Sabato 13: Kilkenny – Cashel – Cahir – Mallow

Sveglia all’alba anche al Carriglea, la luce invade la stanza attraverso la tenda fiorita mentre fuori il silenzio assoluto domina le strade. Cerco di dormire ancora un po’, finché la sveglia annuncia col suo ronzio che una nuova giornata è cominciata. Ieri sera abbiamo lasciato il menù con le nostre preferenze per la colazione sul tavolino vicino alla porta, e stamattina troviamo ad attenderci tutto quello che abbiamo scelto. La stanza della colazione è molto luminosa, e l’apparecchiatura è bellissima. Oltre ai pancakes con lo sciroppo d’acero e all’omelette ai funghi ci vengono offerti frutta, yogurt, pane e marmellata, scones, tè e caffè. Intanto che gustiamo tutte quelle specialità chiacchieriamo con John, il simpaticissimo marito della signora Josephine, e poi con una coppia di signori francesi che sono in evidente difficoltà con l’inglese. Sperano che dalle parti di Cork, dove stanno andando, ci siano più persone in grado di parlare francese, ma non ne sono affatto certi. Poco dopo anche la signora Josephine si unisce alla nostra conversazione, e parliamo di lingue e abitudini, storia e cambiamenti sociali, viaggi e libertà. Un modo davvero piacevolissimo di cominciare la giornata. Lei conosce un po’ l’Italia, è venuta proprio a Pisa diverse volte perché, come dice lei, “Ryanair takes you there…! ”, così la invitiamo a tornare presto a visitare altre zone della Toscana. Alla fine dobbiamo raccogliere tutte le nostre cose e saldare il conto, salutando e ringraziando per la magnifica accoglienza che ci è stata riservata in questa bellissima casa. La ricorderemo con grande nostalgia. Riprendiamo il nostro itinerario di oggi e cominciamo con la visita al Kilkenny Castle (www.kilkennycastle.ie 6,00 € a testa), quasi deserto a quest’ora del mattino, il che rende il nostro giro ancora più piacevole. castle3.jpg Il castello, costruito intorno al XII secolo, è immerso in un parco enorme fiancheggiato dal fiume Nore, e per più di 600 anni è stato di proprietà della famiglia nobile dei Butler, che ne ha modificato strutture e stili nel corso dei secoli. cashel4.jpg Nella grande galleria dei ritratti, al primo piano del castello, sono appesi ancora oggi numerosi quadri che raffigurano i vari conti e contesse che si sono susseguiti nella storia della proprietà. Le sale aperte non sono molte ma sono ben tenute, e la vista sull’immenso prato antistante all’edificio principale è spettacolare. kcastle.jpg Un sole splendente rende tutto più luminoso, e anche il giardino sul retro con la fontana e le aiuole di rose sembrano più brillanti.  All’uscita dal castello andiamo verso la cattedrale di San Canice (www.cashel.anglican.org/cances.shtm, ma è l’ora della messa e c’è grande affollamento, così non possiamo entrare. castle2.jpgFacciamo un salto al Kilkenny Book Centre, bellissima libreria con tanto di caffetteria proprio in centro, e decidiamo di comprarci un piccolo libro fotografico che illustra le bellezze naturali irlandesi. Infine torniamo all’auto e prendiamo la R691 in direzione della contea di Tipperary per visitare di uno dei luoghi più famosi e ammirati di tutta l’Irlanda, Rock of Cashel. Ci arriviamo verso l’una e un quarto, dopo chilometri in solitudine tra pascoli verdissimi e mucche che ruminano tranquille. Le poche auto che incontriamo rallentano quando le incrociamo, e ogni volta scambiamo un cenno di saluto con l’autista di passaggio. Avevo letto che qui è una consuetudine quella di salutare chi si incontra anche se non si conosce ma pensavo fosse solo una specie di storiella per turisti, invece scopriamo presto che è un’abitudine reale, e piacevolissima. All’arrivo alla collina di Cashel parcheggiamo l’auto e saliamo fino alla biglietteria, non c’è