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Santa Lucia

21 dicembre, 2010 in Knitting. Commenti: 6

La leggenda dice che, nel giorno più corto che ci sia, Santa Lucia arriva portando con sé la luce per illuminare la notte più buia dell’anno e scacciare la paura dell’inverno. Ogni paese ha la sua tradizione in proposito, dove si preferiscono i giocattoli dove i dolcetti, da noi abbiamo optato per le candele. Così ogni anno io e mia mamma ci scambiamo un piccolo simbolo di luce come buon augurio per i lunghi mesi che verranno, che di solito è una candelina, o un portacandele o simili. Ma quando ho visto questo progetto sul libro “Irresistible gifts to knit” di Alan Dart ho capito che non ci poteva essere dono migliore di questo per la nostra personale tradizione.

Il pattern è descritto in maniera perfetta come al solito, ed è semplice nonostante sia composto di diverse parti. La dimensione finale di Lucia non è molto grande, 18 cm circa, e per ottenerla ho usato lana fine e ferri di 3,75mm. Il corpo è lavorato tutto insieme, si comincia dai piedi montandoli separatamente e, dopo aver lavorato le due gambe, si uniscono le maglie all’altezza del cavallo e si procede in un pezzo unico a maglia rasata. All’altezza della vita si cambia filato e si fanno alcuni giri con il rosso, per tornare poi alla lana bianca per il busto e il collo, dove si fanno i calati necessari e si chiudono poi le maglie rimanenti. Una volta staccato il lavoro si cominciano a cucire insieme le parti e a imbottirle via via che si procede. A parte si fanno le braccia, da fissare poi all’altezza delle spalle, e la lunga gonna, che si comincia dal fondo con alcuni giri a legaccio e si prosegue fino alla vita dove si calano buona parte delle maglie in un unico giro per creare l’effetto increspato. Una volta uniti i bordi sul dietro della gonna, si procede a fissarla intorno alla vita con punti nascosti, proprio al di sotto della fascia rossa. A parte si fanno i due nastri rossi a legaccio che poi si fermano con pochi punti sul davanti della gonna a formare i pendenti della cintura rossa tradizionale.

Per la testa ho usato un rosa carne chiarissimo, e una volta fatta e riempita di ovatta l’ho cucita al collo con punti nascosti. A questo punto restavano da fare solo i dettagli del viso, compresi gli occhi e il naso da cucire a parte, e i capelli, per i quali ho utilizzato fili di lana gialla fissati con l’ago al centro della testa e poi fatti ricadere ai due lati del viso e tagliati all’altezza della vita. Infine sono passata a fare i dettagli che sono fondamentali per Lucia, cioè la corona di luce e la candela che porta in mano. Per la corona ho realizzato un anello a legaccio di lana verde intenso chiuso su se stesso dove vengono infilate le candele, per fare le quali ho usato dei classici bastoncini pulisci pipa. Li ho ripiegati a metà e rivestiti con molti giri stretti di lana bianca, lasciando spuntare sul lato alto un anello di filo di lana gialla a rappresentare la fiammella. Dopo averne fatte 5 di aspetto e dimensioni uguali le ho incastrate nei trafori delle maglie della corona, in modo che restassero dritte e ferme, e ho posato la corona così composta intorno alla fronte di Lucia in modo che restasse infilata bene sulla testa senza scivolare giù. Per realizzare la candela che porta in mano ho usato la stessa tecnica di quelle della corona, ma intorno alla base ho fatto un piccolo cerchietto di lana verde a creare l’effetto del portacandele, che poi ho cucito con pochi punti tra le mani unite della bambina.

Il risultato mi è sembrato buono alla fine, e soprattutto a mia mamma la sorpresa di questa Lucia fatta a mano è piaciuta moltissimo. In fondo, anche delle candele di lana possono fare molta luce, se vengono donate con amore.

