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Gallina

24 luglio, 2010 in Knitting. Commenti: nessuno

Tra i nostri animali preferiti c’è sicuramente la gallina, che per noi è proprio simpatica per natura. Sarà per quei suoi occhiettini piccoli e neri, per le gambette sottili sotto al corpo cicciottello, o per il suo modo di fare curioso e fifone insieme, come una di quelle donnine ficcanaso che vogliono mettere il becco dappertutto ma poi si tirano subito indietro indispettite se provi a rimproverarle, non so. Fatto sta che per noi le galline sono proprio buffe, e ci piacciono sempre sotto qualunque forma si presentino, che siano vere, di ceramica, di stoffa, di maglia, cinematografiche o… da leggere.
Per questo, ogni qualvolta mi capita di trovare un pattern con una gallina non manco mai di salvarlo nella mia cartella riservata ai “knitted toys”. E visto che sono convinta che i colori perfetti di questo animale, bianco rosso e arancione, siano assolutamente dei colori portafortuna, ho deciso di realizzare questo delizioso progetto di Jacqui Turner per mia cugina, perché questa piccola gallina le porti fortuna durante i suoi esami all’Università.

Il pattern è molto semplice e molto veloce, e assolutamente divertente da lavorare. Si comincia dal fondo, con lana bianca e ferri di 3mm, e si procede aumentando via via le maglie per rendere il corpo tondeggiante, fino a calarle di nuovo per dare forma al collo e alla testa. Alla fine si lasciano le ultime maglie sul ferro senza chiuderle, si infila l’ago con lo stesso filo col quale si lavorava sui ferri e lo si passa attraverso le maglie aperte tirando il filo fino a chiuderle, in modo che formino la parte superiore della testa. Da qui si procede cucendo con tecnica “a tappezzeria” per unire i due lembi del retro della gallina, cominciando contemporaneamente a imbottire la testa e il collo e continuando a riempire il resto del corpo a mano a mano che si scende con la cucitura verso il basso. Una volta finito di chiudere il corpo si passa alle ali, che sono lavorate su ferri di 3mm a giri corti e lunghi, procedendo a montare, chiudere e rimontare le maglie dopo solo un giro, per creare la forma sfrangiata delle piume.

Allo stesso modo si realizza la coda, che però ha piume più lunghe e più numerose. Foto 501 Una volta attaccate le ali e la coda e fatti i piccoli dettagli di occhi, becco, bargigli e cresta restano solo da fare le zampe, per le quali ho utilizzato una tecnica indicata nelle istruzioni che non avevo mai usato prima. Si chiama “I-cord” e consiste nel lavorare le maglie sempre sulla stessa linea con ferri a due punte facendole scivolare da un lato all’altro del ferro spostando solo il filo, ma senza voltare mai il lavoro. Il risultato è un piccolo tubolare perfettamente chiuso e preciso che non ha bisogno di altre cuciture né rifiniture, il che aiuta molto ad ottenere un effetto finale pulito, soprattutto in casi di parti così piccole.

Una volta attaccate le gambine al loro posto con pochi punti il gioco è fatto, e la gallina è pronta per cominciare a svolgere il suo prezioso compito. Basta solo trovare qualcuno che si merita di ricevere in regalo una creaturina così simpatica e tantissimi auguri di buona fortuna, e per me questa volta è stato semplice perché io la mia destinataria ce l’avevo già in mente fin dall’inizio. Spero solo che l’effetto magico funzioni, e che questa Gallina le porti tutta la fortuna del mondo.

In fondo è venuta bene direi, e visto che le galline mi piacciono tanto, credo proprio che la prossima sarà per me, e sarà questa

