera, appare la tomba di Ludwig II, con il suo ritratto alla parete, lo stemma reale, la corona e molte più decorazioni delle altre sepolture. Questa è anche l’unica tomba decorata da fiori, piccoli oggetti portati in dono, rosari e un semplice cuore di paglia. Niente a che vedere con lo sfarzo raffinatissimo di cui il Re Folle si è circondato in vita. Non credo che questa tomba spoglia e cupa gli sarebbe piaciuta. Di certo, questa è la cripta più triste che io abbia mai visto.

3.17

Usciamo dalla chiesa e passiamo di nuovo per il centro città diretti verso Viktualienmarkt, il mercatino della frutta e dei chioschetti di cibo, che finalmente troviamo aperto.

3.18

Molta gente sosta qui per mangiare e riposare, e lo facciamo anche noi, in un piccolo locale sulla piazza con le sedie sistemate sotto un tendone di plastica come in estate, i decori natalizi sui tavoli, le stufe accese e le copertine rosse sulle sedie per stare al caldo. Non fa troppo freddo, ma io me la sistemo subito sulle gambe.

3.19

Mangiamo un’ottima Kartoffelnsuppe, e poi würstel rosso e patate io, würstel viennesi e crauti Luca, tutto buono e caldo. I tavoli sono apparecchiati per 4 e il posto è poco, così dopo un po’ si siede vicino a noi una coppia di americani, e chiacchieriamo un po’ con loro. Sono del Colorado, in vacanza a Brema da un cugino e in viaggio a Monaco per curiosità. Sono molto simpatici e gentili, e ci confermano che presto verranno anche in Toscana a fare un giro. Il marito racconta che a Brema e a Berlino i luoghi e le persone sono diversi da qui, e che suo cugino non ama affatto venire al sud perché il modo di vivere qua è troppo diverso rispetto alle abitudini del nord. Questo mi conferma che la mia scelta di Monaco come primo approccio alla cultura tedesca è stata giusta…

3.20

Dal mercato continuiamo la passeggiata lungo Sendlingerstrasse e visitiamo Asamkirche, la chiesa in stile Rococò più ricca ed elaborata della città. In effetti era nata come cappella privata, creata dai fratelli Asam in onore di San Giovanni Nepomuceno a metà del 1700, ma alla fine venne fuori una chiesa così bella che i cittadini di Monaco li convinsero ad aprirla al pubblico perché tutti potessero ammirarla e andarci a pregare. E’ davvero molto piccola, sarà larga 8 metri e lunga 20 al massimo, ma è fittamente decorata di stucchi, marmi, gessi, dipinti, fregi, angeli, fiori, tralci, statue… non c’è un centimetro libero in tutta la chiesa. Tra gli elementi da notare c’è sicuramente il soffitto affrescato a trompe-l’oeil, che da un’impressione di uno spazio moltiplicato. Un vero gioiellino.

3.213.22

Torniamo verso Marienplatz e continuiamo a gironzolare per goderci un po’ il centro storico abbellito dalle luci natalizie, e scoviamo anche un negozio speciale dove mi regalo alcuni gomitoli di lana merino per fare uno scialle. Non so se il color senape che ho scelto mi ricorderà di più il giallo preferito del Re Sole bavarese o quello del condimento dei würstel! All’ora di cena non abbiamo fame, ancora sazi della merenda fatta al Viktualienmarkt, così entriamo nella splendida Rathaus Keller, come ci eravamo ripromessi, solo per un dolce e un tè. Il locale, proprio sotto le fondamenta della Rathaus, è un luogo storico di Monaco ed è un posto assolutamente da non perdere quando si capita da queste parti. È tutto decorato e arredato secondo lo stile bavarese classico, con legno, ferro battuto e dipinti alle pareti, ed è immenso, labirintico, tanto che non si sa dove comincia e dove finisce. C’è molta gente e una giusta confusione ma il servizio è impeccabile, e passiamo una bella serata a mangiare ottima torta e chiacchierare in quell’atmosfera confortevole e allegra.

3.23

Alla fine, sulla piazza davanti alla Neues Rathaus col suo splendido Glockspiel ornato di mille guglie, devo capitolare, e finisce che mi compro anche una bandiera. Una piccola, della Baviera, non della Germania, ma la compro convinta. Questa città mi è piaciuta, sto cominciando a orientarmici e a riconoscere edifici e zone, e credo che prima o poi dovremo tornarci per vedere tutto quello che purtroppo non riusciremo a vedere questa volta. In fondo, sono contenta che sia andata così.