molta gente e il sole splende deciso. Paghiamo l’ingresso (www.cashel.ie 3,00 € a testa) e dopo pochi minuti comincia una visita guidata fatta da una signora bravissima che, parlando a raffica con un bell’accento irlandese, ci fornisce spiegazioni dettagliate e commenti divertenti sulla storia di questo sito celtico-medievale che sorge su una piccola altura presso la cittadina di Cashel, e che era considerato il luogo dei Re in quanto proprio qui, nel V secolo, San Patrick in persona riuscì a convertire Aengus Re del Munster. cashel.jpg Il sito è composto da una serie di edifici di epoche diverse ognuno unico e importante a suo modo, e comprende un cimitero, un campanile e un paio di chiese. Nonostante la nostra guida parli veramente a raffica riesco a capire abbastanza, e a seguire il filo principale della sua rievocazione storica. E soprattutto riesco a spiegarmi un po’ meglio quella sensazione provata fin dall’inizio di stare visitando un luogo davvero speciale, un posto magico anche per questa terra di fate e folletti. cashel2.jpg La collina verde, la chiesa senza tetto, il cielo azzurrissimo attraversato da batuffoli di nuvole candide che si rincorrono continuamente, i prati infiniti intorno, le mucche immobili in lontananza, la pietra grigia e calda degli edifici diroccati, le tombe sparse nell’erba, il campanile a cono, i corvi che gracchiano, il vento, la luce intensa – non dimenticherò niente di questa visita spettacolare a uno dei luoghi più incantati d’Irlanda. cashel3.jpg Dopo la spiegazione facciamo un giro da soli, per scattare un po’ di foto e gustarci l’impressionante panorama della campagna circostante che si vede da lassù, e che sembra infinita. Come per magia, subito dopo la fine della nostra visita il cielo si chiude e la pioggia comincia a cadere. Fuggiamo verso l’auto, ma come previsto dopo pochi minuti è già tutto passato, e il sole torna a splendere. cashel4.jpg Il vento la fa da padrone qui, spostando le nuvole a suo piacere. Intanto noi riprendiamo la N8 diretti a Cahir, la campagna irlandese si estende verde e morbida tutto intorno al nastro grigio di asfalto, che percorriamo quasi da soli. Arriviamo a Cahir in circa 45 minuti, e qui visitiamo il castello-fortezza (www.heritageireland.ie/en/South-East/CahirCastle/ 3,00 € a testa). Le potenti mura alte e squadrate, le pietre a vista, l’immancabile prato perfettamente rasato, i cannoni, le scale a chiocciola, i merli, le feritoie, i pavimenti di legno, i caminetti enormi, tutto è tipico dei castelli medievali di quest’area, e tutto è perfettamente conservato come raramente si può trovare in altri luoghi. cahir.jpg A parte un paio di grossi armadi in quercia scolpita non ci sono molti arredi purtroppo, ma c’è un grande plastico che ricostruisce l’assedio al castello dell’esercito di Oliver Cromwell e la storia della sua conquista nel 1650. Dopo la visita al castello, visto che non è troppo tardi, decidiamo di visitare anche il “Swiss Cottage” che abbiamo visto segnalato in un cartello a meno di 2 km dal castello. Si tratta di un Cottage Orné, il più antico e più bello di tutta l’Irlanda senza dubbio, di proprietà della famiglia Butler che lo fece costruire nel XVIII secolo e che, dopo vari passaggi di proprietà e un periodo di totale abbandono, è stato recuperato e meravigliosamente riportato al suo splendore originario. swiss2.jpg La visita è guidata (www.heritageireland.ie/en/South-East/SwissCottage/ 3,00 € a testa) e dura circa mezz’ora, nella quale si ripercorre tutta la storia di questo originale edificio progettato probabilmente dal famoso architetto Regency John Nash, fatto costruire dai Butler solo per moda e per sfoggio di ricchezza, e che la famiglia utilizzava per ospitare – e soprattutto per stupire – gli amici nei pomeriggi