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Alfy the bass player

16 luglio, 2010 in Knitting. Commenti: 2

Siccome il nostro “Alfiere” è il talentuoso bassista di un gruppo Indie-rock che sta piacendo molto dalle nostre parti, e siccome il suo gruppo partecipava a un music contest importante e tutti noi in ditta facevamo il tifo per lui, ho pensato di modificare il pattern di un topolino sul quale avevo già lavorato e di combinarlo con un altro pattern dal quale trarre le indicazioni per gli accessori, per creare un topo bassista da regalargli per l’occasione. Quando ho bisogno di un aiuto valido so bene che posso sempre contare sul genio di Alan, e anche questa volta il suo lavoro mi ha permesso di realizzare quello che volevo senza nessuna difficoltà – e con grande divertimento.
Per il corpo ho usato nuovamente lo schema del basic mouse dei Tales of Yore che prevede un abbigliamento con i “pantaloni” adatto al mio progetto, ed ho usato ferri di 3,5mm e lana celeste per farli assomigliare il più possibile ad un moderno paio di jeans. All’altezza della vita ho fatto due giri a legaccio con la lana arancione per creare la cintura, e ho continuato con il verde menta per la maglietta, che è il colore simbolo del gruppo “The Absinth”. Nel centro della maglietta ho lavorato un intarsio con lana bianca e nera a formare una specie di grande occhio, il logo del gruppo, e alla fine ho ricamato un sottile bordo nero tutto intorno per definirlo meglio. Avevo preparato il piccolo schema da sola, e tutto sommato, una volta realizzato, si è dimostrato delle giuste dimensioni e proporzioni. Quindi sono passata a fare le braccia ed ho scelto di fare la maglietta a maniche corte, più consone alla circostanza, semplicemente passando alla lana nocciola dopo solo pochi giri di maglia rasata verde. Ho usato la stessa lana nocciola anche per la testa, le orecchie e la coda, mentre per i piedi mi sono inventata un’altra soluzione tutta mia. Non volevo che il topino musicista sembrasse a piedi nudi come i topolini di Yore, così ho usato uno scampolo di lana arancione per fare delle scarpe basse tipo Converse e ci ho ricamato sopra dei lacci intrecciati bianchi per creare l’effetto delle stringhe, che ho legato con un fiocco. Il risultato mi è piaciuto molto, soprattutto perché somigliava davvero a quella che era la mia idea iniziale.
Una volta assemblato e imbottito il corpo e ricamati i dettagli della faccina sono passata alla parte più difficile, lo strumento musicale. Mi ricordavo che nel bellissimo pattern degli Hula Hamsters compreso nel numero 57 di Simply Knitting di agosto 2009 uno dei criceti hawaiani suonava una specie di chitarra che poteva fare al caso mio, ed è su quello schema che ho realizzato il basso di Alfy. Ho lavorato le due parti del corpo dello strumento (anteriore e posteriore) con lana ecrù e ferri di 3mm e le ho cucite insieme per formare la cassa armonica, poi con lana marrone un po’ più sottile ho fatto la parte superiore del manico. In cima a questa ho ricamato il piccolo ponte e le chiavette con cotone color beige chiaro, quindi ho aggiunto i vari dettagli delle parti cave ricamandoli con l’ago e della lana nera piuttosto fine. Come ultima cosa ho cucito il basso alle mani del topolino, sistemandolo in maniera che sembrasse pronto per essere suonato, e la dimensione si è rivelata perfetta per lo scopo previsto. Per dare un ultimo tocco personale al mio piccolo bassista ho preparato un cordoncino di lana rossa trillata e gliel’ho legato intorno alla fronte, come usano portare i più scatenati divi del rock, e direi che come dettaglio finale è risultato veramente azzeccato.
Alla fine il gruppo dell’Alfio non ha vinto quel contest musicale, ma non ha molta importanza dopo tutto. Si sono divertiti tutti al concerto, e un piccolo premio lui lo ha ricevuto lo stesso. Un topino fatto con il cuore, e regalato con l’augurio che nella sua vita la musica non finisca mai.

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Batty

12 maggio, 2010 in Knitting. Commenti: nessuno

Questo adorabile pipistrello versione gran sera l’ho trovato sul numero n° 59 di Novembre 2009 della rivista inglese di maglia Simply Knitting alla quale sono abbonata. Si tratta naturalmente di un altro bellissimo progetto di quel mago del toy knitting design che si chiama Alan Dart che non finisce mai di sorprendermi con le sue creazioni, tutte tanto fantastiche da farmi venire voglia di realizzarle subito appena le vedo… Anche stavolta ci sono cascata, e mi sono messa d’impegno a dare vita a questo simpatico vampiro perfetto in ogni dettaglio, divertendomi come non mai nonostante una certa complessità del lavoro considerato nel suo insieme.

Una novità importante è stata che per questo progetto ho utilizzato per la prima volta un paio di ferri del mio nuovo kit in bamboo ordinato online da questo sito inglese, pagandoli molto meno di quanto li avrei pagati in un negozio di zona e ricevendoli via posta nel giro di circa 3 giorni – un affare che mi ha lasciata davvero soddisfatta. Il paio che ho utilizzato per Batty è quello di 3,25mm (il kit che ho acquistato comprende 15 paia di ferri di dimensioni a scalare che includono anche le mezze misure e i quarti di misura, che dalle mie parti sono più rare da trovare dei tartufi…) e subito ho notato l’estrema leggerezza e maneggevolezza di questi nuovi strumenti, che d’ora in avanti faranno regolarmente il loro dovere con i miei gomitoli.