3.24

Giovedì 2 gennaio 2014: Schloss Nymphenburg – Residenz – Concerto in Alte Hofkapelle

Giornata di castelli oggi, ai quali ci dedichiamo dopo una buona colazione in hotel. Usiamo U-bahn e tram per raggiungere il famoso Schloss Nymphenburg, il castello delle Ninfe, una delle attrazioni più note della capitale della Baviera, e ci arriviamo in pochi minuti. Fa freddo ma non troppo, il cielo e’ un telo bianco uniforme e teso.

2.1

Nella notte la temperatura deve essersi abbassata parecchio perché scopriamo che molti dei laghetti e delle fontane che si trovano davanti al castello sono completamente ghiacciati. Sulla superficie resa solida dal gelo si vedono solo uccelli “miracolosi” che camminano sull’acqua e resti sparsi di botti e fuochi d’artificio sparati per i festeggiamenti di ieri sera.

2.2

Il castello si trova praticamente in città, perché nel tempo sono state via via aggiunte cerchie di nuovi quartieri al vecchio centro storico, ma era stato edificato in campagna come residenza estiva della famiglia reale Wittelsbach. Fu costruito nel 1664 come dono del Re Ferdinando di Baviera alla moglie Enrichetta (una Savoia) per avergli dato un figlio maschio, Massimiliano Emanuele.

2.3

L’impatto è con un bel palazzo in stile barocco, con una facciata dall’estensione enorme (oltre 700 metri) e molto elegante, fontane e vasche di cigni lungo il viale d’ingresso e un grande giardino sul retro, che oggi è uno dei parchi più amati della città.

2.42.5

Entriamo gratis grazie al nostro ticket Partner dei castelli di Ludwig, e restiamo subito colpiti dal primo salone al piano superiore, la Sala di Pietra. E’ un ambiente imponente con un ampio loggiato a colonne, un soffitto alto tre piani affrescato in maniera grandiosa, specchi, stucchi e dipinti ovunque, e delle finestre così ampie che mostrano tutto il parco illuminando la stanza in maniera fantastica.

2.62.7

Oltre alla magnificenza artistica, che è certo rilevante, questo salone ha anche una notevole importanza storica, perché qui si svolsero moltissime feste e cerimonie reali lungo diversi secoli, e fu qui che suonò per il Re un piccolo Mozart di soli 6 anni nel suo primo tour musicale a Monaco. Inoltre, fu proprio in questo salone che venne battezzato il piccolo principe Ludwig II. Un vero battesimo di bellezza, che segnerà tutto il resto della sua vita dedicata all’arte.

2.7bis

Nella sequenza di sale che visitiamo è da notare la Galleria delle Bellezze, in cui sono sistemati i ritratti di 36 bellissime ragazze del tempo, scelte tra nobili e non, che il re Ludwig I commissionò al pittore di corte per sistemarle in una sala del palazzo aperta al pubblico, per mostrare a tutti come la bellezza esterna fosse segno inequivocabile di bellezza morale. Tra i ritratti di queste ragazze, esempi di bellezza e di virtù, c’è anche quello di Lola Montez, un’attrice irlandese divenuta famosa per essere l’amante del re.

2.8

Passiamo anche dalla camera da letto verde, quella della Regina Maria Federica moglie di Massimiliano II, in cui nel 1845 nacque Ludwig II.

2.9

Le sale che attraversiamo sono belle, non grandissime ma molto decorate, di un barocco elegante non troppo sfarzoso e certo più vivibile di quello dei castelli già visti, e infatti i reali hanno abitato a lungo e volentieri in questo palazzo.

2.102.11

Dal corpo principale passiamo nell’ala sinistra dell’edificio, che conserva il museo delle carrozze (ingresso ancora incluso nel ticket Partner) e qui scopriamo tesori veramente preziosi. In queste sale basse e lunghe sono conservate carrozze di ogni tipo, da passeggio, da viaggio, da parata, da caccia, tutte in legno, cuoio e oro, rifinite in ogni minimo particolare e rese confortevoli e splendide allo stesso tempo da artigiani che erano veri maestri in questo particolare settore.

2.12 22.12bis2.13

Qui troviamo anche alcuni esempi di mezzi di trasporto per noi piuttosto inusuali, le slitte da neve. Meravigliose! Decorate in maniera incredibile con putti, ninfe, Diane cacciatrici, animali del bosco, tralci di fiori e lanterne, rappresentano una collezione di veri capolavori.