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Magic Lolly

15 settembre, 2010 in Knitting. Commenti: 8

Fare questa mi è piaciuto proprio tanto. Perché adoro lavorare i bellissimi pattern di Alan Dart, perché in parte me la sono un po’ inventata dato che quello che volevo fare non l’ho trovato neppure sul mitico sito di Ravelry, e soprattutto perché l’ho fatta per una delle persone più gentili che ho conosciuto negli ultimi tempi, e che ormai mi piace considerare una mia amica. Per questo per lei volevo fare una creatura speciale che ricordasse la sua dolcezza e il suo carattere allegro e luminoso, e naturalmente anche la sua passione per tutto ciò che è magico.

Non so bene perché, ma fin dal momento in cui ho deciso di realizzare questo topolino ho avuto chiaro in mente che avrei dovuto utilizzare lana celeste e azzurra, come se solo questi colori mi potessero garantire l’effetto finale che desideravo ottenere. Per fare il corpo ho utilizzato lo schema base della Regina di Yore, lavorando con lana color celeste cielo e ferri di 3,5mm per la gonna e passando poi all’azzurro chiaro per il corpetto e le maniche. Zampette, piedi, muso, orecchie e coda sono fatti con lana color beige rosato, delicato come si conveniva allo scopo, mentre per il cappello a cono ho usato il pattern del cappello della dama di corte, ma personalizzato nei colori e nel piccolo velo. Una volta assemblati e imbottiti il corpo, le braccia e la testa, decorata dalla cuffia azzurra, ho ricamato gli occhi neri e la bocca e il naso rosa, e ho fissato il velo sulla spalla con una pietra celeste cielo per dare un affetto di particolare eleganza.

Ma questa topolina doveva essere magica, non solo elegante, dunque avevo bisogno di qualcosa di più speciale, dovevo trovare un modo perché la sua magia saltasse immediatamente agli occhi fin dal primo sguardo. E cosa c’è di più magico del luccichio ? Ho tirato fuori le mie bustine di decorazioni, ho scelto le paillettes e i corallini più brillanti che avevo e ho cominciato ad applicarne un giro tutto intorno alla vita della topolina, per crearle una specie di cintura luminosa. Quindi, visto che l’effetto mi pareva buono, ho continuato ad applicare paillettes argentate qua e là su tutta la gonna, e poi anche sul cono del cappello fatato, finché mi è parso che fossero sufficienti ad ottenere l’effetto che volevo.

A questo punto ero molto vicina a quella che era la mia idea iniziale, ma le mancava ancora un dettaglio fondamentale senza il quale non poteva essere completa: una bacchetta magica. Per realizzarla sono partita da un semplice stuzzicadenti di legno che ho rivestito accuratamente con della carta di alluminio, cercando di nascondere il più possibile le attaccature. In cima ho incollato due piccole stelle di stoffa di quelle che si applicano come decorazioni dei vestitini dei bambini, che avevo acquistato in merceria, e per rifinire tutto nel migliore dei modi ho passato un paio di strati di smalto trasparente con i brillantini d’argento su tutta la bacchetta, tanto per fermare bene le varie parti e dare un aspetto più luminoso al tutto.

Quando l’ho messa sul tavolo, lì in piedi davanti a me, con la sua gonna tutta luccicante, il cappello col velo e la bacchetta d’argento in mano ho avuto la sensazione di essere riuscita a fare proprio quello che volevo, e sono stata molto soddisfatta per la buona riuscita di questo progetto. La mia Lolly è dolce e adorabile come speravo, e magica quanto volevo che fosse. E’ stata dura salutarla e separarmene, ma so che l’amica che la riceverà ne avrà grandissima cura, e per questo gliel’ho mandata con tutto il cuore. E se servirà a regalarle anche solo un piccolo sorriso ogni tanto, il mio non sarà stato un lavoro vano.
Certe magie, a volte, sono più semplici di quanto non si creda.