La realizzazione del pipistrello comincia dal corpo, lavorato dalla base fino su al collo, per il quale ho scelto una morbidissima lana viola che al tatto è sofficissima e scivola sui ferri con estrema facilità dando un effetto finito molto uniforme e piacevole al tatto. Una volta chiuso e imbottito il corpo, che deve essere bello largo e stabile alla base perché il pupazzo possa stare seduto senza problemi, si passa alla testa. Si inizia dalla parte posteriore e si aumenta fino al limite del viso, dove si cambia colore attaccando il nocciola e facendo attenzione a scambiare le maglie a scalare per formare la punta sulla fronte del pipistrello. Alla fine si passa al color rossiccio per il naso, e si conclude senza chiudere le maglie sul ferro ma infilandole invece con l’ago da lana e tirando per stringerle a cerchio. Da qui si chiudono i bordi del viso fino al collo e si imbottisce tutto di ovatta dando una forma il più possibile tondeggiante. Le orecchie si lavorano a parte e si applicano sulla parte alta della testa poco al di là della linea che delimita il viso. Le gambe sono strisce lunghe e strette di lana viola da chiudere sul lato imbottendole leggermente via via, mentre i piedi hanno la ghetta bianca e la parte laterale nera lavorate insieme, alle quali si unisce poi la suola piatta fatta a parte. Le braccia sono lavorate come le gambe, ma terminano con pochi giri in lana color nocciola per le mani. A decorazione della manica si fanno i polsini bianchi, da applicare con pochi punti al di sopra della mano. Quindi si fa lo sparato della camicia bianca, che termina leggermente stondato, e il piccolo papillon formato di due parti nere da cucire insieme al centro.

Come ultimo elemento resta il mantello, che è anche la parte più complessa e lunga da realizzare, ed è lavorato con una tecnica particolare che non avevo mai provato. Per fortuna le spiegazioni di Alan sono sempre molto dettagliate e precise, così non ci ho messo troppo a capire come dovevo procedere per ottenere il risultato desiderato. Il mantello è composto di due parti, una cappa esterna e una fodera interna, ed è proprio da questa che si comincia, montando le maglie del punto centrale più lungo con la lana viola chiaro e procedendo in senso orizzontale, scalando e aumentando le maglie sul bordo esterno per creare la punta. Dopo 4 punte si cambia colore di lana passando al nero e si comincia la parte esterna della cappa, andando avanti con la lavorazione a punte per 8 sezioni. Quindi si attacca di nuovo la lana viola per fare le ultime 4 punte, ricongiungendo infine il lavoro alle maglie iniziali. Qui si chiudono tutti i punti e si cuciono le due parti con la tecnica a tappezzeria, in modo che la linea di unione delle maglie resti invisibile sul lato interno, e poi si procede nel lungo e delicato lavoro di unione dell’orlo inferiore del mantello cercando di far rimanere la cucitura nascosta all’interno del bordo. Infine si fa il collare, cominciando dal lato nero per passare poi alla fodera viola, chiudendo le maglie sul lato stretto e attaccando il tutto al bordo superiore della cappa. Realizzare il mantello è un lavoro lungo e di precisione, ma una volta capita la tecnica si procede abbastanza agilmente ed è una bella soddisfazione vederlo formarsi piano piano sotto i ferri.

Una volta completati tutti i pezzi si passa all’assemblaggio finale del pipistrello, che comprende le rifiniture, il lavoro di ricamo dei dettagli del viso come occhi, bocca e denti da vampiro, e la decorazione con paillettes e perline nere della camicia e delle scarpe da sera. L’ultimissimo, irrinunciabile dettaglio è costituito da un lieve velo di fard rosa da passare sulle guance del piccolo pipistrello, che riesce a dargli un’aria viva e vivace e decisamente allegra.

Sono molto soddisfatta del lavoro fatto, il mio Batty adesso se ne sta seduto sulla nostra libreria guardandoci con un’aria simpatica e amabile nonostante i suoi denti da vampiro, e questo è già un buon risultato. Finalmente, grazie ad Alan e al suo talento, non c’è Halloween che potrà più farci paura o trovarci impreparati…

