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Venerdì 17 giugno: spiaggia di Vlyha – Lindos

15 luglio, 2011 in Viaggi. Commenti: 2

Questa è una cosa che mi ricordavo perfettamente, della Grecia. La luce arriva prestissimo e non c’è modo di fermarla, l’alba invade il cielo prepotente, sale veloce e dilaga ovunque in poco tempo, allagando inesorabilmente tutto quanto trova sul suo cammino. Compresa la piccola finestrella in alto sopra la nostra porta, che non è possibile oscurare in alcun modo, baluardo trasparente e inutile del nostro rifugio. C’è poco da fare, non sono neppure le 6,30 che sono sveglia, immersa nella luce intensa che ha già riempito la stanza. Se non altro la giornata si annuncia bellissima. Quando alla fine ci arrendiamo all’invasione e ci alziamo andiamo a fare colazione fuori, al tavolino della veranda, sulla tovaglietta stampata acquistata ieri sera al negozietto in centro. Fa già caldo, anche se è presto, e l’ombra scarseggia sotto le piante esili.

Sistemiamo tutto, ci rinfiliamo finalmente i costumi per la prima volta dall’anno scorso e andiamo alla ricerca di un Market, per acquistare un po’ di frutta e un po’ d’acqua da consumare nella giornata. Ci fermiamo solo una volta in un punto panoramico a scattare qualche foto di Lindos e della sua spettacolare Acropoli, ai cui piedi si estende la magnifica Baia di Pallade, una luna di ghiaia fine e chiara bagnata da acque turchesi e quasi immobili, una meraviglia.

Da lì arriviamo in fretta da Flora, un piccolo minimarket che sembra un bazar dove si possono acquistare generi alimentari ma anche giocattoli, costumi, accessori da spiaggia, cartoline, souvenir, biancheria e altro ancora. Prendiamo della frutta e poche altre cose per pranzo e riprendiamo la strada verso nord, che di lì a pochi minuti ci porta al bivio per la spiaggia di Vlyha.

Decidiamo che come primo assaggio del mare di Rodi può andare, vicina e molto bella a giudicare da quello che si vedeva dall’alto della strada. Lasciamo l’auto nel parcheggio (gratuito) al fresco di un albero e andiamo a dare un’occhiata più da vicino. Il posto sembra tranquillissimo e accogliente, molto pulito, perfetto per passarci una giornata piacevole. Così prendiamo le nostre cose dall’auto e paghiamo gli 8,00€ dovuti al signore del bar, che ci consegna le ricevute e ci dice di appenderle alla molletta dell’ombrellone, così lui potrà vedere che abbiamo già pagato ed eviterà di disturbarci ancora. La semplicità, la più efficace delle tecnologie. Scegliamo un ombrellone di bambù vicino all’acqua e ci sistemiamo sui comodissimi lettini dotati di materassino imbottito. L’aria è splendente e molto calda, la luce è intensa come solo qui sa essere, il mare scintilla sotto il sole potente, le rocce intorno fanno da cornice a una baia di acque incredibilmente trasparenti.

Peccato solo per la presenza alle nostre spalle di due grosse strutture turistiche a molti piani, tipo grossi condomini con assurde pretese di lusso, che si stenta a credere abbiano potuto costruire proprio qui, e che con la loro prepotente bruttezza tentano in tutti i modi di rovinare l’armonia del luogo. Ma basta non guardare indietro e continuare a fissare la meravigliosa baia turchese per renderle completamente inoffensive. Ci stendiamo al sole e finalmente, per la prima volta da quando siamo arrivati, cominciamo davvero a rilassarci.

C’è poca gente intorno e sembrano tutti tranquilli, così possiamo leggere e goderci il posto in santa pace. Stiamo un po’ distesi a riposare accarezzati dal venticello marino, ma avere quella meraviglia davanti agli occhi e resistere alla tentazione di entrarci dentro è davvero troppo difficile, così non passa molto tempo prima che decidiamo di provare a sentire com’è l’acqua. Per fare il bagno è consigliabile indossare degli scarpini di gomma perché la spiaggia e il fondale sono di sassolini tondeggianti colorati e scivolosi sui quali non è affatto facile camminare a piedi nudi, ma l’acqua è davvero meravigliosa, calda e limpidissima grazie all’assenza di sabbia, proprio come piace a me. E’ rinfrescante, e soprattutto molto invitante, con il caldo che fa, tanto che una volta dentro non vorrei più uscire.