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Alfy the bass player

16 luglio, 2010 in Knitting. Commenti: 2

Siccome il nostro “Alfiere” è il talentuoso bassista di un gruppo Indie-rock che sta piacendo molto dalle nostre parti, e siccome il suo gruppo partecipava a un music contest importante e tutti noi in ditta facevamo il tifo per lui, ho pensato di modificare il pattern di un topolino sul quale avevo già lavorato e di combinarlo con un altro pattern dal quale trarre le indicazioni per gli accessori, per creare un topo bassista da regalargli per l’occasione. Quando ho bisogno di un aiuto valido so bene che posso sempre contare sul genio di Alan, e anche questa volta il suo lavoro mi ha permesso di realizzare quello che volevo senza nessuna difficoltà – e con grande divertimento.
Per il corpo ho usato nuovamente lo schema del basic mouse dei Tales of Yore che prevede un abbigliamento con i “pantaloni” adatto al mio progetto, ed ho usato ferri di 3,5mm e lana celeste per farli assomigliare il più possibile ad un moderno paio di jeans.

All’altezza della vita ho fatto due giri a legaccio con la lana arancione per creare la cintura, e ho continuato con il verde menta per la maglietta, che è il colore simbolo del gruppo “The Absinth”. Nel centro della maglietta ho lavorato un intarsio con lana bianca e nera a formare una specie di grande occhio, il logo del gruppo, e alla fine ho ricamato un sottile bordo nero tutto intorno per definirlo meglio. Avevo preparato il piccolo schema da sola, e tutto sommato, una volta realizzato, si è dimostrato delle giuste dimensioni e proporzioni.

Quindi sono passata a fare le braccia ed ho scelto di fare la maglietta a maniche corte, più consone alla circostanza, semplicemente passando alla lana nocciola dopo solo pochi giri di maglia rasata verde. Ho usato la stessa lana nocciola anche per la testa, le orecchie e la coda, mentre per i piedi mi sono inventata un’altra soluzione tutta mia. Non volevo che il topino musicista sembrasse a piedi nudi come i topolini di Yore, così ho usato uno scampolo di lana arancione per fare delle scarpe basse tipo Converse e ci ho ricamato sopra dei lacci intrecciati bianchi per creare l’effetto delle stringhe, che ho legato con un fiocco. Il risultato mi è piaciuto molto, soprattutto perché somigliava davvero a quella che era la mia idea iniziale.

Una volta assemblato e imbottito il corpo e ricamati i dettagli della faccina sono passata alla parte più difficile, lo strumento musicale. Mi ricordavo che nel bellissimo pattern degli Hula Hamsters compreso nel numero 57 di Simply Knitting di agosto 2009 uno dei criceti hawaiani suonava una specie di chitarra che poteva fare al caso mio, ed è su quello schema che ho realizzato il basso di Alfy. Ho lavorato le due parti del corpo dello strumento (anteriore e posteriore) con lana ecrù e ferri di 3mm e le ho cucite insieme per formare la cassa armonica, poi con lana marrone un po’ più sottile ho fatto la parte superiore del manico. In cima a questa ho ricamato il piccolo ponte e le chiavette con cotone color beige chiaro, quindi ho aggiunto i vari dettagli delle parti cave ricamandoli con l’ago e della lana nera piuttosto fine. Come ultima cosa ho cucito il basso alle mani del topolino, sistemandolo in maniera che sembrasse pronto per essere suonato, e la dimensione si è rivelata perfetta per lo scopo previsto.

Per dare un ultimo tocco personale al mio piccolo bassista ho preparato un cordoncino di lana rossa trillata e gliel’ho legato intorno alla fronte, come usano portare i più scatenati divi del rock, e direi che come dettaglio finale è risultato veramente azzeccato.

Alla fine il gruppo dell’Alfio non ha vinto quel contest musicale, ma non ha molta importanza dopo tutto. Si sono divertiti tutti al concerto, e un piccolo premio lui lo ha ricevuto lo stesso. Un topino fatto con il cuore, e regalato con l’augurio che nella sua vita la musica non finisca mai.