2.13bis2.14

Una in particolare, abbellita da una scultura di Ercole che lotta con l’Idra, è un vero e proprio pezzo d’arte.

2.14bis

Qui è conservata anche la carrozza straordinaria che avrebbe dovuto essere utilizzata in occasione del matrimonio di Ludwig II con Sofia, la sorella maggiore di Sissi d’Austria, che però non ebbe mai luogo poiché Ludwig ruppe il fidanzamento poco prima della data delle nozze. Mai visto un oggetto tanto decorato! La carrozza, enorme e imponente visto lo scopo speciale per il quale era stata preparata, è tutta dorata e scolpita, dal tetto ai fianchi, dalle porte ai mozzi delle ruote, dalle lanterne agli agganci per i cavalli, ed è perfino sormontata da ciuffi di vere piume di struzzo soffici come nuvole. Va davvero al di là di qualunque mondo di fiaba…..

2.152.16

Lungo le pareti delle sale sono appesi diversi ritratti a olio dei cavalli preferiti di Ludwig II, che era un abile cavallerizzo, e uno addirittura è presente fisicamente, impagliato dopo la morte per essere ricordato per sempre, atletico e imponente, era il suo cavallo preferito in assoluto. Aveva un nome bellissimo: Cosa Rara.

2.17

Al piano superiore del museo delle carrozze si trova il museo delle porcellane Nymphenburg, produzione locale antica e rinomata, con una collezione esclusiva di pezzi notevoli. Forse mi aspettavo di più, dato che ho un debole per le porcellane e quelle di Sissi allo Hofburg di Vienna mi avevano stregata, ma è comunque una bella raccolta.

2.182.19

Alcuni serviti da te’ in stile neoclassico hanno un’eleganza davvero incantevole.

2.202.21

Dopo la visita alla collezione di porcellane facciamo un giro fuori, nel grande parco privato, ma purtroppo in inverno gli edifici principali sparsi in giro non si possono visitare ed è un peccato, perché pare siano molto interessanti. Tra questi c’è Amalienburg, un padiglione delizioso che ha ospitato perfino la Regina Maria Antonietta di Francia, e poi Pagodenburg e altri, ma è tutto chiuso.

2.22

Il parco è spoglio e secco, non c’è erba verde ne’ foglie, la fontana e’ vuota per evitare i possibili danni del ghiaccio, e le statue lungo i viali sono protette da capsule di legno che le isolano dal gelo rendendole invisibili, per cui l’effetto reale del luogo è parzialmente alterato, ma si intuisce che in estate deve essere molto piacevole passeggiare lungo questi viali. Oggi ci sono solo cigni, anatre e papere, molto simpatiche e molto grosse, che non hanno nessuna paura dei turisti imbacuccati nelle loro giacche colorate che passeggiano in giro.

2.23

Da Nymphenburg riprendiamo il tram e torniamo in centro per visitare la Residenz, cioè la residenza ufficiale cittadina dei Wittelsbach. Per arrivarci andiamo a passare per Viscardigasse, di cui abbiamo letto la storia nella guida. Al tempo del Terzo Reich fu costruito in Residenzstrasse, la via che porta al palazzo reale, un monumento per ricordare i soldati tedeschi morti nel fallito attentato al Führer, e i cittadini che passavano da lì dovevano obbligatoriamente rivolgere il saluto nazista verso il  memoriale quando ci arrivavano di fronte, o venivano puniti dalle guardie. Per evitare questo sgradevole obbligo, alcuni cittadini meno “ferventi” cominciarono a tagliare per Viscardigasse, una piccola traversa che arriva dritta al palazzo reale senza passare per Residenzstrasse, commettendo così una piccola disobbedienza civile. Non potevamo scegliere un itinerario diverso, naturalmente.

2.24

Prima di arrivare al palazzo principale passiamo dal teatro Cuvillier (ingresso incluso nel ticket Partner), un teatro reale che è un piccolo gioiello rococò, tutto stucchi, ori e broccati rossi, minuscolo e infiocchettato come una bomboniera, davvero meraviglioso. Qui su questo palcoscenico Mozart presentò e diresse la prima assoluta di Idomeneo, che aveva composto proprio per il Re.

2.25

La Residenz (ancora ticket Partner) è grandiosa sia nelle dimensioni che nell’aspetto, con tre facciate importanti di cui una in stile fiorentino, e davanti a quella dalla quale entriamo noi c’è una riproduzione nientemeno che della Loggia Lanzi.

