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Spillo

13 novembre, 2010 in Knitting. Commenti: 7

Spesso i piccoli progetti sono i più piacevoli. Quando poi il pattern è una creazione della magnifica Julie Williams il risultato non può certo deludere, e questo piccolo riccio ne è la prova evidente. Ho acquistato le istruzioni per realizzarlo dal sito di Julie e ho ricevuto il PDF via e-mail in pochi minuti, scoprendo come al solito indicazioni chiarissime da seguire, ben dettagliate e accompagnate da una serie di foto esplicative che rendono le varie fasi del lavoro davvero semplici. Il costo è irrisorio, poco più di 1 Euro, e il gesto è reso ancor più piacevole dal fatto che Julie dona una parte del ricavato della vendita di questo pattern alla British Hedgehog Preservation Society, un’associazione inglese che protegge l’habitat e cerca di garantire la sopravvivenza di queste piccole, utilissime creature.

Si comincia a lavorare dal lato posteriore del corpo, per il quale ho utilizzato uno scampolo di lana marrone un po’ grossa e ferri di 3,75mm montando le maglie per la base e procedendo con vari giri di aumenti via via che lavoravo per ottenere una sezione tondeggiante. Si lavora tutto il pezzo a maglia rasata, ma in questo caso il lato del rovescio diventa il diritto del lavoro, per avere un effetto finale ondulato della superficie che renda meglio l’idea della pelliccia spinosa del riccio. Alla fine del corpo si cambia filato e si passa a lavorare la testa con la lana color nocciola, con la quale si cominciano a scalare le maglie per ottenere la forma allungata e appuntita del muso.

Una volta arrivati in cima si passa il filo tagliato lungo nelle poche maglie rimaste e si chiude il cerchio, creando così la punta del naso. Da qui, con lo stesso filo nocciola si cominciano a chiudere i due lembi del muso e poi del corpo con cucitura invisibile a tappezzeria, imbottendo a mano a mano l’interno in maniera da dare una bella forma rotonda e paffuta all’animale. Il corpo del riccio ora è completo e si passa alle zampe, che sono davvero piccole e veloci da fare. Si montano 3 maglie e si procede con aumenti e diminuzioni per un totale di 8 giri, ottenendo alla fine un piccolo rombo che si chiude poi con l’ago a formare una pallina di lana. Vista la dimensione minima non è neppure necessario imbottirla, basta racchiudere all’interno del piedino una goliata di filo dello stesso nocciola invece dell’ovatta bianca, che si potrebbe intravedere, perché crei un po’ di volume e permetta alle zampine di sollevare un poco il corpo del riccio.

Si attaccano le 4 zampine sotto al corpo con pochi punti ad ago, si ricamano col filo nero gli occhietti rotondi e la punta del naso, e il gioco è fatto, in poco tempo e con grande soddisfazione per il risultato ottenuto con un minimo sforzo. Se poi, come nel mio caso, il riccio avrà il compito di fare da puntaspilli all’appassionata di cucito che lo riceverà in regalo (come è Spillo per mia mamma), basterà infilargli un po’ di spilli dalla capocchia colorata sul dorso per avere un effetto finale sorprendentemente realistico e simpatico.

Siccome il progetto è veramente facile e piacevole da realizzare, e visto che mia cognata è una ricamatrice provetta di lavori a punto croce, mi ha fatto piacere farne uno anche per lei. Ma dato che in genere mi annoio a ripetermi, per modificare un po’ le cose per lei ho creato Pina, una riccetta con tanto di fiocchetto rosa e fiorellino sulle ventitré che ha avuto altrettanto successo di Spillo. Basta davvero poco a volte, per regalare un sorriso.

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Rosina

1 aprile, 2009 in Knitting. Commenti: 7

rosina

Questo coniglietto copriuovo è in assoluto una delle creature più deliziose che io abbia mai visto e realizzarlo mi ha dato incredibile gioia e soddisfazione. Lo so che è una piccola cosa, e che non è affatto una sfida difficile dal punto di vista tecnico, ma ho sperato tanto di poter avere a disposizione questo pattern per provarlo e quando finalmente l’ho avuto tra le mani mi ci sono dedicata con tutta la mia passione. Ci tenevo a vedere se sarei riuscita a realizzare un coniglietto che fosse all’altezza dell’originale, e alla fine mi ritengo molto contenta del risultato ottenuto. Per realizzarlo ho utilizzato piccoli scampoli di lana rosa chiaro e rosa fucsia, e un po’ di lana color biscotto per il musino e le zampine, lavorando con i ferri di 3mm. Per ricamare gli occhi ho imparato a fare il “nodo francese”, che permette di annodare la lana con l’ago in modo da creare un rilievo definito e preciso proprio dove serve e che abbia lo spessore a le rotondità desiderati. Non è difficile da realizzare ed è particolarmente adatto in caso di lavori di piccole dimensioni come questo.
Ho deciso che farò altri coniglietti nei prossimi giorni, e anche se noi non abbiamo l’abitudine di mangiare uova sode a colazione, credo proprio che diversi di questi adorabili musetti verranno a rallegrare la nostra tavola di Pasqua.

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