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Batty

12 maggio, 2010 in Knitting. Commenti: nessuno

Questo adorabile pipistrello versione gran sera l’ho trovato sul numero n° 59 di Novembre 2009 della rivista inglese di maglia Simply Knitting alla quale sono abbonata. Si tratta naturalmente di un altro bellissimo progetto di quel mago del toy knitting design che si chiama Alan Dart che non finisce mai di sorprendermi con le sue creazioni, tutte tanto fantastiche da farmi venire voglia di realizzarle subito appena le vedo… Anche stavolta ci sono cascata, e mi sono messa d’impegno a dare vita a questo simpatico vampiro perfetto in ogni dettaglio, divertendomi come non mai nonostante una certa complessità del lavoro considerato nel suo insieme.

Una novità importante è stata che per questo progetto ho utilizzato per la prima volta un paio di ferri del mio nuovo kit in bamboo ordinato online da questo sito inglese, pagandoli molto meno di quanto li avrei pagati in un negozio di zona e ricevendoli via posta nel giro di circa 3 giorni – un affare che mi ha lasciata davvero soddisfatta. Il paio che ho utilizzato per Batty è quello di 3,25mm (il kit che ho acquistato comprende 15 paia di ferri di dimensioni a scalare che includono anche le mezze misure e i quarti di misura, che dalle mie parti sono più rare da trovare dei tartufi…) e subito ho notato l’estrema leggerezza e maneggevolezza di questi nuovi strumenti, che d’ora in avanti faranno regolarmente il loro dovere con i miei gomitoli.

La realizzazione del pipistrello comincia dal corpo, lavorato dalla base fino su al collo, per il quale ho scelto una morbidissima lana viola che al tatto è sofficissima e scivola sui ferri con estrema facilità dando un effetto finito molto uniforme e piacevole al tatto. Una volta chiuso e imbottito il corpo, che deve essere bello largo e stabile alla base perché il pupazzo possa stare seduto senza problemi, si passa alla testa. Si inizia dalla parte posteriore e si aumenta fino al limite del viso, dove si cambia colore attaccando il nocciola e facendo attenzione a scambiare le maglie a scalare per formare la punta sulla fronte del pipistrello. Alla fine si passa al color rossiccio per il naso, e si conclude senza chiudere le maglie sul ferro ma infilandole invece con l’ago da lana e tirando per stringerle a cerchio. Da qui si chiudono i bordi del viso fino al collo e si imbottisce tutto di ovatta dando una forma il più possibile tondeggiante. Le orecchie si lavorano a parte e si applicano sulla parte alta della testa poco al di là della linea che delimita il viso. Le gambe sono strisce lunghe e strette di lana viola da chiudere sul lato imbottendole leggermente via via, mentre i piedi hanno la ghetta bianca e la parte laterale nera lavorate insieme, alle quali si unisce poi la suola piatta fatta a parte. Le braccia sono lavorate come le gambe, ma terminano con pochi giri in lana color nocciola per le mani. A decorazione della manica si fanno i polsini bianchi, da applicare con pochi punti al di sopra della mano. Quindi si fa lo sparato della camicia bianca, che termina leggermente stondato, e il piccolo papillon formato di due parti nere da cucire insieme al centro.

Come ultimo elemento resta il mantello, che è anche la parte più complessa e lunga da realizzare, ed è lavorato con una tecnica particolare che non avevo mai provato. Per fortuna le spiegazioni di Alan sono sempre molto dettagliate e precise, così non ci ho messo troppo a capire come dovevo procedere per ottenere il risultato desiderato. Il mantello è composto di due parti, una cappa esterna e una fodera interna, ed è proprio da questa che si comincia, montando le maglie del punto centrale più lungo con la lana viola chiaro e procedendo in senso orizzontale, scalando e aumentando le maglie sul bordo esterno per creare la punta. Dopo 4 punte si cambia colore di lana passando al nero e si comincia la parte esterna della cappa, andando avanti con la lavorazione a punte per 8 sezioni. Quindi si attacca di nuovo la lana viola per fare le ultime 4 punte, ricongiungendo infine il lavoro alle maglie iniziali. Qui si chiudono tutti i punti e si cuciono le due parti con la tecnica a tappezzeria, in modo che la linea di unione delle maglie resti invisibile sul lato interno, e poi si procede nel lungo e delicato lavoro di unione dell’orlo inferiore del mantello cercando di far rimanere la cucitura nascosta all’interno del bordo. Infine si fa il collare, cominciando dal lato nero per passare poi alla fodera viola, chiudendo le maglie sul lato stretto e attaccando il tutto al bordo superiore della cappa. Realizzare il mantello è un lavoro lungo e di precisione, ma una volta capita la tecnica si procede abbastanza agilmente ed è una bella soddisfazione vederlo formarsi piano piano sotto i ferri.

