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Orsino

12 novembre, 2009 in Knitting. Commenti: 2

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Questa volta mi serviva un regalo per una persona molto speciale. Così, dopo aver scartabellato tra tutti i miei libri di maglia, ho deciso che questo orsetto era proprio quello che faceva al caso mio. Morbido, dolce, tenero, tutto da abbracciare e coccolare. Proprio come mia cugina Cristina, alla quale era destinato. Lo avevo adocchiato fin dal primo momento in cui avevo sfogliato il libro di Teddy Bears di Debbie Bliss, un nome una garanzia in fatto di design di toy knitting. Mi aveva colpita subito per quella sua aria così tenera e “huggable”, e soprattutto per il suo aspetto da tipico orsetto tradizionale inglese, che è il massimo secondo me quando vuoi realizzare qualcosa di veramente prezioso. Così ho tirato giù tutte le mie scatole di lana per scegliere colori e spessori dei filati – una fase del lavoro che mi piace particolarmente – e mi sono messa all’opera per preparare la mia sorpresa.
Da una prima occhiata alle istruzioni mi era sembrato tutto chiaro, ma andando avanti ho capito che il progetto era meno semplice del previsto. E’ vero che tendo ad escludere istintivamente qualunque pattern dove non sia visibile in maniera immediata almeno un po’ di abilità tecnica di realizzazione – se non è una sfida non è divertente per me, diciamolo – ma questo progetto mi ha sicuramente impegnata più del previsto. Le varie parti dell’orso – lavorato con ferri di 3,5mm – sono state facili da fare, i problemi sono arrivati al momento dell’assemblaggio. Diversamente da altri animali che ho fatto in precedenza, dove la forma era sempre ottenuta tramite calati e cresciuti durante la lavorazione, qui sia gli arti che la testa e le orecchie sono composti da diversi piccoli pezzi da cucire insieme, il che ha richiesto molto tempo, e molta precisione, perché il tutto avesse un aspetto finale realistico e senza tracce evidenti di giunzioni e fermature. Dopo il corpo, il cappello e le scarpine sono state semplici da fare, sempre con ferri di 3,5 mm e lana sottile color avorio e azzurro, ma la cosa che mi ha messa maggiormente alla prova è stata sicuramente la camiciola da notte. La costruzione è effettivamente particolare, con lo scollo a interrompere il davanti e il dietro da proseguire separatamente, e poi le maniche da realizzare raccattando le maglie all’altezza delle spalle, però alla fine è risultata fattibile. La parte complicata però era dovuta al fatto che le righe verticali si ottengono con la lavorazione in traverso, quindi si comincia da un fianco e si procede verso il centro fino all’altro lato cambiando continuamente gomitolo per ottenere le strisce di diversi colori. Praticamente staccavo e riattaccavo il filo ogni 2 o 3 ferri, e ad un certo punto avevo i gomitoli raddoppiati sulle due parti uguali da portare avanti separatamente, con una tale miriade di fili laterali da fermare da far disperare un santo… Più che difficoltosa, direi che è una tecnica di lavorazione molto rallentata e un po’ frustrante, perché si perde tanto tempo e sembra che il lavoro non cresca mai. Per realizzare un pezzo di queste dimensioni in un solo colore si impiega neanche un quarto del tempo che mi è servito per fare questo, ma di sicuro l’effetto finale non è altrettanto bello. Cucire insieme tutto in maniera precisa è assolutamente indispensabile, perché poi si devono riprendere le maglie dello scollo per fare il costurino per i bottoni e il colletto, e se tutto non è esattamente dove dovrebbe essere le cose possono diventare un po’ complicate… Per fortuna tornava tutto alla fine, così quando ho attaccato i pom-pon colorati e ho vestito l’orsetto mi sono sentita assai soddisfatta del risultato. E’ venuto come speravo, e molto somigliante a quello del libro di Debbie, il che mi ha resa ancora più contenta dopo tanto impegno. Anche le knitters di Ravelry mi hanno fatto tanti complimenti per questo progetto, ma loro sono sempre squisite, si sa. Comunque, la mia vera ricompensa è arrivata quando ho visto la gioia di mia cugina nel momento in cui lo ha ricevuto e lo ha abbracciato forte a sé, contentissima di questo piccolo regalo fatto apposta per lei. Vale la pena affrontare cento volte queste piccole difficoltà per fare felice una persona speciale come lei, e anche se in alcuni momenti questo progetto mi ha fatta tribolare più del previsto, lo rifarei mille volte per vedere quegli occhi brillare. E poi, io l’ho fatto azzurro, hai visto mai che porti bene…

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Dante elefante sapiente

5 aprile, 2009 in Knitting. Commenti: nessuno

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Volevo fare un animaletto speciale da portare al mio nipotino Elia come regalo di Pasqua e quando ho visto questo elefantino ho subito pensato “è lui!”. L’ho trovato tra i “Toys to knit ” di Debbie Bliss, la spiegazione era semplice e precisa come al solito così non ho avuto problemi a realizzarlo. In realtà l’originale del libro è un elefantino pattinatore con tanto di kilt, sciarpa e pattini portati sulle spalle, ma Elia è troppo piccolo per avere a che fare con tutti questi mini accessori che potrebbero essere pericolosi per lui, così ho realizzato una versione semplificata del pupazzetto, che finito è alto circa 24 cm.
Per rendere il mio Dante un po’ più vario ho deciso di utilizzare una lana mélange grigio chiaro e grigio scuro invece che a tinta unita, e direi che l’effetto finale rende bene. Ho utilizzato ferri di 3,5mm per il corpo e il muso dell’elefantino, e ferri di 3mm per il maglione rosso. La proboscide è lievemente imbottita con la solita ovatta del corpo, ma all’interno ho anche inserito uno scovolino pulisci pipa un po’ ripiegato per ricreare l’effetto del movimento e per dare una maggiore consistenza al naso, come indicato nelle istruzioni. L’unico elemento un po’ diverso nell’esecuzione di questo animaletto consiste nel fatto che, una volta finito e assemblato l’elefante in tutte le sue parti e dopo aver ricamato anche gli occhi, si procede con l’assemblaggio delle parti del maglione, ma si fanno solo le cuciture lungo le maniche e sui fianchi. Dopodiché si comincia a “vestire” l’elefante facendo in modo che la testa e la proboscide passino pian piano dal collo dell’indumento, e poi si finiscono di chiudere le spalle dal diritto con punti invisibili lasciando il collo alto un poco aperto, per ottenere un effetto più realistico.
E’ molto più semplice a farsi che a dirsi, e il risultato finale mi sembra molto carino. Spero proprio che Dante l’elefante sapiente, con la sua morbidezza e la sua espressione simpatica, saprà tenere buona compagnia a Elia nelle sue ore di gioco.

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Angelino Jolie

3 marzo, 2009 in Knitting. Commenti: 2

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Ho chiamato così questo piccolo coniglietto che ho fatto appositamente per mia mamma. Lei fa collezione di angeli di ogni tipo da molti anni, ma un “conigliangelo” così non ce l’aveva di sicuro… Ho realizzato questa deliziosa creaturina seguendo le spiegazioni che ho trovato nel libro Toy Knits, ed è stato abbastanza semplice anche questa volta. Questo coniglietto è decisamente più piccolo del Charlie Bear, è alto in tutto non più di 20 cm e per realizzarlo ho utilizzato ferri n° 3 e lana sottile color tortora, mentre la tunichetta è fatta con ferri n° 3,5 e un morbidissimo filato color panna. Le ali dell’angioletto del libro erano previste di cartoncino dorato ritagliato e stondato ai bordi, ma a me non piaceva molto l’idea di un materiale così rigido vicino a tanta morbida lana. Così ho utilizzato un cerchio di tulle da bomboniere bordato di nastro di raso avorio, che ho ripiegato al centro dandogli il più possibile la forma di ali, fermandolo al corpo del coniglietto con un nastrino color oro incrociato sul davanti, che in questo modo è diventato anche la rifinitura della piccola tunica. Non è esattamente uguale a quello del libro ma a me piace molto così, mi da un senso più di soffice e “angelico” col tulle che spunta alle spalle del coniglietto, e poi a mia mamma è piaciuto tantissimo e questa è l’unica cosa che conta !

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Charlie Bear

20 febbraio, 2009 in Knitting. Commenti: nessuno

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Ed ecco qua il mio Charlie Bear finalmente completato! Tutto sommato è stato più semplice del previsto da realizzare, le spiegazioni erano chiare e semplici ed è bastata un po’ di pazienza per portarlo a termine senza particolari difficoltà. Ho utilizzato una lana sport abbastanza grossa e morbida per il corpo lavorata con ferri n° 4,5 mentre per il vestito sono passata a ferri n° 4, come da indicazioni. Ho iniziato realizzando i singoli arti e il corpo, cucendoli e riempiendoli di ovatta da imbottiture via via che li finivo. Per ultima ho fatto la testa, e dopo aver riempito e attaccato le orecchie ho ricamato gli occhi e la bocca e cucito il naso (grazie a mia mamma e alla sua bravura per il suo aiuto tecnico in questa operazione così delicata). La fase meno divertente è stata forse quella dell’assemblaggio, con tutte quelle cuciture e fermature di fili, ma alla fine ero decisamente soddisfatta del risultato ! Fare il vestitino è stato semplicissimo rispetto al resto, e quando gliel’ho infilato e ho visto che tornava tutto alla perfezione ero così contenta del risultato che non potevo credere di averlo fatto io ! Per essere il primo animale in assoluto che realizzo con i ferri direi che è andata benissimo, e credo proprio che questo sarà il primo di una lunga serie… Ho fatto questo adorabile Charlie Bear per regalarlo a Luca mio perché sapevo che gli sarebbe piaciuto molto, e così è stato. So che si prenderà grande cura di lui. Ancora grazie a Julie Williams per essere stata la mia ispirazione in questo progetto.

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