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Prince of Yore

12 dicembre, 2009 in Knitting. Commenti: 6

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Un altro componente della corte dei Tales of Yore di Alan Dart è pronto, un principe stavolta. E’ stato certamente quello più divertente da realizzare tra quelli fatti finora, e forse quello che mi ha dato maggiore soddisfazione nella sua creazione. Ancora una volta ho seguito alla lettera le istruzioni perfette del pattern di Alan Dart, modificando soltanto alcuni dettagli della costruzione finale del topino. Il corpo è lavorato con lana grigio scuro e ferri di 3,5mm esattamente come quello del re, tranne per il fatto che in questo caso il lato del rovescio diventa la parte esterna del lavoro, quella che resta a vista, per rendere ancora più esattamente l’effetto della cotta metallica dell’armatura da cavaliere. All’altezza della vita si passa al grigio chiaro e si lavora nuovamente a maglia rasata diritto fino alle spalle, quindi si fanno le braccia, che sono anch’esse lavorate nelle due diverse tonalità di grigio. La testa è fatta come quella della regina, con una parte grigia a rovescio (l’elmo) e una bianca (il muso), mentre le zampe, le orecchie e la coda sono lavorate con lana bianca. A parte si fanno le spalline dell’armatura da applicare sulle spalle e il bordo della casacca, da cucire tutt’intorno alla vita. Dopo aver assemblato tutto e ricamato i dettagli del muso restano solo gli ultimi due accessori da fare, la corona – immancabile per un membro della famiglia reale – e la spada, fondamentale per un cavaliere che ha il compito di difendere il suo regno. La corona è lavorata come quelle del re e della regina, e fissata in mezzo alle orecchie con pochi punti di filo dorato. Per la spada si montano le maglie con filo d’argento e si chiudono subito per la lama, poi si fanno le due parti dell’elsa con filo nero e si cuciono insieme, fissandole poi alla lama argentata. Per renderla dritta e stabile ho utilizzato un pezzetto di filo di ferro sottile infilato tra le maglie a fare da anima rigida invece che incollare tutto con colla trasparente come suggeriva il progetto di Alan. Generalmente non mi piace utilizzare la colla nei miei progetti di lana, non mi piace l’effetto finale, e poi rischierei di combinare pasticci che rovinerebbero tutto il resto del lavoro. Una vola cucita tra le mani del topino, la spada è rimasta in posizione senza problemi in maniera perfetta. L’ultimo dettaglio che ho modificato rispetto alle indicazioni originali è molto più piccolo, ma lo stesso significativo a mio parere. Al mio Principe non ho fatto gli occhi neri come prevedeva il pattern, ma azzurri invece, grandi e dell’azzurro più intenso che avevo a disposizione. Perché se gli occhi azzurri non li hanno almeno i principi, allora chi?

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King of Yore

4 dicembre, 2009 in Knitting. Commenti: 7

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Non ha dovuto aspettare troppo la mia Regina, per avere il suo Re. Anche questo, semplice e divertente da realizzare, anche questo della magnifica corte dei Tales of Yore di Alan Dart. Ho utilizzato ferri di 3,5mm per lavorare il corpo del topolino partendo dalle gambe, che sono in lana rossa, lavorate separatamente e poi unite all’altezza del cavallo fino su alla cintura. Lì si cambia colore passando al porpora e si prosegue con il busto e le spalle, fino a chiudere tutte le maglie all’altezza del collo. Quindi si cuciono i lembi lungo la schiena fino alle caviglie con punti invisibili creando un corpo unico e si imbottisce tutto con l’ovatta. La testa è fatta come quella della regina ma di un unico colore beige rosato, visto che il re non ha la cuffia, e lo stesso vale per piedi e orecchie, mentre le braccia sono color porpora con le mani beige. A parte si lavora la tunica porpora da cucire intorno alla vita, passando alla sfumatura cuoio negli ultimi giri, poi si attacca intorno al corpo e si ricama con l’oro la fibbia della cintura. Il mantello è realizzato con lana rossa dal fondo fino su al collo, e poi è fermato con una decorazione dorata di forma circolare. Una volta assemblate tutte le parti (compresa la coda trillata) e ricamato il musino, si fa la corona e si fissa sopra la testa, in mezzo alle orecchie, con il filo dorato. Da ultimo si ricamano la casacca e i polsini con un giro di zigzag dorato per ottenere il tocco medievale finale, et voilà, il Re è fatto. Alla fine è venuto un sovrano dall’aria benevola e regale allo stesso tempo, un po’ piccolo forse, ma sicuramente elegantissimo. Dopo tutto non è dall’altezza che si misura la statura di un Re…
Realizzare questa coppia reale mi ha divertita moltissimo e mi ha dato molta soddisfazione, tanto che ho deciso di continuare a lavorare a diversi altri componenti di questa coloratissima Corte delle Meraviglie da sistemare sulla nostra libreria.

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