Dopo il bagno ci asciughiamo al sole, che brucia davvero molto, e mangiamo la nostra frutta, ancora fresca nella borsa di stoffa. Dopo un lungo riposo all’ombra, per evitare scottature sotto questo sole rovente che la nostra pelle bianchissima teme parecchio, decidiamo di fare un altro bagno. L’acqua sembra più fredda lì per lì, ma solo perché siamo noi più caldi, e dopo pochi minuti si sta già benissimo di nuovo a mollo. Ci concediamo un altro lungo bagno ristoratore, che rigenera le nostre energie e lava via dai nostri corpi la stanchezza e lo stress come solo la carezza del mare sa fare. Quando ci stendiamo di nuovo ad asciugare vicino all’ombrellone l’aria si è fatta più fresca e piacevole, e la temperatura è finalmente perfetta. In genere non stiamo mai tutta una giornata nello stesso posto quando andiamo al mare, ma questo è solo il primo giorno e siamo ancora troppo stanchi per lasciarci prendere dalla frenesia della curiosità, così ci regaliamo un lungo momento di ozio totale in questo paradiso azzurro. Sono quasi le 6 quando raccogliamo le nostre cose e torniamo all’auto, ma prima di ripartire ci prendiamo un gelato al bar e ce lo mangiamo all’ombra fresca delle piante. Passiamo a prendere acqua e viveri per domani in un altro Minimarket prima di andare a casa, e pochi minuti dopo siamo di nuovo a Lindos. Ci sciacquiamo e sistemiamo, e verso le 19,30 scendiamo in centro a cercare un nuovo posto dove cenare. I negozi sono tutti aperti, c’è abbastanza gente a spasso per le viette di pietra ma non troppa, non riesco a immaginare cosa può essere qui in agosto, in queste stradine strette coperte da tende e alberi, quando la folla deve diventare davvero impressionante per un luogo così raccolto.

Alla fine decidiamo per il ristorante Byzantino, un locale caratteristico in pietra e legno con la terrazza sul tetto, come quasi tutti i locali qui, dove ci sediamo per gustare una cena greca nell’aria fresca della sera. Siamo serviti da camerieri giovani e gentilissimi che parlano in perfetto italiano e che ci consigliano volentieri sui piatti locali migliori, dopo aver verificato che non siamo affatto interessati alla pasta. Iniziamo con un antipasto di Pita e salsine tipiche, fresche e squisite, poi Luca sceglie un calamaro al forno ripieno di verdure e Feta mentre io opto decisamente per uno dei miei piatti tradizionali preferiti, Gyros Pita, al quale difficilmente so resistere.

E’ tutto ottimo, compreso il caffè, e quando stiamo per venire via accusiamo persino un po’ l’arietta fresca della tarda serata. E’ stata una buona cena dopo una buona giornata – anche se oggi era venerdì 17! – proprio quello che ci voleva per ricaricarsi di energie.

Da domani cominceremo a girare un po’ quest’isola che ancora non riesco a definire bene, brulla e accogliente insieme, calda e ventosa, spettacolare e sperduta. Ho proprio voglia di capirla meglio.

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Rodi, isola Tsambika Giovedì 16 giugno 2011: Pisa – Rodi – Lindos

13 luglio, 2011 in Viaggi. Commenti: 6

Siamo di nuovo in volo, 5 anni dopo quel giorno bellissimo, e ancora una volta la nostra meta è il mare. Più vicino questa volta, meno esotico, ma ugualmente anelato. Decolliamo dal Galilei di Pisa alle 10,15 con Ryanair in una mattinata di sole, e dopo circa 2,40 di lettura e musica, miei personali bodyguard contro la paura, anche questo volo si conclude liscio come si è svolto, e atterriamo all’International Diagoras Airport di Rodi alle 14,00 ora locale (+2 su Greenwich). Finalmente ci siamo, il cielo limpido e il caldo del sud ci accolgono, e nel momento stesso in cui poso i piedi sul suolo greco mi rendo conto di quanto intensamente abbia desiderato questa vacanza isolana. L’aeroporto è piccolo ma ben organizzato, ritiriamo velocemente il bagaglio e raggiungiamo lo sportello Hertz dove abbiamo prenotato l’auto per i prossimi giorni. Con una piccola differenza di costo sul preventivo ci assegnano una Suzuki Jimny, una specie di piccola gippettina color miele con la quale, a sentire il tipo del noleggio, potremo arrivare dappertutto. Spero che questo non significhi che le condizioni delle strade sono disastrate… La signora che ci consegna le chiavi è gentilissima, e mentre Luca carica i bagagli lei mi fa un sacco di complimenti per la mia Ugo Box, la borsina a forma di tasso per la macchina fotografica che ho fatto da me ai ferri.

Naturalmente ho preso la mappa dell’isola al bancone Hertz – non so resistere alle mappe, per me indicano tutte tesori nascosti – e con una breve occhiata ci rendiamo conto che spostarsi non sarà troppo difficile, anche senza navigatore. C’è un’unica via principale che gira tutta l’isola lungo la costa, dalla quale si diramano poche vie interne che tagliano per i monti permettendo di raggiungere il versante opposto senza fare il giro completo, solo con qualche curva in più, per distanze totali che raramente superano i 30 km. Ci immettiamo sulla via in direzione sud seguendo le indicazioni per Lindos, che è a neanche 50 km dall’aeroporto, all’incirca a metà del lato orientale della costa. La strada è larga ma un po’ trascurata, ci sono importanti lavori in corso poco fuori la zona dell’aeroporto che si prolungano per diversi chilometri, anche se non vediamo nessun operario al lavoro. Il panorama è abbastanza tipico, costoni rocciosi e vegetazione scarsa, soprattutto cespugliosa, pianure brulle e distese di olivi dappertutto. Attraversiamo alcuni centri abitati lungo la via, piccoli agglomerati di case e supermercati turistici poco interessanti ma forniti di tutto, e notiamo che i distributori di carburante sono abbastanza frequenti, anche se la benzina è molto cara, da 1,69 a 1,79€ al litro! Certo, non tutto è curato come ci si aspetterebbe, è vero che le isole sono più semplici e meno formali di altri luoghi, ma al primo impatto già s’intuisce che questo non è sicuramente un posto dove gli abitanti navigano nell’oro. Però gli scorci sul lato della costa sono bellissimi, nonostante il cielo sia in parte oscurato da nuvole cupe. Ma quando, dopo circa un’ora e un’ultima ampia curva, spuntiamo all’improvviso davanti alla baia di Lindos, con l’Acropoli in cima alla rocca e il paesino di case candide accovacciato ai suoi piedi, tra il mare e la strada, restiamo folgorati da quella visione tanto bella da sembrare finta. Se un pittore avesse dovuto inventarsela, la veduta di un paese di mare con anche le rocce e la baia e i resti di un’Acropoli antica in cima a tutto, non sarebbe mai stato capace di crearne una così straordinaria. E’ una visione tanto incantevole da lasciare senza parole, con la frase interrotta a metà e gli occhi incollati a quell’immagine stupefacente e inattesa. E’ bellissimo, e stiamo andando proprio lì.

Ci fermiamo nella piazzetta davanti al Bar Reception, all’ingresso del paese, telefoniamo a George come da accordi via email e lui arriva sul suo buffo scooter dopo pochi minuti, ci saluta con gentilezza, si carica il nostro bagaglio sulla pedanina del suo strano mezzo di trasporto e ci accompagna su per la salita che porta alla nostra casa, nel blocco degli Anastasia Apartments. Scopriamo un monolocale molto carino, pulitissimo e con arredi nuovi, una bella stanza ampia con letto grande e armadio a muro (più un divano letto extra) un angolo cottura completo di accessori, bagno con vasca e doccia, aria condizionata, Tv e una veranda con tanto di fiori e tavolino per la colazione con vista direttamente sull’Acropoli.

Dopo le indicazioni principali sui market, il parcheggio, le pulizie (che saranno fatte ogni giorno verso le 11) e simili George ci saluta e se ne va, mentre noi cominciamo a prendere possesso del luogo sistemando le nostre cose. Fa già molto caldo, per cui ci infiliamo abiti più adeguati e usciamo subito in esplorazione, per fare un po’ di spesa e cominciare a capire come muoverci. La casa è leggermente in alto rispetto al centro del paese, dove gode di maggiore ventilazione e tranquillità e di una vista spettacolare, ma una passeggiata di pochi minuti per stradine ripide e scalinate caratteristiche ci permette di raggiungere qualunque punto di Lindos, che è un villaggio esclusivamente pedonale.