2.26

Il palazzo comprende sezioni realizzate in stili architettonici diversi perché è stato ampliato nel tempo, ma ha alcune zone davvero originali, come il Grottenhof iniziale, una falsa grotta con fontana in stile rocailles ricoperta di conchiglie sormontata da una statua di Mercurio, il tutto decorato con uno sfarzo quasi esagerato.

2.27

Stupenda è la sala detta Antiquarium, poiché il re ci teneva la sua collezione di statue antiche. Una galleria lunghissima, la più grande sala rinascimentale a nord delle Alpi, lunga come tutta l’ala del palazzo, col soffitto basso affrescato e le pareti completamente dipinte a grottesche, e nicchie laterali in cui sono sistemate le statue illuminate in maniera suggestiva. Una sala estremamente elegante che servì anche come salone di ricevimento e festa.

2.282.29

Dall’Antiquarium attraversiamo poi tutta una sequenza di sale, salette e salottini, di rappresentanza, di udienza, per il tè, per la musica, per la scrittura, per il gioco, le camere da letto, tutta la teoria di stanze che si visitano tipicamente nei palazzi reali, incredibilmente ricche di ornamenti preziosi.

2.302.312.32

Da notare in particolare la Galleria degli Antenati, con i ritratti dei re della famiglia delle epoche passate, le camere del re, dai toni rossi e oro di grande effetto, e quelle create per raccogliere le collezioni di porcellane e di quadri, progettate da Cuvillier con grande abbondanza di specchi e stucchi.

2.33

Tra le porcellane, bellissimi sono alcuni vasi e piatti Ming originali, e statuine raffinatissime e minimali che non hanno bisogno dello stracarico barocco per splendere.

2.34

Quando usciamo è buio e purtroppo lo Hofgarten si vede poco, e comunque anche qui in inverno molte parti non sono accessibili al pubblico, e tutto è protetto e poco visibile. Visto che siamo affamati andiamo a mangiare qualcosa alla Residenz Weinstube, di fianco al palazzo, che abbiamo notato arrivando e che dentro è molto carina. Un ambiente grande e chiassoso, caratteristico della Baviera, con grandi colonne decorate di ghirlande natalizie e nastri rossi, e molti tavoli attaccati tra loro, senza tovaglie ma pieni di cibo, dove tutti mangiano e parlano insieme.

2.35

E’ davvero bella questa Weinstube e ci sediamo volentieri, anche se abbiamo trovato forse uno dei pochi locali di Monaco dove non si beve birra! Qui servono solo vino. Mangiamo zuppa di patate (riescono a mettere i würstel anche nella minestra….) e polpette di carne in due versioni, con purè e crauti e con patate lesse e panna. È tutto buonissimo, compreso il Bretzel morbido e leggermente salato, e la signora che ci serve è davvero gentile. L’atmosfera è simpatica e piacevole e si sta bene al calduccio a riposarsi un po’.

2.36

Quando usciamo ritroviamo un cartello pubblicitario che avevamo già visto con l’annuncio di un concerto nella Alte Hofkapelle, dal titolo “Residenz Serenade”, e cerchiamo maggiori informazioni. La cappella è a 20 metri da noi, in uno dei tanti cortili del palazzo reale, e il concerto comincia entro pochi minuti, alle 19 in punto, quindi facciamo il biglietto e andiamo. Sono molto contenta di questa occasione, ci tenevo a partecipare a un concerto di inizio anno anche qui, dopo Vienna e Salisburgo , e pare che ci riusciremo. La cappella è piccola ma elegante, e leggiamo che Mozart in persona ha suonato qui per i reali. Il trio di musicisti di stasera, i Residenz-Solisten, ha in programma brani di Haydn, Bach, Mozart e Vivaldi con violino, violoncello e clavicembalo e sono tutti molto bravi.

2.39

Non so resistere a Bach, a ogni modo. E comunque, le Variazioni Goldberg e Aria suonate sul clavicembalo sono bellissime, non avevo mai sentito suonare questo antico strumento dal vivo e devo ammettere che, sarà l’atmosfera dell’antica cappella, sarà la bravura dell’esecutore, sarà l’idea del primo concerto dell’anno, sarà Bach….di fatto, l’effetto finale è veramente stupendo. Con Vivaldi il violinista si scatena letteralmente, e come bis fanno un rondò di Mozart molto apprezzato dal pubblico presente. Fa un effetto strano pensare che lui ha suonato personalmente in questa cappella, mentre ascoltiamo librarsi nell’aria le note della sua musica immortale. Un buon modo per terminare questa lunga giornata di scoperte.