estivi, per poi tornare a dormire nella più comoda villa in centro. Il cottage ha infatti solo poche stanze non molto grandi, ma tutte dalla struttura irregolare e stravagante come si conveniva ad un’abitazione del genere, falsamente rustica e bucolica in mezzo ad una campagna superba. La struttura del cottage è a base irregolare, le stanze sono decorate da tessuti e preziose carte da parati a tema floreale e ramage, gli oggetti sono particolari e sempre ispirati alle forme della natura come fiori e foglie, le finestre sono tutte diverse e ognuna si apre in maniera differente dall’altra, le rifiniture ricordano spesso piante e uccelli. Ma la parte che colpisce maggiormente è forse l’esterno, col grande tetto scuro in paglia dalla forma ondulata, i graticci in legno sui muri, e la veranda decorata da colonne che sono tronchi di quercia lisciati uniti tra loro da lunghi rami intrecciati, sui quali rampicano numerose piante di rose in fiore. swiss.jpg Un edificio sicuramente bizzarro – anche troppo – e stravagante in modo volutamente marcato, ma originale senza dubbio, e curato in ogni minimo dettaglio, una testimonianza spettacolare di una moda nobile che sarebbe stato un vero peccato perdere per sempre. Una visita particolare, che la ragazza che ci faceva da guida ha saputo rendere molto piacevole. Non si potevano fare foto all’interno purtroppo, ma di sicuro, tra le altre cose viste, non dimenticherò un piccolo tavolino da lavoro a tre piedi in legno di noce, con il piano rotondo sollevabile come quelli dei cofanetti e uno scomparto contenitore al di sotto, la cui parete cilindrica è composta in realtà da una serie di stecchine di legno larghe un paio di cm alternate a fessure della stessa dimensione. Le signore, quando lavoravano a maglia o ricamavano, inserivano gomitoli di differenti colori all’interno del cilindro sotto il piano del tavolinetto e facevano uscire dalle singole fessure i capi di filo di diverso colore, che così non si sarebbero intrecciati gli uni con gli altri durante il lavoro. Assolutamente delizioso. Potendo scegliere una sola cosa, mi sarei portata a casa quello. All’uscita dal Cottage, che nonostante il suo nome non ha assolutamente niente a che fare con la Svizzera, ci mangiamo finalmente i panini con prosciutto e formaggio che abbiamo acquistato stamattina a Kilkenny. Quindi ripartiamo verso sud sulla N8 e poi sulla N73 fino a Mallow, dove abbiamo una prenotazione al “Greenfield House”. Non lo troviamo subito, così chiediamo informazioni a un signore mostrandogli la nostra guida dei B&B con il nome dei proprietari. Lui non sa dove abiti questa famiglia di preciso, però si offre addirittura di andare a prendere il suo telefonino a casa per chiamarli e farsi dire come raggiungerli, lasciandoci senza parole. Lo ringraziamo ma non vogliamo disturbarlo tanto, così ripartiamo e chiediamo al più vicino distributore di benzina, e lì il gestore ci disegna addirittura una piantina su un foglio di carta per farci arrivare senza problemi. Non ci stupiamo mai abbastanza della cortesia e dell’affabilità di queste persone, tutte veramente disponibili e pronte a dare una mano solo per il piacere di rendersi utili. E’ una cosa che solleva il cuore, di questi tempi. Verso le 19,15 siamo finalmente in una bellissima camera tripla tutta per noi, con un’enorme finestra che da sulla campagna e un bagno tutto rosa, piccolo ma lindo. Per oggi abbiamo girato abbastanza, stasera stiamo in camera con una scorta di tè e biscotti a riposarci e ricaricare le batterie. Un’altra giornata di meraviglie ci attende domani.
Greenfield House Mallow, Cork County (35,00 € a testa voto 4/5)
www.family-homes.ie/view_more.php?id=126
greenfieldhouse@hotmail.com

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