Il primo impatto col centro è di grande effetto, il paese è incantevole, un groviglio di stradine e viuzze che si intersecano senza regola e senza soluzione di continuità, tra mura candide e cascate di buganvillee, oleandri rosa e gelsomini profumatissimi, scalette di pietra e gatti accovacciati, portoni incorniciati di pietra scolpita e pavimentazioni realizzate con la tecnica tipica detta “Hochlaki”, sassi tondeggianti bianchi e neri perfettamente sistemati in modo da formare un disegno tradizionale, che può essere un delfino, un fiore, un cervo, una sequenza geometrica, per un effetto finale elegantissimo e raffinato.


I ristoranti e i locali tipici sono a ogni angolo, adesso è tutto chiuso perché è presto ma da l’idea che qui, la sera, ci sia davvero un grande movimento di gente.


Moltissimi sono anche i negozi che vendono articoli di artigianato locale, alcuni decisamente turistici così al primo impatto, ma altri davvero interessanti.


Attraversiamo la via principale passando davanti a taverne, bar, pergolati, negozi nascosti dietro angoli di pietra deliziosi o affacciati su scalinate ombreggiate dal verde delle piante.

Oltrepassiamo anche la piccola chiesa del paese, purtroppo già chiusa, candida naturalmente, e affiancata da un campanile bellissimo in pietra a tre livelli di finestre ad arco alle quali fa da sfondo l’azzurro prepotente del cielo.

Girovaghiamo a caso approfittando del fatto che a quest’ora le viuzze sono libere dai turisti, e ogni nuovo angolo sembra incredibilmente più caratteristico e bello del precedente. Arriviamo fino alla Stazione degli Asinelli, la cui presenza è famosa e antica sull’isola, dove per 5,00€ a testa i noleggiatori locali trasformano i ciuchini in speciali Taxi che trasportano i turisti fino in cima all’Acropoli. In realtà non sembra così lontana da non poterci arrivare a piedi senza problemi, ma forse in un posto così piccolo ogni occasione deve essere colta per incrementare sia il fascino del luogo che l’economia…

In fondo alla piazza degli autobus giriamo e cominciamo a tornare indietro, prendendo stradine diverse da quelle prese per arrivare fin qui e scoprendo altri angoli incantevoli.

Raggiungiamo la creperia “Dolce Amaro” di proprietà di George ed entriamo a salutarlo, e lui ci accoglie con grandissima cortesia. Ci offre subito un caffè espresso all’italiana, molto buono, e visto che fa caldo, decidiamo di restare un po’ lì al fresco a chiacchierare con lui e a provare il suo gelato, che alla fine lui si rifiuta di farci pagare. Dopo la sosta ci fermiamo al Market a prendere qualcosa per la colazione di domattina, giusto l’essenziale per fare colazione, perché farsi tutta la salita con le buste della spesa è dura, il resto lo prenderemo domani con l’auto visto che il parcheggio è molto più vicino alla casa del resto del villaggio. Rientriamo attraversando la terrazza degli appartamenti Anastasia, sulla quale una enorme pianta di limone piena di frutti fa da sentinella profumata, e sistemiamo i nostri acquisti. Tutto sembra tranquillo e calmo, la maggior parte dei turisti dev’essere ancora sulle spiagge a godersi la giornata di mare.

Ci cambiamo e usciamo ancora a fare un po’ di foto, cominciamo a essere stanchi della lunga giornata e iniziamo a cercare un posto dove poter cenare. Adesso ci sono molte più persone di prima in giro, e naturalmente molti sono italiani, inconfondibili ovunque. Passeggiamo di nuovo per il centro mentre le luci si vanno via via accendendo, e sbirciamo i vari locali e i loro menu per capire cosa offrono di speciale. Ogni ristorante ha fuori un cameriere solerte che ci invita a entrare e ci illustra le prelibatezze gastronomiche del suo locale, ma non sono troppo insistenti e comunque sono tutti gentilissimi. Alla fine optiamo per Mythos, un locale molto carino dal lato della salita verso l’Acropoli, e saliamo su lungo una scaletta che porta sulla terrazza all’aperto dove sono sistemati i tavoli per i clienti, nell’aria fresca della sera e con una splendida vista panoramica sulla rocca. Ordiniamo pesce naturalmente, buono e abbondante, e poi Feta e Tzatziki, che per me è il sapore della Grecia, e che desideravo tanto gustare di nuovo.

Dopo cena facciamo un’ultima passeggiata per le stradine sempre più affollate e illuminate del centro, e poi torniamo di nuovo verso casa, contenti di come ci siamo sistemati. Una notte di riposo ci attende, la nostra vera vacanza di mare comincerà domani.

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