Una volta completati tutti i pezzi si passa all’assemblaggio finale del pipistrello, che comprende le rifiniture, il lavoro di ricamo dei dettagli del viso come occhi, bocca e denti da vampiro, e la decorazione con paillettes e perline nere della camicia e delle scarpe da sera. L’ultimissimo, irrinunciabile dettaglio è costituito da un lieve velo di fard rosa da passare sulle guance del piccolo pipistrello, che riesce a dargli un’aria viva e vivace e decisamente allegra.

Sono molto soddisfatta del lavoro fatto, il mio Batty adesso se ne sta seduto sulla nostra libreria guardandoci con un’aria simpatica e amabile nonostante i suoi denti da vampiro, e questo è già un buon risultato. Finalmente, grazie ad Alan e al suo talento, non c’è Halloween che potrà più farci paura o trovarci impreparati…

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Knight with shield

19 aprile, 2010 in Knitting. Commenti: nessuno

Dopo aver realizzato tanti componenti della famiglia reale e personaggi della nobiltà e della servitù, stavolta è il turno di un cavaliere, uno di quelli veri con tanto di spada e scudo, pronto a difendere con il suo coraggio il castello della corte di Yore.

Il corpo si lavora con lana grigia e ferri di 3,5mm seguendo lo stesso procedimento usato per realizzare quello del Principe, con il lato del rovescio che diventa la parte esterna del lavoro per rendere meglio l’effetto della cotta di metallo dell’armatura da cavaliere. Anche le braccia sono grigie, lavorate a maglia rasata, e in fondo ai polsi le zampine sono di lana color rosa chiarissimo come i piedi e la coda. La testa ha la parte posteriore grigia lavorata a rovescio a rappresentare l’elmo, mentre il musino appuntito si termina con la lana rosa. A parte si fanno la calotta grigia e il paracolpi di protezione da attaccare a sopraggitto sulla testa, tra le orecchie. Dopo aver assemblato il corpo e ricamato i dettagli di occhi, naso e bocca, si passa alla tunica, che è fatta in due parti uguali da cucire insieme sui fianchi, e prima di fermarla sulle spalle si ricama sopra la croce da cavaliere con lana rossa a punto a maglia. Come ultimo dettaglio dell’abito si fa il collare della cotta a rovescio e si fissa intorno al collo, sopra il bordo della tunica. Una volta finito il cavaliere bisogna “attrezzarlo” di tutto punto a cominciare dallo scudo, che si lavora partendo dal lato largo e continuando via via a scalare per formare la punta. Anche qui si ricama una piccola croce rossa a punto a maglia, e dopo aver rifinito tutto e fermato i fili si incolla lo scudo di lana su un’anima di cartoncino sottile e rigido possibilmente bianco, per dargli struttura e consistenza. La spada è fatta di maglie in filo d’argento montate e subito richiuse a formare la lama, mentre le due parti dell’elsa si lavorano con filo nero e si attaccano insieme, fissando poi su queste la piccola lama argentata. Anche in questa, come in quella del Principe, ho utilizzato un pezzetto di filo di ferro sottile infilato tra le maglie a fare da anima rigida alla lama per darle stabilità. Una vola cucita alla mano del topolino, la spada è rimasta in posizione in maniera perfetta senza troppe difficoltà.

L’effetto finale è decisamente buono secondo me, tutto sommato il topino cavaliere ha un aspetto nobile e coraggioso, e anche se il suo sorriso simpatico e la sua spada un po’ fragile non incuteranno particolare timore agli avversari, di sicuro gli occhi di molte fanciulle brilleranno dolci di ammirazione di fronte alla sua armatura scintillante…

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