Ulisse

Dopo tanti topi, conigli e galline avevo proprio voglia di provare a fare una cosa diversa, e questo progetto mi è subito parso perfetto. Simpatico, originale, e complicato quanto basta per renderne la realizzazione stimolante. La cosa che mi ha intrigata di più è che questa tartaruga è composta da due parti staccate, il corpo e il guscio, da lavorare separatamente con tecniche differenti, il che rappresentava una novità molto interessante.

Ho cominciato a lavorare il corpo di Ulisse con una lana non troppo fine scelta dalla mia scatola dei gomitoli verdi, utilizzando un set di 4 ferri di bambù a doppia punta di 3,25mm. Si comincia dalla coda e, dalle 12 maglie iniziali equamente distribuite su 3 ferri, si continuano a fare aumenti lavorando in tondo per formare il corpo panciuto, poi si scala per il collo sottile, si torna ad aumentare per la parte larga della testa e infine si scala di nuovo per il muso, creando una forma allungata e buffa che ricorda quella del personaggio di un cartone animato. Anche le 4 zampette, tutte uguali, sono lavorate in tondo su 3 ferri, e qui la cosa è un po’ più difficoltosa a causa delle dimensioni ridotte, ma alla fine il lavoro è fattibile, con un briciolo di pazienza. Dopo aver imbottito e chiuso tutte le parti del corpo con cuciture a tappezzeria si fissano le zampe sui lati e si ricamano gli occhietti neri, e la tartaruga è fatta, almeno per quello che riguarda la parte fisica.

Il guscio è più complicato perché è composto da ben tre pezzi diversi, ma per questo è anche più divertente da realizzare. Per farlo ho scelto un gomitolo di lana verde chiaro e uno verde più scuro da lavorare con ferri dritti di 3,75mm. Per prima cosa si fa la parte superiore, lavorata con i riquadri in contrasto che creano l’impressione delle scaglie del guscio della tartaruga. Ho iniziato con la lana verde chiaro facendo gli aumenti dovuti e lavorando sempre a maglia rasata, e dopo pochi giri ho attaccato anche il filato scuro alternandolo alle maglie verde chiaro e procedendo come indicato dal pattern senza difficoltà, nonostante non avessi ben chiaro fin da subito dove quel lavoro mi stesse portando. All’inizio la lavorazione delle maglie più scure pare risultare stranamente stretta e non parallela a quella delle maglie più chiare, ma andando avanti il lavoro a intarsio diventa più evidente e anche l’effetto finale, e quando ho cominciato a scalare per fare la parte alta del guscio ero perfettamente consapevole che stava venendo tutto esattamente come doveva venire. Una volta fermato il sopra ho fatto il sotto del guscio, esattamente con le stesse maglie e gli stessi aumenti e calati, ma tutto realizzato con la sola lana scura e senza intarsi. Questo, una volta finito, va cucito rovescio contro rovescio al guscio bicolore unendo i bordi con l’ago per creare una specie di fodera interna, che ha essenzialmente due scopi: nascondere gli intrecci dei fili scambiati del sopra e permettere una leggera imbottitura del guscio stesso, che così risulta più voluminoso e consistente, e quindi più simile al solido carapace delle tartarughe reali.

Infine, resta solo da realizzare il pannello inferiore, quello che serve per poter creare l’intercapedine dove alloggiare il corpo dell’animale. Anche questo l’ho fatto con la lana più scura, perché mi piaceva il contrasto che avrebbe poi fatto con il colore chiaro del corpo. Ho lavorato a maglia rasata diritto fino al punto in cui si smontano ai due lati alcune delle maglie, per creare i fori dove far passare le zampe posteriori. Quindi si procede sulle maglie rimaste nella parte centrale dell’addome, e dopo alcuni centimetri si montano nuove maglie ai due lati e si continua fino alla fine per completare la parte alta con gli altri due fori per le zampe anteriori. E’ più facile a farsi che a spiegarsi in effetti, e una volta cucito il pannello con i fori al guscio già fatto, il risultato finale risulta sorprendentemente perfetto.

Resta solo da infilare il corpo nella “conchiglia” fatta su misura per lui, e ammirare l’effetto finale. Che è incredibile in realtà, perché il pattern è tanto esatto e ben spiegato che alla fine del lavoro questa tartarughina sembra proprio vera, e basta metterla nell’ambiente giusto per rischiare di scambiarla per una nuova piccola amica venuta a gironzolare nel giardino.

Quello che mi fa particolarmente felice della buona riuscita di questo progetto non è solo che mi sono molto divertita a realizzarlo. Ci tenevo molto a farlo bene perché, dopo un breve girovagare nei dintorni, questa piccola creatura è partita insieme a Magic Lolly per raggiungere le mani amorevoli di Micol, figlia di Lorella e collezionista di tartarughe, per fare anche lei la sua piccola magia di suscitar sorrisi.

L’ho chiamata Ulisse, come il grande viaggiatore, e gliel’ho mandata con l’augurio che la sua vita sia un viaggio meraviglioso sempre pieno  di avventure straordinarie. Perché come le sagge tartarughe sanno bene, chi va piano va sano e va lontano…

7 Comments

  1. @Lolly: ma grazie mille Lorella !! ;o)
    è stato divertente lavorare su Ulisse e mi pare che alla fine sia venuto abbastanza bene ! :o)
    Abbracci, Sally

    @Micol: sono molto contenta che Ulisse ti piaccia! :o)
    l’ho fatto molto volentieri, e sono sicura che avrai tanta cura di lui quanta ne avremmo avuta noi qui.
    Mi pare che sia già un beniamino da quelle parti…. chissà come si diverte lì con voi !!
    Un abbraccio anche a te e grazie di tutte le tue parole gentilissime! Ciao ! :o)

  2. Ciao Sally!Grazie per esserti unita ad i miei follower. Ho sbirciato un po’ nel tuo mondo ed abbiamo gli stessi interessi 🙂 E poi sei stata in Irlandaaaa WOUUU! E’ il mio viaggio nel cassetto 🙂 Appena riesco mi ritaglio un po’ di tempo e leggo il tuo diario di viaggio.
    Complimenti anche per i tuoi lavori!
    Ciao ciaooo
    Mopo

  3. @Clau: grazie mille!
    è stato un bel progetto da provare a fare, molto divertente!

    @Mopo: Ciao a te! :o)
    Mi sono unita molto volentieri al tuo blog, mi è piaciuto subito e anch’io ho notato che abbiamo molti interessi in comune, di sicuro lo sfoglierò più approfonditamente in questi giorni.
    Ho visto che hai fatto dei lavori molto carini!
    L’Irlanda è MAGICA credimi…. un viaggio assoutamente da fare…. e rifare…. e rifare….!!!!
    Vai appena puoi perché ti incanterà, e la scoprirai anche più bella di come la immaginavi – pare che faccia a tutti questo effetto! A me è rimasta nel cuore….. non ci crederai ma a volte ancora me la sogno…! :o)
    Spero di tornarci davvero prestissimo!

    Un saluto e grazie a te del tuo commento così gentile! :o)
    A presto!
    Sally

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *